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Benedetto XVI in Francia
Dossier Speciale

I LUOGHI DI LOURDES

 

Aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées. L'aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées ha una pista principale di 3mila metri. È situato vicino alla città di Tarbes, nel dipartimento degli Alti Pirenei. È Particolarmente utilizzato per voli charter legati ai pellegrinaggi nella vicina cittadina dei santuari. L'aeroporto si trova, infatti, a metà strada tra le due città, distante poco più di 3 km.

Stadio Antoine Béguère. Lo stadio è un campo sportivo ove si gioca soprattutto rugby che a Lourdes è cultura e mania. A Lourdes, e più in generale nella regione, esistono squadre di grande tradizione. L'FC Lourdes, fondato nel 1911, tra il 1948 e il 1968 ha segnato un'epoca: ha vinto otto scudetti e due coppe di Francia, ha avuto per bandiera Jean Prat, leggendario flanker con 51 caps in Nazionale. Lo stadio porta il nome di un famoso imprenditore, ex Sindaco di Lourdes e Presidente del locale club di rugby, che negli anni Cinquanta, fu il protagonista del boom della località.  Béguère unì il sacro e lo sport, contribuendo anche alla realizzazione della nuova Basilica e dello Stadio. Antoine Béguère dà il nome anche ad un importante torneo che si giocò per la prima volta nel 1962, due anni dopo la sua morte.

 

Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore

Prima tappa del "Cammino del giubileo".

La visita del Santo Padre avrà luogo sabato 13 settembre

 

La costruzione della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore è posteriore alle Apparizioni ed è stata inaugurata soltanto nel 1903. È allora che si è demolita la vecchia chiesa di San Pietro, la chiesa dove Bernadette è stata battezzata il 9 gennaio 1844. La chiesa del Sacro Cuore contiene dei ricordi della storia di Bernadette: nella cappella laterale a sinistra, la fonte battesimale, cioè il catino dove Bernadette è stata battezzata, il giorno in cui u suois genitori celebravano il primo anniversario di matrimonio. In questa cappella ci sono anche esposte due statue che provengono dalla vecchia chiesa: rappresentano san Giovanni Battista e la Madonna. Il resto dei mobili liturgici della vecchia chiesa si trova nella cappella della roccaforte di Lourdes, nella cripta, la tomba di monsignor Peyramale[31], deceduto l'8 settembre 1877, parroco di Lourdes all'epoca delle Apparizioni. Numerosi pellegrini amano raccogliersi in questa chiesa che Bernadette non ha conosciuto, ma che è il luogo di preghiera della parrocchia, cioè della Comunità cristiana di Lourdes alla quale Bernadette è appartenuta. Il battistero stabilisce un legame concreto con la vecchia chiesa dove Bernadette si recava così spesso.

 

 

 

 

Cachot

Seconda tappa del "Cammino del giubileo".

La visita del Santo Padre avrà luogo sabato 13 settembre

 

In una delle viuzze della città alta, via dei Piccoli Canali, (Petits Fossés) si trova una vecchia costruzione triste e grigia: l’ex prigione di Lourdes, ormai abbandonata. In fondo a questa prigione, una cella scura ed umida, di 3,77 per 4,40 metri, che dà su un cortile interno con un’unica e minuscola finestra: il Cachot. I Soubirous vi abiteranno dal 1856 e vi resteranno fino all'autunno 1858, dopo aver abbandonato il mulino di Boly. Francesco, Luisa ed i loro 4 bambini vi si stabiliscono in appena 16 m². Un'unica stanza per fare tutto: dormire, cucinare, mangiare, pregare. È da lì che Bernadette partirà verso la Grotta per incontrare 18 volte la Madonna. Rinnovato durante l'inverno 1995-1996, oggi si può visitare quella stanza, spoglia, priva di ogni mobile. All'epoca di Bernadette, "la camera era nera e insalubre. Come mobili, due poveri letti, a destra entrando ed una piccola cassapanca per mettere la biancheria". Questo luogo ci ricorda che la Vergine ha scelto la più povera e la più semplice per rivelare a tutti che ognuno occupa un posto unico nel cuore di Dio. Questo paradosso di Lourdes non ha nulla di diverso del paradosso del Vangelo. Il cachot, che fa parte delle tappe del “Cammino del giubileo”, oggi è di proprietà delle Suore della Carità di Nevers e dell'Istruzione cristiana. Questa modesta abitazione è uno dei luoghi di Lourdes fra i più visitati dai pellegrini e turisti, e spesso, queste persone da qui iniziano la camminata verso la Grotta, così come fece Bernadette tante volte.

L’Antica Casa Parrocchiale. Dopo il piccolo vicolo cieco di Boly si arriva dinanzi a ciò che resta di una parete di giardino con la sua piccola porta. Una targa di silice ci spiega perché queste pietre completamente comuni abbiano tanta importanza per i pellegrini di Lourdes: "Per aquesta porta quey pasade Bernadette" (Per questa porta è passata Bernadette). Dietro questo muretto, si nasconde una bella e massiccia costruzione che comprende il corpo centrale di una casa e 2 ali: è la casa Lavigne. Nel 1858, era abitata da 2 inquilini fra cui il sacerdote Peyramale, parroco di Lourdes. Anche se l'utilizzo della casa è cambiato resta al centro della storia delle Apparizioni poiché è qui che Bernadette si presenta il 2 marzo 1858 dal sacerdote Peyramale per trasmetterle la parola della Madonna: "Direte ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella". Bernadette ci ritornerà altre due volte e il 25 marzo 1858 per trasmettergli l'ultima parola della Signora: "Io sono l'Immacolata Concezione”.

 

Grotta delle Apparizioni (Massabielle)

Terza tappa del "Cammino del giubileo".

La visita del Santo Padre avrà luogo sabato 13 settembre.

 

In questo luogo, ora meta di pellegrinaggio per milioni e milioni di persone, 150 anni fa Bernadette Soubirous, “incontrò” 18 volte la Madonna e con Lei parlò in dialetto lourdese. Quando accaddero questi fatti straordinari la Grotta era un posto abbandonato e di difficile accesso perché il fiume Gave scorreva a ridosso della caverna. Oggi, parte delle fondamenta della Basilica di Nostra Signora del Rosario poggiano sulla montagna ove si trova la Grotta e il corso del fiumicello è stato spostato in avanti parecchi metri per creare un piccolo piazzale ai piedi della statua della Madonna.

I miracoli. In 150 anni per questa Grotta sono passati almeno 300 milioni di pellegrini, di cui 20 milioni malati. Le “guarigioni inspiegabili”, così definite dalla Chiesa con il parere scientifico dell’A.M.I.L. (Associazione Medica Internazionale di Lourdes) sono oltre 7 mila, ma in solo 67 casi le autorità ecclesiastiche, tramite il vescovo della rispettiva diocesi, ha accertato l’avverarsi di un “miracolo” secondo le rigide norme che la Chiesa impone e applica in questi casi[32].

Primo evento religioso mediatico. Alla Grotta di Massabielle, nonché alla medesima santa veggente Bernadette, si possono associare anche alcuni fatti singolari che collocano le apparizioni di Lourdes fra i primi eventi religiosi mediatici. Bernadette Soubirous[33] è la prima santa ad essere fotografata. Tra il 1861 e il 1879 le furono scattate 75 fotografie[34] e molte servirono per illustrare piccoli depliant per la raccolta delle offerte per finanziare la costruzione della prima chiesa, opera nella quale lavorò anche suo padre, ormai ex mugnaio ed ex bracciante. Nel 1897, i fratelli Lumière (Auguste Marie e Louis Jean), inventori del proiettore cinematografico, girarono il primo documentario di un avvenimento religioso, in particolare di un pellegrinaggio alla Grotta di Massabielle. Nel 1930, il famoso cineasta belga Charles Dekeukeleire girò il primo documentario che ricostruisce, con la tecnica della narrazione mediatica moderna, le apparizioni della Madonna[35].

