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Benedetto XVI in Australia
Dossier Speciale

10 ANNI FA, «UNA PIETRA MILIARE»

Assemblea Speciale per l’Oceania del Sinodo dei Vescovi

(22 novembre - 12 dicembre 1998)

 

L’INCULTURAZIONE DELLA FEDE: TERZA TAPPA

 

La "carta d’identità" della Chiesa australiana e delle altre Chiese in Oceania all'inizio del terzo millennio è l'Esortazione apostolica postsinodale «Ecclesia in Oceania». Si tratta di una pietra miliare nella storia dell'evangelizzazione in Oceania e porta la firma di Giovanni Paolo II. Il documento fu pubblicato nel 2000 dopo la fine del primo Sinodo dei Vescovi dell’Oceania che si svolse tra il 22 novembre e il 12 dicembre 1998 con la partecipazione di 154 padri sinodali, tra cui 80 vescovi. Le giovani Chiese del continente si sono impegnate nell'opera di evangelizzazione e promozione umana tra innumerevoli sfide: isolamento geografico, complessità dell'ambiente multiculturale e multireligioso, confusione provocata dal pullulare delle sette fondamentaliste, diversità delle condizioni socioeconomiche delle popolazioni e scarsità di aiuti. Mons. Barry James Hickey, arcivescovo di Perth, Australia, nella Relazione di apertura identificava così le grandi sfide: gli effetti dell'impegno missionario sulle popolazioni locali; la chiamata all’evangelizzazione; la vita interna della Chiesa e la pratica della fede; le sfide della modernità e del secolarismo; il ruolo dei sacerdoti e dei religiosi e dei laici e le questioni di giustizia sociale.

L’ESORTAZIONE. Il testo pontificio espone con chiarezza le direttive apostoliche da seguire, perché il Sinodo divenga carne della vita della Chiesa nel continente più peculiare e frammentato del nostro pianeta (n°6), e ciò pone una sfida costante per rafforzare la communio ecclesiale (n°9). Il Papa ricorda il contributo degli evangelizzatori, come Mary MacKillop ed esalta i missionari (n°7) santi e martiri: san Pietro Chanel, i beati Luis De Sanvitores, Giovanni Mazzucconi, Pietro To Rot (n°7). Dopo due tappe di storia dell’evangelizzazione (quella delle prime stazioni missionarie e dall'opera di diffusione del Vangelo; e quella di organizzazione strutturale e di “indigenizzazione” della Chiesa per la crescita del clero locale) a terza tappa, afferma l’esortazione postsinodale, dovrebbe essere segnata dall'inculturazione della fede (n°16), caratterizzante la nuova evangelizzazione, richiesta da "una graduale diminuzione del senso religioso" e "da una secolarizzazione crescente" (n°7) Il Papa desidera una Chiesa di partecipazione (n°15) e domanda la collaborazione di tutte le comunità cattoliche dell'Oceania, notando che "la Chiesa nello sforzo di presentare Gesù Cristo in maniera efficace deve rispettare ogni cultura e mai chiedere alle persone di rinunciarvi" (n°16). La nuova evangelizzazione dell'Oceania (n°18,19) deve ridare il primato all'annuncio (n°20), alla catechesi (n°22), all'ecumenismo (n°23), al dialogo interreligioso (n°25), senza dimenticare l'insegnamento sociale della Chiesa (n°26) i diritti umani (n°27), i popoli indigeni (par. 28). Con il conseguente aiuto al loro sviluppo (n°29) al rispetto dell'ambiente (n°31), sotto l'aspetto dell'attività caritativa, espresso nell'educazione (n°33), alla sanità (n°34), ai servizi sociali (n°35). Il IV capitolo dell'esortazione tratta gli aspetti del vivere la vita di Gesù Cristo in Oceania e riprende la sottolineatura che l'Assemblea speciale aveva fatto sull’importanza della preghiera e della vita interiore (n°36, 37) alimentata dalla Sacra Scrittura (n°38), dalla liturgia (par. 39), dall'eucaristia (n°40) e dagli altri sacramenti (n°41,42): penitenza, unzione degli infermi. Il capitoletto sul matrimonio pone in rilievo alcuni aspetti dell'Oceania: in alcune aree persiste la poligamia "causa grave di sfruttamento delle donne" (n°45). Nelle società del Pacifico esiste una concezione del matrimonio diversa da quella dell'Occidente: non è solo un contratto fra due persone, ma un incontro tra due gruppi sociali con conseguente sistema di valori, altro da quell’occidentale e differente nella maniera di comunicarli. Ciò comporta "l'urgenza di una rinnovata catechesi sugli ideali del matrimonio cristiano", incoraggiamento pastorale a promuovere unioni fra persone della stessa fede (n°45). L'esortazione postsinodale prestare poi attenzione alle varie componenti del popolo di Dio: alla vocazione dei laici, lievito che fermenta l'intera farina dell'ordine temporale (n°43); alla gioventù che costituisce la maggioranza della popolazione (n°44); alle donne, alle quali bisogna aprire molte forme di apostolato e di responsabilità (n°46); ai nuovi movimenti ecclesiali, che sono un segno dei tempi per la Chiesa in Oceania (n°47).

