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Benedetto XVI in Francia
Dossier Speciale

 

Intervista con l’arcivescovo di Parigi
Cardinale André Vingt-Trois[11]

- a cura di Romilda Ferrauto -

 

Qual’è per lei il senso e la posta in gioco della visita del Papa in Francia il mese di settembre prossimo ?

 

È un avvenimento molto importante per la Francia e in particolare per i cattolici francesi. Innanzi tutto, il Papa viene in Francia per un evento di portata internazionale: il Giubileo per il 150mo anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes. Questo solenne anniversario di Lourdes tocca molti francesi e cattolici in tutto il mondo. Le apparizioni della Vergine a Bernadette sono un evento rilevante poiché pongono a tutti gli uomini una domanda inevitabile: Dio è davvero la speranza del mondo?

 

È la prima visita di Benedetto XVI in Francia dalla sua elezione. Ogni tanto si sente dire che il Papa è conosciuto male dal grande pubblico francese e dai cattolici stessi. Lei condivide questo sentimento e cosa fa l’arcidiocesi di Parigi per favorire una migliore conoscenza di questo pontefice?

 

In effetti, è il primo viaggio di Benedetto XVI in Francia e sarà una grande occasione per molti francesi di scoprire il vero volto pastorale del Santo Padre. Il Cardinale Ratzinger è venuto spesso in Francia e vi ha pronunciato dei discorsi molto importanti in diverse circostanze, sia a Notre-Dame di Parigi, sia all’Institut de France, sia a La Sorbonne, o ancora a Caen, in occasione delle feste commemorative dello sbarco del giugno 1944. Ma alcuni dei nostri concittadini hanno di lui solo un’immagine mediatica, a volte un po’ caricaturale. Ora avranno l’opportunità di vederlo e di sentirlo in maniera più diretta. Al contrario delle campagne di rumori malintenzionati, i cattolici francesi e i loro vescovi, hanno un grande affetto per la sede di Pietro e per colui che ne assume il ministero della comunione ecclesiale. Ci sforziamo di sviluppare questa comunione e questa affezione, moltiplicando le relazioni con Roma, in particolare modo con numerosi pellegrinaggi e con gli insegnamenti che diffondono la dottrina cattolica fra i fedeli. Fu il caso, in particolare, delle due grandi encicliche di Benedetto XVI. L’Anno paolino, deciso da Benedetto XVI è anche un’altra occasione per un grande investimento di fede fra le parrocchie della regione Ile de France.

 

Tutti si ricordano delle GMG del 1997 a Parigi. D’allora in che modo è cambiato il volto del cattolicesimo francese e possiamo prevedere l’accoglienza che sarà riservata a Benedetto XVI ?

 

Dieci anni non sono un lungo periodo per misurare le evoluzioni storiche profonde; ad ogni modo, si possono fare alcune annotazioni. Prima, alcuni giovani che hanno partecipato alle GMG del 1997 sono stati segnati molto profondamente al punto che alcuni di loro hanno orientato la propria vita in funzione dell’esperienza che hanno vissuto, in particolar modo rispondendo alla chiamata del sacerdozio. D’altra parte, il segno magnifico che ha lasciato la celebrazione delle GMG ha aiutato i cattolici francesi ad impegnarsi di più nella testimonianza pubblica della nuova evangelizzazione, come fu il caso con il Congresso di Parigi-Ognissanti 2004. In questo contesto, il viaggio del Santo Padre va iscritto in un’evoluzione più lunga che ha segnato l’ultimo quarto del ventesimo secolo e non dubito che il Papa sarà accolto molto bene.

 

Due incontri del programma del Papa a Parigi suscitano un interesse certo : il mondo della cultura e i giovani. Perché sono stati privilegiati questi due settori della società? Secondo lei, hanno bisogno più degli altri, forse di sentire la voce del Papa ?

 

Sembrate dimenticare gli incontri che avverranno a Lourdes, in particolare l’incontro con la Conferenza Episcopale e l’incontro con gli ammalati. L’uno e l’altro sono degli incontri molto importanti per la nostra Chiesa. Ma è evidente che sia a Parigi sia a Lourdes, l’incontro del Papa con i giovani sarà un momento forte. A Parigi, abbiamo privilegiato l’invito di quelli che rientrano dalle GMG di Sydney dove c’erano più di quattromila francesi. Speriamo che l’incontro con il Papa sul sagrato della cattedrale sia come un nuovo invio alla missione. Sono dei giovani che rappresentano il dinamismo della Chiesa d’oggi e la speranza della Chiesa di domani. Sono invitati ad una notte di preghiere per le intenzioni del Papa e della Chiesa e ad un cammino di luce a traverso la città, nella notte, come simbolo della speranza che rappresentano nella nostra società. La conferenza che darà il Santo Padre al Collège des Bernardins s’iscrive all’interno della  pastorale propria del Papa, il quale manifesta in molte occasioni la sua preoccupazione per il dialogo fra la fede cristiana e la cultura. Questa ricerca che va avanti da diverse decine di anni acquisisce uno spessore particolare: a causa della sua missione di pastore universale e per il contesto intellettuale nel quale la esercita.  Per farla breve, si pongono due domande: da un lato, l’approccio del credente cristiano ha una credibilità dinanzi la ragione umana così come si è sviluppata? e, d’altra parte come la ragione umana e la saggezza illuminano le decisioni degli uomini di oggi, che siano credenti o no, che siano cristiani o no?

 

Il Papa s’incontrerà con il Presidente Nicolas Sarkozy. Cosa si aspetta da quest’incontro riguardando il posto della religione cattolica nella società francese? Ci sono delle questioni che le stanno a cuore?

 

L’incontro del Papa con il Presidente della Repubblica è un incontro di cortesia protocollare. Non è il luogo per trattare delle questioni precise che vengono abitualmente trattati durante gli incontri fra le istanze governative e i rappresentanti della Chiesa cattolica. Ma, anche nel quadro protocollare, non è vietato scambiare discorsi che aprono alla riflessione. In questo senso, non dubito che il Presidente Sarkozy vorrà proseguire il suo discorso del Laterano e che il Papa gli risponderà.

 

Lei ha affermato che questa visita era un avvenimento importante per la Chiesa ma anche per tutto il paese ? Perché?

 

Un evento che riguarda così da vicino la Chiesa cattolica in Francia non può lasciare indifferente i nostri connazionali. Saranno evidentemente interessati dalle manifestazioni pubbliche trasmesse dalla televisione di Parigi e di Lourdes. Più profondamente, penso che per molti francesi, le cui relazioni con la loro Chiesa e con la loro tradizione cristiana si sono allentate, sarà un’occasione per riscoprire molti aspetti della loro fede che avevano dimenticato. E forse ora di ritornare ad una pratica cristiana più regolare. Per tutti, sarà un’opportunità di sentire parlare della fede cristiana dai suoi principali portavoce. 

 

Lei vorrebbe aggiungere qualcosa per chiudere questa intervista ?

 

Si, ho invitato le parrocchie di Parigi a pregare ogni domenica per il successo e la fecondità del viaggio del Papa. Mi permetto di rivolgere lo stesso invito a tutti i vostri ascoltatori.







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