LA NASCITA

DELLA SOCIETÀ

DELLE IMMAGINI

 

Il 24 maggio 1844 fu inaugurata la prima linea telegrafica che collegava Washington con Baltimora; linea di comunicazione che sfruttava l'invenzione geniale di Samuel Finley Breese Morse (27 aprile 1791 - 2 aprile 1872).

Nel 1816 il francese Joseph Nicephore Niepce  riesce ad ottenere la prima riproduzione senza intervento umano (più tardi chiamata fotografia). Da li a poco sarebbe arrivata l'invenzione del cinema.

Il clamore mediatico. Si può affermare con certezza che il vero clamore mondiale delle apparizioni a Bernadette comincia con una fotografia. Otto mesi dopo la prima apparizione, il 23 ottobre 1858, il quotidiano francese “L’Illustration”, pubblica in prima pagina una grande fotografia della Grotta di Massabielle e racconta fra il serio e l’ironico quanto è avvenuto in uno sperduto paesino dei Pirenei. Il centro del racconto più che la Madonna e Bernadette, è la Grotta e il primo miracolo: la guarigione di Catherine Latapie.

Il primo miracolo riconosciuto dalla Chiesa. “Tra coloro che si recano alla Grotta il 1° marzo 1858, quando le apparizioni sono ancora in corso, c’è Catherine Latapie, di Loubajac, una rude e povera paesana, per niente devota”. Così padre René Laurentin[36] che prosegue: “Due anni prima, cadendo da una quercia, si era slogata il braccio: due dita erano rimaste piegate e paralizzate, l’arto non si era più ristabilito e la donna non poteva più filare né lavorare a maglia. Catherine aveva sentito parlare di quella fonte che a Lourdes confortava i malati. Arriva rimorchiando due dei suoi figli, mentre un terzo è già pesante e vivace nel suo grembo. Alla Grotta prega e poi si avvicina alla fonte. Immerge la mano e le dita paralizzate e contorte si sciolgono e riacquistano la loro mobilità: riesce per la prima volta a congiungere le mani in preghiera; ma, ecco che la donna avverte un forte dolore al ventre. Sono le doglie del parto. Lei prega: «Santa Vergine, fatemi prima tornare a casa». I dolori cessano e Catherine può far ritorno a Loubajac, dove partorisce tranquillamente. La sua guarigione sarà una delle sette riconosciute come miracolose dall’inchiesta del vescovo mons. Laurence. È in assoluto la prima delle guarigioni di Lourdes”.

 

La Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani

 

Nei Giardini vaticani, si trova una riproduzione della Grotta di Lourdes, che è spesso meta di incontri e sede di celebrazioni liturgiche. Si tratta di un dono del Vescovo di Tarbes, Francesco Saverio Schoepfer, a Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci - Papa dal 1878 al 1903). I due personaggi sono ritratti in medaglioni sul fronte dell’opera, che fu realizzata dall’architetto dei Sacri Palazzi Apostolici, Costantino Sneider. Il 1° giugno 1902, la costruzione fu ammirata dal Pontefice, ormai novantaduenne. Erano presenti Cardinali, Vescovi ed un numeroso pubblico; Mons. Schoepfer, nel suo discorso, rilevò il valore universale del dono. In effetti, il finanziamento era avvenuto tramite una sottoscrizione aperta dai Missionari dell’Immacolata in tutto il mondo cattolico. Alla Grotta fu presto aggiunta la riproduzione, su scala ridotta, del tempio che era stato edificato a Lourdes; venne perciò ad ergersi, nei Giardini vaticani, una guglia di notevole altezza, che era fiancheggiata da due rampe di scale. Il complesso, così ultimato, fu oggetto, il 28 marzo 1905, di solenne inaugurazione da parte del nuovo Pontefice, Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto), che era stato eletto il 4 agosto 1903; Papa Sarto, nel 1912, volle che alla diocesi di Tarbes fosse aggiunta la denominazione di Lourdes. Bernadette Soubirous, beatificata nel 1925, fu canonizzata nel 1933; nello stesso anno il Papa Pio XI (Achille Ratti), decise la demolizione della guglia, anche perché tale struttura, che aveva suscitato notevoli critiche dal punto di vista estetico era pericolante. Nel 1960, il Vescovo di Tarbes e Lourdes, Mons. Théas, donò al Pontefice l’altare che era stato per un cinquantennio nel luogo delle apparizioni; la sacra mensa venne trasportata nella Grotta dei Giardini vaticani, dove si trova tuttora. Nel 1962, Papa Giovanni XXIII decise la demolizione delle due rampe di scale laterali, e si arrivò così all’attuale sistemazione, semplice e affascinante, incentrata sull’altare e sulla piccola statua dell’Immacolata. Sotto tale immagine, è riportata la frase con la quale Maria rivelò alla giovane veggente di essere l’Immacolata Concezione. A fianco della Grotta, è collocata una fontana, nella cui iscrizione si ricorda l’invito rivolto dalla Madonna a Bernadette a recarsi alla fonte, per lavarsi e per bere; accanto, su una lastra marmorea, sono riassunte in latino le vicende del luogo di preghiera, fino alla ristrutturazione voluta da Giovanni XXIII. Il 31 maggio, a conclusione della processione di chiusura del mese mariano presso la Grotta di Lourdes in Vaticano, tradizionalmente partecipa il Papa e rivolge la sua parola ai fedeli convenuti.

 

Oratoire de l'hôpital

Quarta tappa del "Cammino del giubileo".

La visita del Santo Padre avrà luogo lunedì 15 settembre.

 

L’oratorio dell’Ospizio, è luogo dove Bernadette fece la Prima Comunione, tra la 17ª e la 18ª apparizione. Ancor prima delle Apparizioni, le Suore della Carità di Nevers avevano qui a Lourdes un asilo e una scuola per ragazze. Dal gennaio 1858, dopo il ritorno da Bartrès, Bernardette cominciò a frequentare la scuola delle suore e qui poté anche cominciare la preparazione alla sua Prima Comunione (2 giugno 1858), ma in quest’oratorio imparò anche a servire i malati più abbandonati.

Il cammino di Bernadette. Il percorso a piedi da Bartrès a Lourdes è stato riaperto proprio in occasione dell'Anno giubilare 2000. Sino ad ora i gruppi di marciatori percorrevano la strada originale, con tutti i suoi pericoli. Adesso esiste un sentiero specifico per l'esperienza del pellegrinaggio. A 4 chilometri da Lourdes, il villaggio di Bartrès, offre la possibilità di riflettere e di pregare nella calma e nel silenzio, lontano dalla folla. Bernadette vi ha vissuto per due periodi, all'età di 2 anni nel 1846 e all'età di 13 nel 1857. Questo villaggio ed i suoi dintorni sono tra i ricordi più avvincenti che abbiamo di Bernadette. Poche cose sono cambiate e possiamo ritrovarvi i luoghi dove lei ha vissuto: la casa Burg, fattoria della nutrice Marie Laguës, la chiesa parrocchiale Saint Jean Baptiste, l'ovile.

