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Benedetto XVI in Francia
Dossier Speciale

 

Il desiderio del Santo Padre

 

Si svolge in Francia, dal 12 al 15 settembre, il X viaggio apostolico internazionale di Papa Benedetto XVI in occasione del Giubileo del 150º anniversario delle Apparizioni di Lourdes. Alla fine d’aprile, la Conferenza episcopale francese[1], confermò i due momenti del pellegrinaggio del Santo Padre: 12 - 13 Parigi e 13 – 15 Lourdes[2]. Il 13 novembre 2007, durante la conferenza stampa in Vaticano per presentare il programma dell’Anno giubilare[3], mons. Jacques Perrier, vescovo di Tarbes e Lourdes, ricordò che Benedetto XVI già nel luglio 2005 gli aveva manifestato il desiderio di recarsi a Lourdes in un momento così significativo. Benedetto XVI sarà il secondo Papa a recarsi in pellegrinaggio ad uno dei santuari mariani più conosciuti e frequentati del mondo. Giovanni Paolo II, primo Papa a recarsi alla Grotta di Massabielle, lo fece in due occasioni: la prima il 14 e 15 agosto 1983 e poi il 14 e 15 agosto 2004. Benedetto XVI sarà dunque il secondo pontefice a compiere questo pellegrinaggio.

                     

Papa Benedetto XVI ogni giorno compie un piccolo pellegrinaggio alla Grotta della Madonna di Lourdes, all’interno delle antiche mura della Città del Vaticano, ed è legato alla piccola veggente da due date importanti del mese d’aprile: il 16, giorno del suo compleanno è l’anniversario della morte di S. Bernadette, la veggente di Lourdes. Il 19 aprile, data dell’elezione alla Cattedra di Pietro è anche il giorno dell’anniversario dei funerali della santa

«Non si può contemplare Maria senza essere attratti da Cristo e non si può guardare a Cristo

senza avvertire subito la presenza di Maria»[4]

Benedetto XVI 

Maria, modello di totale abbandono a Dio

 

I 150 anni dalle apparizioni di Lourdes ci invitano a volgere lo sguardo verso la Vergine Santa, la cui Immacolata Concezione costituisce il dono sublime e gratuito di Dio ad una donna, perché potesse aderire pienamente ai disegni divini con fede ferma e incrollabile, nonostante le prove e le sofferenze che avrebbe dovuto affrontare. Per questo Maria è modello di totale abbandono alla volontà di Dio: ha accolto nel cuore il Verbo eterno e lo ha concepito nel suo grembo verginale; si è fidata di Dio e, con l’anima trafitta dalla spada del dolore (cfr Lc 2,35), non ha esitato a condividere la passione del suo Figlio rinnovando sul Calvario ai piedi della Croce il “sì” dell’Annunciazione. Meditare sull’Immacolata Concezione di Maria è pertanto lasciarsi attrarre dal «sì» che l’ha congiunta mirabilmente alla missione di Cristo, redentore dell’umanità; è lasciarsi prendere e guidare per mano da Lei, per pronunciare a propria volta il “fiat” alla volontà di Dio con tutta l’esistenza intessuta di gioie e tristezze, di speranze e delusioni, nella consapevolezza che le prove, il dolore e la sofferenza rendono ricco di senso il nostro pellegrinaggio sulla terra.

 

Un legame inscindibile tra la Madre e il Figlio

 Non si può contemplare Maria senza essere attratti da Cristo e non si può guardare a Cristo senza avvertire subito la presenza di Maria. Esiste un legame inscindibile tra la Madre e il Figlio generato nel suo seno per opera dello Spirito Santo, e questo legame lo avvertiamo, in maniera misteriosa, nel Sacramento dell’Eucaristia, come sin dai primi secoli i Padri della Chiesa e i teologi hanno messo in luce. “La carne nata da Maria, venendo dallo Spirito Santo, è il pane disceso dal cielo”, afferma sant’Ilario di Poitiers, mentre nel Sacramentario Bergomense, del sec. IX, leggiamo: “Il suo grembo ha fatto fiorire un frutto, un pane che ci ha riempito di angelico dono. Maria ha restituito alla salvezza ciò che Eva aveva distrutto con la sua colpa”. Osserva poi san Pier Damiani: “Quel corpo che la beatissima Vergine ha generato, ha nutrito nel suo grembo con cura materna, quel corpo dico, senza dubbio e non un altro, ora lo riceviamo dal sacro altare, e ne beviamo il sangue come sacramento della nostra redenzione. Questo ritiene la fede cattolica, questo fedelmente insegna la santa Chiesa”.  

Maria, Mater Dolorosa

 

La presenza a Lourdes di molti pellegrini ammalati e di volontari che li accompagnano aiuta a riflettere sulla materna e tenera premura che la Vergine manifesta verso il dolore e le sofferenze dell’uomo. Associata al Sacrificio di Cristo, Maria, Mater Dolorosa, che ai piedi della Croce soffre con il suo divin Figlio, viene sentita particolarmente vicina dalla comunità cristiana che si raccoglie attorno ai suoi membri sofferenti, i quali recano i segni della passione del Signore. Maria soffre con coloro che sono nella prova, con essi spera ed è loro conforto sostenendoli con il suo materno aiuto. E non è forse vero che l’esperienza spirituale di tanti ammalati spinge a comprendere sempre più che “il divin Redentore vuole penetrare nell’animo di ogni sofferente attraverso il cuore della sua Madre santissima, primizia e vertice di tutti i redenti”? (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris, 26).  Indulgenza Plenaria nel 150° anniversario delle apparizioni della Beata Vergine Maria a Lourdes[5] In occasione del 150° anniversario della manifestazione della Beata Vergine Maria nella Grotta di Massabielle, vicino a Lourdes, è quotidianamente concessa l’Indulgenza plenaria ai fedeli, che, dal giorno 8 Dicembre 2007 fino al giorno 8 Dicembre 2008, piamente e alle condizioni stabilite, visiteranno la Grotta di Massabielle, e, dal 2 all’11 Febbraio 2008, visiteranno, in qualsiasi tempio, oratorio, Grotta, o luogo decoroso, l’immagine benedetta della Beata Vergine Maria di Lourdes solennemente esposta alla pubblica venerazione. (…)Orbene la prossima ricorrenza del centocinquantesimo anniversario del giorno in cui Maria Santissima, rivelando alla fanciulla Bernadette Soubirous di essere l’Immacolata Concezione, volle che fosse eretto e venerato nel luogo detto “Massabielle”, della città di Lourdes, un santuario, tesoro di grazia, evoca l’innumerevole serie di prodigi, mediante i quali la vita soprannaturale delle anime e la stessa salute dei corpi trassero grande vantaggio dall’onnipotente bontà di Dio; in questa disposizione della Provvidenza Divina, per intercessione della Beatissima Vergine Maria, si dimostra con evidenza che il fine integrale dell’uomo è il bene di tutta la persona, qui sulla terra e soprattutto nell’eternità della salvezza.

 







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