 

A dieci anni dal Sinodo la Chiesa dell’Oceania prosegue il cammino verso la nuova Evangelizzazione

 

Ricorre quest'anno il decimo anniversario della prima Assemblea Speciale per l’Oceania del Sinodo dei Vescovi. Nel febbraio scorso il Consiglio Speciale per l'Oceania del Sinodo dei Vescovi si è nuovamente riunito e, tra le altre materie, ha discusso sulla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù (Sydney).

Comunicato conclusivo. Nel Comunicato finale del 25 febbraio 2008 si legge: «Le Chiese particolari in questo continente hanno un’inconfondibile vitalità sostenuta dall’Esortazione Apostolica «Ecclesia in Oceania», ristampata e tradotta anche nelle differenti lingue locali, e così si é potuto ottenere un suo più facile uso nelle varie attività ecclesiali. (...) Nei piani pastorali si dedica particolare attenzione ad alcune priorità, che riguardano i diritti umani, la bioetica, il bene della società, la famiglia, l’ecologia, il relativismo e, più specificamente, la carità, l’inculturazione, il dialogo ecumenico ed interreligioso. Nella vita interna della Chiesa si insiste molto sulla santità, la liturgia, il sacerdozio, l’attività formativa. Una costante opera di sostegno è rivolta alle scuole cattoliche, alle istituzioni di cura della salute, all’uso dei mezzi di comunicazione, al ministero a favore della gioventù e dei migranti. Un discorso speciale in questo periodo è rivolto alla Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Sydney nel mese di luglio 2008. Tutto il continente è mobilitato per la preparazione, sia nelle regioni socialmente evolute sia in quelle meno sviluppate. I temi del grande incontro mondiale sono quelli tipici di una società moderna, come il secolarismo oppure la lontananza di tanta parte dei giovani dalla pratica religiosa. Ma si segnalano anche moltissimi altri coetanei che aderiscono in modo convinto e forte alla fede o che manifestano una speciale fedeltà alla Giornata Mondiale della Gioventù, avendo partecipato a diverse edizioni della medesima. Vi sono varie iniziative di gemellaggio e di aiuto finanziario per i giovani delle parti più povere del continente perché possano partecipare alla Giornata con un’adeguata rappresentanza. (...) Infine, a proposito della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà dal 5 al 26 ottobre 2008 sul tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, l’Oceania trova nella Parola di Dio la sorgente e l’ispirazione per la nuova evangelizzazione nel grande continente, come anche per la spiritualità e l’autentica moralità della vita, nel tentativo di affrontare le grandi sfide dell’annuncio del Vangelo, rappresentate in gran parte dalle grandi difficoltà culturali».

Dare alla cultura la forma della fede. Il Comunicato rileva in particolare: «L’inculturazione del messaggio evangelico costituisce una delle più grandi preoccupazioni pastorali nella Chiesa in Oceania. Consiste in un cammino graduale attraverso il quale il Vangelo entra nelle diverse culture, trasformando o purificando certi valori culturali, perché possano trovare un posto nella cultura genuina cristiana, senza alterare il dovuto rispetto sia per il Vangelo sia per le culture stesse. In questo dinamismo è indispensabile l’opera associata di pastori, sacerdoti, diaconi e anche catechisti. Particolarmente importanti sono le scuole cattoliche a tutti i livelli che salvaguardano la loro identità cattolica, rimangono strumenti preziosi della testimonianza del Vangelo nell’ambiente contemporaneo spesso secolarizzato».

 







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