 

Piazzale del Rosario del Complesso

dei Santuari di Lourdes

 

Ciò che comunemente è chiamato “Santuario di Lourdes”, in realtà, è un complesso di basiliche oltre a numerose chiese e luoghi di preghiera e raccoglimento. Sono tre le basiliche principali di Lourdes. In ordine di data di costruzione e con capienza crescente vi sono: la Basilica dell’Immacolata Concezione (Superiore), la Basilica della Madonna del Rosario, posta sotto la precedente (Inferiore) e la Basilica San Pio X (detta anche basilica sotterranea).

La Cripta. È la prima cappella che è stata costruita in risposta alla richiesta che la Madonna ha formulato a Bernadette, il 2 marzo 1858, al momento della 13a Apparizione: "Direte ai sacerdoti... che si costruisca qui una cappella".

Costruita sotto la direzione dell'architetto Ippolito Durand (1801-1882), i lavori cominciarono il 14 ottobre 1862. La chiesetta fu benedetta ed inaugurata il sabato 19 maggio 1866 (vigilia della festa di Pentecoste) da mons. Bertrand-Sévère Laurence (1790 – 1870), Vescovo di Tarbes, con la presenza di Bernadette. La Cripta è quindi il primo Santuario. Sopra l'ingresso si trova un mosaico di san Pio X. Le statue di San Pietro e di Pio X ricordano la continuità della Chiesa. Un lungo corridoio d'accesso, coperto di ex-voto, come ringraziamento a Dio, tramite la Madonna, conduce ad un luogo di silenzio e di preghiera personale. La sua capacità è di 120 posti (e 5 posti per i malati).

Basilica Superiore o dell’Immacolata Concezione. Posta sulla cima della roccia della Grotta, la Basilica dell'Immacolata Concezione fu costruita tra il 1866 e il 1871 su progetto ancora di Ippolito Durand. Fu benedetta ed inaugurata il 15 agosto 1871 da mons. Pierre-Athanase Pichenot (1816 – 1880), Vescovo di Tarbes e più tardi Vescovo di Chambéry. Fu elevata a Basilica minore da Papa Pio IX[37] il 13 marzo 1874. Sulla facciata, il medaglione del fondo rappresenta Pio X. Il Papa con il viso illuminato da un leggero sorriso, tiene nella mano sinistra il decreto datato 13 novembre 1907, con il quale stabilì la festa dell’Apparizione di Nostra Signora di Lourdes, estesa alla Chiesa universale. Il medaglione in alto, sopra l'entrata della Basilica, rappresenta il Papa Pio IX che proclama il dogma dell'Immacolata Concezione nel 1854. All'entrata a destra, si trova, inciso nel marmo, il giudizio di Mons. Laurence riconoscendo l'autenticità delle Apparizioni. Il presbiterio della Basilica si trova esattamente sopra il luogo delle Apparizioni. Le sue vetrate illustrano la storia di Maria Vergine, dalla sua nascita fino alla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione da parte di Pio IX e le Apparizioni di Lourdes nel 1858.

Basilica della Madonna del  Rosario (Inferiore). Di stile romano-bizantino, la Basilica del Rosario, vasta croce greca di 2.000 m2 di superficie, fu concepita come il piedistallo della Basilica Superiore ed è situata sopra la Grotta. Davanti, delle arcate in pietra di Lourdes, accompagnano la facciata e sostengono le scale, le rampe salgono alle terrazze ed alla Basilica Superiore. La Basilica fu inaugurata e benedetta il 7 agosto 1889 da parte di mons. Louis-Joseph-Jean-Léon Gouzot  (1820 – 1895), arcivescovo di Auch e fu consacrata il 6 ottobre 1901 dal cardinale Benoît Langénieux (1824 – 1905), arcivescovo di Reims. Fu poi eretta a Basilica minore dal Papa Pio XI[38], il 24 settembre 1926. Può contenere 1.500 persone con 50 posti per gli ammalati.

· I mosaici. I mosaici della Basilica, sono un mantello prodigioso esteso su una superficie totale calcolata intorno ai 2.000 m2 e sono stati realizzati in un periodo di appena 12 anni dal maestro mosaicista incontestato del XIX secolo, G.D. Facchina, artista che ha, tra gli altri, realizzato a Parigi gli affreschi de l’Opéra Garnier, quelli del Palazzo Imperiale di Kyoto e della Basilica di Notre-Dame de Sion a Gerusalemme. I mosaici sono stati applicati su dipinti di eminenti artisti europei della fine del XIX secolo, quali Melchior Doze della scuola di Nîmes, l’aragonese Felipe Maso, discepolo di Goya o l’italiano Eugenio Cisterna della tradizione orientale delle icone.  

· Le cappelle. Le 15 cappelle si distribuiscono a raggi, per gruppi di cinque, intorno all’abside e delle braccia del transetto. Ogni cappella di una superficie di 104 m2 rappresenta una scena dei misteri del Rosario. Anche se i dipinti sono opera di più artisti, le 15 cappelle formano un insieme armonioso che ha resistito alle più severe critiche. Esse sono state realizzate secondo le regole dell’arte classica e per questo sfidano il tempo e le mode passeggere. Le cinque prime cappelle rappresentano i misteri gaudiosi. I dipinti sono stati realizzati da due artisti parigini, L. E. Fournier e M. Grellet e da uno di Nîmes, Melchior Doze.

Piazzale del Rosario. Davanti alle Basiliche (dell’Immacolata e del Rosario) si estende un’enorme spianata (che include la passeggiata delle Processioni). È uno spazio che i pellegrini - e possono starci almeno 80mila - devono necessariamente attraversare per arrivare alle Basiliche oppure alla Cripta. Qui si svolgono anche le conosciute e famose processioni “aux flambeaux”. A fianco, sottoterra si trova la Basilica San Pio X che, in superficie, tratteggia la sua forma architettonica: una barca rovesciata. Il Piazzale, dal sagrato della Basilica Nostra Signora del Rosario alla porta San Michele misura 400 metri di lunghezza. La parte situata tra il sagrato e la statua della “Vergine Incoronata” misura 130 metri di lunghezza e 85 metri di larghezza. L’area sacra è delimitata a nord e a sud da due grandi rampe come fossero due grandi braccia in gran parte aperte per accogliere i pellegrini. Sul sagrato della Basilica Nostra Signora del Rosario, ci sono le statue di San Pietro, il capo della Chiesa e di San Paolo, l'apostolo delle nazioni.

 

Basilica San Pio X

 

Questa Basilica, tutta in calcestruzzo, il cui ingresso si trova tra la porta San Michele e la “Vergine Incoronata”, costruita dall'architetto Pietro Vago, si estende sottoterra. Fu consacrata il 25 marzo 1958 per il Centenario delle Apparizioni da parte del cardinale Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Sotto forma di scheletro di barca rovesciato, è circondata da ampie rampe. L'interno della Basilica è decorato di 52 gemmaux (quadri in cristalli speciali e illuminati). La Basilica san Pio X è rivestita di grandi tele raffiguranti di Santi e Beati di tutto il mondo. Questi 39 ritratti accompagnati da una piccola nota sulla vita di ciascuno di loro permettono di camminare sulle "orme dei Santi". Nella cornice dell'Anno del Magnificat (2001), il Santuario ha dato ancor più rilievo alla Croce sospesa sopra l’altare principale della Basilica san Pio X, opera di Luigi Pustetto. Perciò, la croce è stata abbassata al livello dell’altare e delle statue di san Giovanni e della Madonna; le opere sono state realizzate in acciaio inossidabile, come la Croce di Pustetto. Queste statue, sono collocate da una parte e dall’altra della Croce, formando, in tal modo, un Calvario. Il fabbricato ha una superficie di 12.000 m²; 191 metri di lunghezza e 61 metri di ampiezza. Può ospitare fino a 25.000 persone.

 

I "feutiers": un mestiere unico al mondo

 

Presso i santuari e altri luoghi di preghiera di Lourdes esiste un gruppo di persone che esercita regolarmente, ogni giorno, un mestiere unico al mondo: i "feutiers", in altre parole, i pulitori dei bruciatori di candele ("brulières"). Come si sa, a Lourdes, le candele sono un elemento fondamentale della pietà religiosa, e in pratica, ogni pellegrino esprime tramite le candele, il suo rapporto con il sacro, in particolare con la Madonna. Ogni giorno si vendono, acquistano e dunque si bruciano, in diversi posti, decine di migliaia di candele. Lungo diversi percorsi sono stati istallati degli appositi e particolari contenitori dove i pellegrini possono collocare le proprie candele (i "brulières"). In questi contenitori le candele bruciano in sicurezza e, inoltre, la cera può scorrere verso appositi contenitori da dove sarà poi prelevata dai "feutiers". A Lourdes si possono acquistare svariati tipi di candele: da quelle piccole, da portare tra le mani, a quelle gigantesche, alte fino a due metri, tanto pesanti da dover essere trasportate da almeno due persone. Queste candele, accese spesso da parte di gruppi di pellegrini, possono bruciare ininterrottamente per oltre una settimana. A Lourdes, ogni anno, in media si raccolgono almeno 600 tonnellate di cera bruciata.

Prairie di Lourdes. A destra, guardando le Basiliche, tra la sponda del Gave che passa davanti alla Grotta e alla chiesa di Santa Bernadette si estende una grande area di prati (9 ettari circa) di cui 2.000 metri2 asfaltati nel 2000 per facilitare l’accesso ai malati. Nei prati è stato sistemato un podio-altare, coperto da un “Velum” (tenda) per celebrare la Santa Messa o per assistere a momenti di preghiera e riflessione aiutati da un adeguato impianto di amplificazione. Dai prati, a distanza, è possibile anche seguire le cerimonie religiose che si svolgono presso la Grotta di Massabielle.

· Tenda dell'Adorazione eucaristica. Una tenda per l'adorazione è stata realizzata in 2001. Si trova sempre nella prateria in prossimità del ponte delle piscine.  Qui è esposto il Santissimo Sacramento. Con una superficie di 500 m², permette ad un grande numero di pellegrini sani e malati di pregare.

Le Piscine. Il 25 febbraio 1858 la Vergine dice a Bernadette: “Vai a bere e a lavarti alla sorgente”. L’attuale edificio delle piscine risale al 1955. È composto da 17 vasche di cui 11 per le donne e 6 per gli uomini. Ogni settore comprende una vasca più piccola per i bambini. Dopo essersi spogliato in uno spogliatoio, coperto da un mantello, il pellegrino passa nella cabina del bagno ed è immerso nell’acqua con l’aiuto di due “hospitaliers”. L’immersione è preceduta dall’affidamento a Maria. Nell'occasione del bagno, si propone al pellegrino di presentare le sue intenzioni di preghiera, di fare il segno della croce e pregare Nostra Signora di Lourdes e santa Bernadette. Il pellegrino è immerso nell'acqua (a 12°C) come segno di purificazione e conversione.[39]

 

 

LA PISCINA DI “BETZAETÀ” (Gv 5, 1-16)

 

[1] Vi fu poi una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. [2] V'è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, [3] sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. [4] Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua; il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto]. [5] Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. [6] Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli disse: "Vuoi guarire?". [7] Gli rispose il malato: "Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me". [8] Gesù gli disse: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina". [9] E sull'istante quell'uomo guarì e, preso il suo lettuccio, cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. [10] Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito: "È sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio". [11] Ma egli rispose loro: "Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina". [12] Gli chiesero allora: "Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?". [13] Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo. [14] Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: "Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio". [15] Quell'uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. [16] Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

 

Hemicycle Sainte-Bernadette di Lourdes

Chiesa Santa Bernadette

 

Il giorno dell'ultima Apparizione, il 16 luglio 1858, Bernadette non può recarsi alla Grotta di Massabielle perchè sbarrata dalla polizia. Bernadette si reca allora dall’altro lato del Gave e l’incontro con la Madonna ha luogo nonostante gli ostacoli. In pratica nello stesso posto dove si trovava Bernadette in quel 16 luglio, è stata inaugurata, il 25 marzo 1988, 130 anni dopo quel fatto, da Mons. Henri Donze (1912 – 2002), Vescovo di Tarbes e Lourdes, la chiesa dedicata a Santa Bernadette. La chiesa, che in realtà è una sala polivalente che può accogliere 5.000 persone (inclusi 300 malati), è opera dell'architetto Jean-Paul Félix. Si trova agli inizi dei Prati di Lourdes: da un lato c’è la navata con tramezzi mobili che permettono di creare e adattare diversi ambienti. Ci sono molte sale attigue per gruppi. A destra, si trova l'Emiciclo (340 - 500 posti) dove s’incontrano i Vescovi della Francia due volte l’anno per la loro Assemblea plenaria autunnale e primaverile.

 

12 Papi e Lourdes

 

Una sintesi luminosa del rapporto fra i Papi, da Pio IX

fino a Pio XI, la fece Papa Pio XII nella sua Lettera Enciclica

Le pèlerinage de Lourdes” (1957).[40]

 

L’11 febbraio 1858, giorno della prima apparizione della Madonna a Bernadette, il Papa della Chiesa era il Beato Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti. In questi 150 anni si sono succeduti al Soglio di Pietro altri 11 Pontefici, e tutti hanno avuto a che fare in diversi modi con le Apparizioni a santa Bernadette.

· Pio IX (Papa tra il 1846 e il 1878). Pio IX amò profondamente Lourdes probabilmente perché, in particolare nell’apparizione del 25 marzo 1858[41], aveva visto una diretta conferma della sua inattesa definizione del dogma dell’Immacolata Concezione[42]. Nel 1867, cinque anni dopo la lettera pastorale di mons. Laurence che riconosceva le apparizioni di Bernadette, il Papa poté ammirare e benedire un modellino della “cappella” che si desiderava costruire a Lourdes e, in quell’occasione, affermò che si era davanti “alla luminosa evidenza della recente apparizione della clemente Madre di Dio”. Poi, nel 1874, ricevette anche da mons. Benoît Langénieux[43] una piccola Grotta di ceramica e uno smalto che rappresentava proprio l’apparizione del 25 marzo. Lo stesso anno, il 13 marzo, elevò la nuova chiesa al rango di Basilica minore e approvò, incoraggiandolo, il progetto della Chiesa della Madonna del Rosario. In occasione della consacrazione della Basilica superiore, il 2 luglio 1876, Pio IX si fece rappresentare dal cardinale Joseph Hippolyte Guibert (1802 – 1886), oblato di Maria Immacolata, arcivescovo di Parigi. Lo stesso giorno il Nunzio del Papa, mons. Meglia incoronò la statua della Madonna del grande piazzale. Nel dicembre 1877, Bernadette, già suora (aveva 32 anni) scrisse una lettera a Pio IX[44]. L’anno dopo il Papa fece installare in Vaticano, in un salone consacrato all’Immacolata, una statua della Madonna di Lourdes. Successivamente mandò a Lourdes un dono con un pellegrinaggio italiano: una rosa d’oro. Pio IX morì il 2 febbraio 1878, dopo 32 anni di pontificato. Bernadette morì 14 mesi più tardi (16 aprile 1879).

· Leone XIII (Papa tra il 1878 e il 1903). Nel 1902, Leone XIII ammirò personalmente la Grotta di Lourdes che aveva accettato fosse costruita nei Giardini vaticani, dono della diocesi francese. Nonostante la sua avanzata età, quando poteva, amava pregare presso la Grotta (“piccolo angolo della Francia”, diceva). Come Pio IX, volle che la sua effigie in mosaico fosse posta su una chiesa di Lourdes. Il suo attaccamento alla Madonna di Lourdes lo manifestò appena eletto Papa: chiese a mons. César-Victor-Ange Jourdan che il 22 aprile 1878 fosse celebrata una Messa nella Grotta di Massabielle secondo le sue intenzioni. Amava in particolare l’arciconfraternità di Notre-Dame di Lourdes e gratificò i suoi membri con ogni tipo di beni spirituali.. Nel 1883, 25º anniversario delle apparizioni, donò alla Grotta un calice d’argento e delegò mons. Desprez, allora arcivescovo di Tolosa, a benedire la prima pietra della Basilica del Rosario; chiesa consacrata nel 1901 dal vescovo emerito di Lourdes, ormai cardinale, Benoît Langénieux. Tra altro anche lui, nel 1899, aveva presieduto il Congresso Eucaristico Internazionale di Lourdes. Quando nel 1890 era stata concessa la Messa propria di Nostra signora di Lourdes a tutte le diocesi della provincia ecclesiastica (Auch), Leone XIII tenne a celebrarla solennemente l’11 febbraio 1891.

· San Pio X   (Papa tra il 1903 e il 1914). Quando Pio X era ancora Patriarca di Venezia, nel 1902 manifestò il suo desiderio di recarsi a Lourdes alla guida di un pellegrinaggio, ma la sua salute glielo impedì. La sua vocazione mariana era fortissima. All’inizio del suo pontificato disse: “Considero le apparizioni di Lourdes, e quanto di così meraviglioso, così opportuno e salutare ne è conseguito, come una delle grazie più insigni che la Chiesa abbia meritato con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione”. Entrando in Vaticano come Papa il suo primo pensiero fu di onorare la Grotta fatta costruire dal suo predecessore e chiese, all’allora vescovo di Lourdes mons. François-Xavier Schoepfer (1843 – 1927), di affidarlo a Nostra signora di Lourdes. Nel 1907, accogliendo la richiesta di 24 cardinali e 466 tra arcivescovi e vescovi, estese alla Chiesa universale l’Ufficio delle Apparizioni istituito da Leone XIII (1890). Nel 1908, 50º anniversario delle apparizioni (e Primo Giubileo) nominò il cardinale Victor-Lucien-Sulpice Lécot (1831 – 1908) Legato pontificio per rappresentarlo ai festeggiamenti, in particolare durante il triduo di febbraio. Nel 1914 nominò suo Legato al Congresso Eucaristico Internazionale il cardinale Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte (1851 – 1948). Prima di morire (18 agosto 1914), San Pio X aveva potuto introdurre la causa di beatificazione di Bernardette (13 agosto 1913).

· Benedetto XV (Papa tra il 1914 e il 1922). “Benedetto XV volle arricchire il santuario, già colmo di favori, di nuove e preziose indulgenze e, se le tragiche circostanze del suo pontificato non gli permisero di moltiplicare gli atti pubblici del suo ossequio, volle nondimeno onorare la città mariana accordando al suo vescovo il privilegio del pallio nella sede delle apparizioni”. Sono parole di Pio XII, scritte nella sua Enciclica “Le pèlerinage de Lourdes” (2 luglio 1957) con occasione del centenario delle apparizioni (Secondo Giubileo). Durante il pontificato di Benedetto XV ebbero luogo le apparizioni di Fatima, nel 1917.[45] Prima di essere eletto Papa, Benedetto XV si recò per ben due volte a Lourdes: la prima nel 1893 e la seconda nel 1913, alla guida di un pellegrinaggio italiano, pochi mesi prima di essere eletto Papa.

· Pio XI (Papa tra il 1922 e il 1939). Pio XI si recò come pellegrino a Lourdes due volte prima di essere eletto Papa. La prima volta nel 1893 e la seconda dal 29 agosto al 5 settembre 1921, sei mesi prima di salire alla Cattedra di Pietro. Lourdes era rimasta nel suo cuore a tal punto che fu incontenibile la sua gioia quando poté firmare, il 24 giugno 1925, il decreto della beatificazione di Bernadette. La sera stessa volle recarsi nella Basilica di San Pietro per venerare le reliquie di Bernadette. Il 24 settembre 1926, Pio XI elevò al rango di Basilica minore la chiesa della Madonna del Rosario e così, cosa unica nel mondo, due chiese contigue divennero ambedue basiliche. Va ricordato inoltre che Pio XI volle fortemente che i Patti Lateranensi fossero firmati, come accade nel 1929, il giorno 11 febbraio definito come quello di “una delle pagine più luminose nella storia della Chiesa”. Otto anni dopo la beatificazione, l’8 dicembre 1933, Pio XI proclamò la canonizzazione di Bernadette.

· Venerabile Pio XII (Papa tra il 1939 e il 1958).  “O Lourdes! Città santa! In te si ritrovano l’incanto di Nazareth, il carattere sacro di Betlemme, le virtù taumaturgiche di Betsaida”. Così Papa Pio XII che si recò a Lourdes come Legato di Pio XI alla chiusura del Giubileo della Redenzione (1900). L’allora cardinale Pacelli celebrò l’ultima Messa del triduo il 28 aprile. Quattro anni dopo, dopo la sua elezione alla Cattedra di Pietro chiese a mons. Georges-Eugène-Emile Choquet, vescovo della città, ricevuto in udienza il 15 marzo 1939, di affidarlo nella preghiera a Nostra Signora di Lourdes. Alla morte di mons. Choquet, Pio XII nominò successore mons. Pierre-Marie Théas, sacerdote molto apprezzato per la sua opera di Amministratore della diocesi. Durante i tragici anni della Seconda guerra mondiale, Lourdes apparentemente oscurata fu, comunque, terra di pellegrinaggi e la preghiera del Rosario si recitava ogni giorno per implorare la pace. Nel 1954, centenario del dogma dell’Immacolata, Pio XII nella “Fulgens Corona[46] sottolineò come le parole della Madonna a Lourdes nel 1858 giunsero a conferma della proclamazione di Pio IX. Il 16 gennaio 1956, mons. Théas presentò a Pio XII il progetto della chiesa sotterranea e poco dopo, il Vaticano donò 2 milioni di franchi per la sua realizzazione. Si trattò di una opera titanica irta di grandissime difficoltà. I lavori furono sospesi in diverse occasioni poiché le fondamenta si allagavano. Si pensò di chiudere definitivamente il cantiere anche perché i costi erano saliti in modo quasi insostenibile. Alla fine però il genio umano, la tenacia e la Provvidenza consentirono il completamento dell’opera, giusto in tempo per le celebrazioni del centenario con la presenza del Legato papale, cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, Nunzio a Parigi fino al 1953. Pio XII morì il 9 ottobre 1958 mentre a Lourdes era in corso il pellegrinaggio del Rosario e si pregava per lui.

· Beato Giovanni XXIII (para tra il 1958 e il 1963). Il Patriarca di Venezia Angelo Roncalli divenne Papa nel 1958, anno del centenario delle apparizioni di Lourdes dove restava vivissimo il ricordo della sua presenza come Legato pontificio per l’inaugurazione e consacrazione della chiesa sotterranea dedicata a San Pio X. Tra Papa Giovanni XXIII e mons. Pierre-Marie Théas, vescovo di Tarbes e Lourdes era nata un’amicizia stretta nel contesto delle numerose volte che il Nunzio Angelo Roncalli si era recato in pellegrinaggio a Lourdes. Spesso si fermava a casa di mons. Théas con il quale condivideva la medesima origine contadina. Da un racconto autobiografico di Giovanni XXIII si può capire che fu il primo a conoscere, da confidenze di mons. Théas, l’idea di costruire una chiesa dedicata a Pio X. “Ci mettemmo insieme, scrive Papa Giovanni XXIII, alla ricerca, fra le sinuosità e gli anfratti interni delle tre chiese, la basilica, la cripta, il Rosario, di uno spazio non grande ma sufficiente … Impossibile trovarlo”. Il seguito della storia ci racconta che lo spazio fu trovato sottoterra. Tre giorni prima di morire Giovanni XXIII fece sapere a mons. Théas “che Lourdes era nel suo cuore e sulle sue labbra”.

 · Servo di Dio Paolo VI (Papa tra il 1963 e il 1978). Il cardinale Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, nel mese di luglio del 1957 presiedette a Lourdes la Messa solenne di rito ambrosiano e offrì al Tesoro dei santuari, i paramenti sacerdotali. Qualche anno dopo ritornò insieme con un gruppo di giornalisti (1962). Per la Festa di Tutti i Santi del 1963, quattro mesi dopo la sua elezione, Paolo VI, autorizzò i Padri conciliare a recarsi alla Grotta e a poter celebrare dall’alba fino alla notte. In questo frangente il Papa parlò del nuovo titolo “Maria, Madre della Chiesa”, che proclamerà ufficialmente il 24 novembre 1964. Nel febbraio 1964 fu dato il permesso pontificio di celebrare in francese. Il 26 luglio dello stesso anno, “ad experimentum”, fu concessa l’autorizzazione per a prima concelebrazione in Francia e ciò avvenne a Lourdes. Presiedette il cardinale Giuseppe Antonio Ferretto, e alla presenza di 25mila fedeli, con lui celebreranno 24 sacerdoti, molti della diocesi di Roma. Due giorni dopo mons. Théas presiedette la prima Messa concelebrata alla Grotta insieme con alcuni sacerdoti italiani malati.

· Venerabile Giovanni Paolo I (Papa tra il 26 agosto 1978 e il 28 settembre 1978). Il pontificato di Giovanni Paolo II durò solo 33 giorni e ciò sarebbe sufficiente per chiudere questo capitolo, ma sarebbe ingiusto e fuorviante. In realtà Papa Luciani amava profondamente Lourdes, e si può presumere ragionevolmente che se fosse vissuto più tempo si sarebbe recato in pellegrinaggio alla Grotta. Prima di essere eletto Papa, quando era giovane sacerdote e poi come vescovo e Patriarca di Venezia, si recò in numerose occasioni in pellegrinaggio a Lourdes; anzi, in più di una circostanza fu tra gli animatori e organizzatori di questi pellegrinaggi. Lo testimoniano le numerose fotografie che lo ritraggono a Lourdes, celebrando la Messa, pregando il Rosario o accompagnando malati.

· Servo di Dio Giovanni Paolo II (Papa tra il 1978 e il 2005). Giovanni Paolo II sarà sempre ricordato non solo per il suo immenso amore alla Madonna di Lourdes, ma anche perché è il primo Papa a recarsi ai santuari e alla Grotta, cosa che fece per ben due volte. La prima volta fu il 14 e il 15 agosto 1983. Il secondo pellegrinaggio Papa Wojtyla lo fece 21 anni dopo, il 14 e 15 agosto 2004, quando era severamente malato. In realtà Giovanni Paolo II era atteso a Lourdes nel 1981 in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale[47]. L’attento contro la sua persona rese impossibile il viaggio e come suo Inviato partecipò il cardinale Bernardin Gantin (Toffo, Benin, 1922 – Parigi, 13 maggio 2008). Il giovane sacerdote Karol Wojtyla si recò a Lourdes per la prima volta nel 1947. Poi tornò come arcivescovo di Cracovia nel 1964 e quindi, come cardinale, il giorno di Tutti i Santi del 1975. (Vedere Pellegrinaggi di Giovanni Paolo II, Pag. 78).

· Benedetto XVI (Papa dal 19 aprile 2005). Anche Papa Benedetto XVI, prima di salire sul Soglio di Pietro, sacerdote, vescovo e cardinale, si è recato in diverse occasioni in pellegrinaggio a Lourdes. Ora, per la prima volta come Papa, torna ai piedi della Madonna di Lourdes. Molti dei suoi interventi, dal giorno della sua elezione, e non solo quelli più specificamente legati a Lourdes, l’annuale Messaggio per la Giornata mondiale del malato (11 febbraio), rilevano il suo particolare amore e devozione per Lourdes. Della Madonna di Lourdes, delle apparizioni e di santa Bernadette ha parlato tutti gli anni, dal 2005 sino al 2008, a conclusione del mese mariano e recita del Santo Rosario nella Grotta della Madonna di Lourdes nei Giardini Vaticani.

 

MASSABIELLE

«Cattedra di una singolare scuola di preghiera»[48]

 

Lourdes: un Paese ricco, ma con abitanti poveri

 

La storia delle Apparizioni della Madonna nella Grotta di Massabielle un secolo e mezzo fa deve cominciare necessariamente dal luogo: Lourdes, per poi passare alla ragazza, Bernadette.

Oggi Lourdes è tra le città più famose al mondo e i suoi poco più di 15mila cittadini residenti, e i sei milioni di pellegrini e visitanti che arrivano ogni anno, possono usufruire delle comodità dei treni francesi ad alta velocità (TGV), di un’eccellente infrastruttura d’accoglienza, di un moderno aeroporto molto adatto per i voli charter e di strade ben equipaggiate per il traffico dei pullman[49]. Lourdes non è più un “luogo abbandonato da Dio” come si diceva una volta; anzi, la povertà estrema che caratterizzò da sempre l’esistenza della maggioranza della sua popolazione, ha lasciato il passo al benessere diffuso e in ogni suo angolo si respirano richiami soprannaturali.

Lourdes sebbene si presenta agli occhi del visitante disincantato come un concentrato inaudito di sofferenze umane, non lascia intravedere mai disperazione tra i pellegrini, la stragrande maggioranza persone malate, anche gravi. In ogni momento, e in tutti i luoghi, si respira serenità e sollievo. La peggiore sconfitta umana, il dolore, appare paradossalmente, un incoraggiamento e uno slancio di vita. Lourdes è un luogo speciale come pochi esistono sul nostro pianeta. Anzi, è un luogo unico. È tutto cominciò, sorprendentemente,  in una Grotta preistorica dei Pirenei.

 

Un luogo disprezzato

La “svolta” cominciò oltre 150 anni fa, in sordina, tra paure e diffidenze, con minacce di manicomio e di galera per Bernadette, in un luogo insolito: una Grotta maleodorante, malfamata, abbandonata e po’ impervia, chiamata “Massabielle”, frequentata ogni tanto da ragazzine e ragazzini in cerca di legna, tra cui Bernadette, poverissima, analfabeta e malata cronica di asma. In dialetto “Massabielle” (masse-vieille) vuol dire “vecchia roccia”

Massabielle è una Grotta preistorica di modeste dimensioni, come migliaia in tutto il mondo, parte di una massa rocciosa alta 27 metri. Questa molle sembra essere sostenuta da un arco che forma la Grotta, composta de tre aperture irregolari, in parte intercomunicanti. La cavità più grande è profonda 8 metri (larga 5 e alta 6). A destra di chi guarda, a qualche metro dal suolo, c’è una nicchia di forma ovale, più famosa della Grotta stessa.

A Lourdes, nella stessa montagna, oltre a Massabielle, c’è un’altra Grotta che 150 anni fa era già molto famosa, perché più grande e più bella: Espélugues. Trovandosi in una parte piuttosto bassa della roccia, Massabielle, era perennemente invasa da tutto ciò che le inondazioni del fiume Gave trascinavano; fiume che passa davanti alla caverna, anche se oggi, dopo molti interventi, è stato fatto indietreggiare per ricavare uno spazio più ampio. Erano proprio questi detriti portati dal fiume quelli che attiravano l’interesse, molto pragmatico, dei ragazzini e ragazzine di Lourdes: fra l’immondizia si trovava legna, cuoio, ossea, oggetti, ecc. Massabielle era anche la “grotta dei maiali” perché, i giorni di pioggia, questi animali venivano lasciati ripararsi all’interno della caverna.

Il 28 febbraio 1858, durante la IX apparizione, davanti alla Grotta, sotto le mani di Bernadette che scavano per volere della “Signora”, si rivela una sorgente di acqua cristallina che sino ai giorni nostri non si è mai fermata di sgorgare.[50]

 

I poveri erano tanti …

Un secolo e mezzo fa gli abitanti di Lourdes erano, secondo il censimento (31 maggio 1856), pochi: 4.135 e abitavano in 459 case. A Lourdes-città risiedevano solo 3.369 persone, poiché, sempre secondo i dati del censimento, 766 abitavano nelle sette frazioni del paese[51]. Per una parte consistente di questa popolazione montanara, inerpicata sugli Alti Pirenei, a sud della Francia, la vita di ogni giorno era una fatica smisurata e titanica, e solo poche decine di residenti avevano garantito il pane del giorno dopo. La povertà signoreggiava ovunque, quasi come una maledizione arcana.

Il 44% degli abitanti del luogo, 1.836 persone, fra cui i membri della famiglia di Bernadette, i Soubirous, apparivano in un elenco speciale del Comune, riconosciuti ufficialmente come “poveri”. La piccola Bernadette, insieme con altri 121 bambini e bambine lourdesi, frequentava la scuola che le autorità garantivano gratuitamente ai figli di famiglie povere. Suo padre, François, ex mugnaio, nel censimento citato, al numero 896 compare nell’elenco degli “operai saltuari” e la medesima definizione - come si può leggere nel Rapporto finale del censimento - si dà a centinai di uomini del posto[52], che rappresentavano quasi il 48% della popolazione (1.973). Tra questi maschi il censimento identifica 1.151 “giovani non sposati”. Le donne erano 2.162 di cui 1.249 “ragazze nubili”. I vedovi erano 120 e le vedove 230.

Gli elettori di Lourdes e delle altre sette frazioni, persone che quindi superavano i 21 anni, erano 995 e tra loro solo 120 appartenevano ai “notabili”, gli unici ed esclusivi detentori della ricchezza del Paese: notai, farmacisti, medici, pubblici ufficiali, proprietari terrieri, ecc. A questo settore di pochi benestanti si aggiungevano altri, più in basso nella scala sociale, ma influenti: i piccoli commercianti (107) e quelli all’ingrosso (18) e, infine, gli artigiani (193) che svolgevano diversi mestieri e occupazioni.

Numerose erano le figure di spicco del Paese[53], e quasi tutte ebbero a che fare con le Apparizioni, soprattutto, con Bernadette: due medici, Pier-Romain Dozous (1799 – 1883), laicista, naturalista e ateo militante[54] e il dottor Baptiste Balencie (1822 - 1900)[55], titolare dell’Ospizio; tre farmacisti (di cognome Lapeyrère, Paichass e Pagès); Dauzarat-Dambarrère, deputato alla Costituente nazionale; Dominique Jacomet (1821 – 1873), commissario di polizia; Vital Dutour (1816 - 1887), Procuratore imperiale; il giudice istruttore Clemente Ribes, Raimondo Pougat, Presidente del Tribunale, il notaio nonché sindaco Anselme Lacadé (1804 – 1866) e Jean-Baptiste Estrade, esattore dell’imposte.

 A Lourdes c’era allora anche una Guarnigione militare guidata da un luogotenente che comandava 37 soldati.

La cittadina e le sue frazioni, come dimostrano i dati del censimento, avevano una sua struttura socio-economica precisa, gerarchica e collaudata: i ricchi, pochi, facevano i ricchi e i poveri, molti, facevano i poveri. Nel dipartimento degli Alti Pirenei, Lourdes, aveva un luogo e un ruolo ben preciso anche perché il denaro non mancava. Ne circolava parecchio, però tra pochi. Il fratello Léobard-Marie (al secolo Louis Bourgneuf – 1831 - ?), direttore della Scuola cristiana di Lourdes, ricorda nelle sue Memorie: “I lourdesi sono generalmente poveri. Una parte considerevole della popolazione lavora nelle dure cave di pietra da taglio, di marmo e di ardesia di cui le vicine montagne abbondano. Molte donne si guadagnano faticosamente la vita vendendo la legna che vanno a raccogliere nel vicino bosco comunale. Il comune è ricco, ma la ricchezza è nelle mani di pochi”.[56]

La Francia, allora, governata con mano severa e repressiva da Napoleone III, stava subendo nel bene e nel male l’irruzione della Rivoluzione industriale e tutto era in movimento. L’economia, per prima, era entrata in una fase di grandi cambiamenti. A Lourdes, così ricca di corsi d’acqua, i mulini cominciarono ad essere sostituiti con quelli a vapore mandando in rovina molte famiglie che già erano povere.

 

Ma, dov’è Lourdes e cosa rappresenta?

 

Lourdes, nella piccola storia della regione aveva un suo prestigio anche se, per la stragrande maggioranza dei francesi, restava un luogo sconosciuto o di terzo grado. Il 4 marzo 1858, un mese dopo la prima apparizione della “Signora” a Bernadette, quando ormai la “notizia” era in bocca di tutti, l’allora direttore della Scuola superiore di Lourdes, Antoine Clarens, in un rapporto indirizzato a Oscar Massay (1810 – 1862), Prefetto di Tarbes[57] protestava perché molti si chiedevano - con sarcasmo - dove fosse la cittadina e cosa rappresentasse. Clarens scrive: “Andiamoci piano! Lourdes non è completamente sconosciuta. Personaggi di tutto rispetto, di ogni rango e provenienti da ogni parte, l’onorano con la loro visita. Ogni anno vi si recano in cerca di riposo, di salute, di passatempo e di fortuna”.[58]

 Rivisitando la stampa dell’epoca si registrano numerose reazioni, un po’ infastidite, al fatto che molti giornalisti nel descrivere quanto sta accadendo a Lourdes con una “misera e analfabeta contadina” si domandavano: ma, Lourdes, dov’è, cos’è? Luigi Veuillot (1813 – 1883), giornalista cattolico de “L’Univers” scrive: “Lourdes è una cittadina degli Alti Pirenei molto antica! Una cittadina più di passaggio che conosciuta. Si estende ai piedi di una scalinata di montagne, ai bordi della strada che da Tarbes conduce a Pau. Ci si passa per andare da Begères a Cauterets. Poco più di una borgata, ma affatto priva di ciò che oggi chiamano «fari» in società. È sede del tribunale di Prima istanza, possiede grandi costruzioni artistiche, alberghi, caffè e un circolo ricreativo fornito da giornali. Vi si stampa il “Lavedan”, giornale della zona di Argelès. Un giornale moderato, ma poco disposto ad accogliere sulle sue pagine ciò che non è condiviso dal commissario di polizia o autorizzato dal sottoprefetto”.[59]

Altri giornalisti si danno da fare per tirare fuori dall’oblio grandi ricordi di personaggi storici illustrissimi, buona parte di loro legati alla posizione geografica di Lourdes, insediata all’incrocio di sette valli, intorno alla Roccia dove sorge il castello che domina e controlla il corso del Gave di Pau[60], memore di straordinarie prodezze militari. E allora saltano fuori: Carlo Magno, l’arcivescovo Turpin, Simon IV di Montfort, il Principe Nero ed Enrico IV. Poi si ricordano anche generali e baroni dell’impero nati a Lourdes: Marasin, De la Fitte, Dembarrère e Duprat.

 

Lourdes, “parrocchia di seconda categoria”

 

Anche se il regime concordatario dell’epoca definiva Lourdes una “parrocchia di seconda categoria” la presenza di sacerdoti non era modesta per una popolazione di poco superiore alle 4.100 anime. C’erano, infatti, cinque preti: il parroco, Dominique Peyramale (1811 – 1877), 47 anni, e due vicari (Matteo Serre e Bertrand Pène); l’abate vice-parroco Bertrand Pomian (1822 – 1873), confessore di Bernadette e cappellano presso l’Ospizio e le carceri e l’abate Bourguine che si occupava della chiesa della frazione di Anclades.

Fra tante domande e non pochi dubbi sull’importanza e sul prestigio di Lourdes da più parti si rilevava una certezza: nella cittadina pirenaica, la fede, soprattutto tra i poveri, non mancava, tutt’altro. I preti avevano un gran da fare, sempre, da domenica a domenica. La chiesa era sempre aperta. La religiosità era diffusa e molto radicata non solo nei singoli, ma anche nelle famiglie, in particolari tra i poveri. Il catechismo era molto frequentato. Espressione di tanta fede era anche l’alto indice di vocazioni religiose e sacerdotali, cresciuto ancora di più dopo gli eventi della Grotta di Massabielle. Tra il 1858 e il 1866 almeno 40 ragazze entrarono in convento così come fece, dopo le apparizioni, la stessa Bernadette. Tra il 1862 e il 1871 sette seminaristi lourdesi diventarono sacerdoti. 

 

La rocca di Lourdes

 

Lourdes è una città antica, a quanto si sa abitata fin dalla preistoria, e le sue origini si perdono nel tempo. E come sempre accade in casi simili, le leggende sulla sua fondazione sono diverse. Una di queste tradizioni popolari afferma che una regina etiope, di nome Tarbis, fuggendo da una delusione amorosa venne ad abitare in Bigorre con la sorella Lorda. Tarbis fondò la città di Tarbes e Lorda quella di Lourdes. Tra l’altro, Lourdes, in lingua occitana (regione in cui si trova la città) si dice “Lorda”.

Lo stemma di Lourdes ha una raffigurazione (un'aquila con una trota argentata nel becco) che sembra dar credito invece ad un’altra versione. Nel Medioevo, Lourdes fu un centro fortificato e il suo castello risale al XIV secolo e fu ricostruito nel XVI. La città fu ceduta all'Inghilterra, secondo quanto disposto dal Trattato di Brétigny (8 maggio 1360).

Secondo la leggenda, Lourdes, deve il suo nome ad un fatto che sarebbe accaduto all'epoca del regno di Carlo Magno. Un saraceno di nome Mirat aveva conquistato la città trincerandosi all'interno. Carlo Magno, reduce dalla campagna di Spagna, subito dopo la battaglia di Roncisvalle[61], la cinse d'assedio con il suo esercito. A questo punto entra in campo la leggenda che vuole che un'aquila enorme fosse stata vista dagli assediati, mentre volava, con una trota nel becco. Il volatile avrebbe fatto dono della trota agli stessi assediati che ne fecero pervenire una parte all'imperatore in segno della loro resistenza. Carlo Magno, compresa la difficoltà della conquista (e convinto anche da Turpin, vescovo di Le Puy-en-Velay), avrebbe proposto a questo punto a Mirat un accordo: il possesso della città contro l'accettazione ad “andare dalla Vergine” (nel senso di rinnegare l'Islam e convertirsi al cattolicesimo). Mirat - sempre secondo la leggenda - depose le armi ai piedi della Vergine Nera di Puy [62]facendosi battezzare col nome di Lorus, da cui poi sarà fatto derivare il nome di Lourdes.

 Come già detto, nel 1360 con il Trattato di Brétigny, la fortezza di Lourdes divenne possedimento inglese e da lì in poi conobbe diverse vicende. Resistette al duca d’Angiò, ma alla fine fu saccheggiata e lo stesso accade l’8 giugno 1853 ad opera degli ugonotti del Barone d’Arros, luogotenente di Giovanna di Navarra. Nel secolo XVII la definitiva annessione della Bigorre alla Francia portò la pace nella vita della cittadina.

 

Una parentesi necessaria

 

A questo punto però, occorre fermare il racconto per riassumere alcune informazioni storiche fondamentali che aiutano a capire meglio gli straordinari eventi della Grotta di Massabielle.

Occitania. Quando parliamo di Lourdes ci troviamo nell’Occitania (in occitano Occitània). Si tratta di una precisa zona territoriale dell'Europa nonché un'isola linguistica e geografica che la definisce e caratterizza. Quest’area comprende il sud della Francia (fino al confine del Massiccio Centrale), parte della Spagna (Valle d'Aran e zone circoscritte della Catalogna) e, in Italia, parte delle valli occitane del Piemonte a ridosso delle Alpi Cozie e delle Alpi Marittime.[63] Alla fine del XII secolo la Francia non era la compagine statale che è attualmente: numerose regioni appartenevano all'Inghilterra, la Bretagna era un reame autonomo, la Provenza faceva parte del Sacro Romano Impero Germanico. Parte delle regioni nelle quali era diffusa la lingua occitana costituiva un insieme di feudi autonomi che per alcuni decenni (fra il XII e il XIII secolo) integrarono, insieme ai territori d'Aragona, uno stato economicamente prospero e forte, guidato dal re Pietro II d'Aragona e appoggiato dalla Santa Sede nella persona di Papa Innocenzo III. È importante sottolineare come in queste regioni era diffusa un'eresia cristiana, il catarismo, con una propria organizzazione ecclesiastica, parallela a quell’ufficiale romana presente sul territorio. I catari erano ovviamente avversati della Santa Sede. Agli inizi del XIII secolo sovrano d'Aragona era Pietro II, vassallo della Santa Sede e apertamente sostenuto dal papato per aver ripetutamente sconfitto i musulmani nella penisola iberica. Fu sempre molto tollerante nei confronti degli eretici. La costituzione di un'unica amministrazione centralizzata sulle terre dove vivevano i catari era per costoro un sogno che si stava trasformando in realtà. La scomparsa di Pietro II segnò l'apice della parabola càtara. La tattica militare che lo rese famoso per avergli permesso di sbaragliare gli invasori berberi risultò inadeguata a battere le truppe di Filippo II di Francia: nel difendere, infatti, i territori occitani dall'invasione delle truppe reali francesi, guidate da Simone IV di Montfort, Pietro II, che nel frattempo aveva valicato i Pirenei, subì una tremenda sconfitta perdendo egli stesso la vita in combattimento.

La lingua occitana e i vernacoli. L'occitano o lingua d'oc (lenga d'òc) è una lingua romanza parlata in Occitania. In Francia l'occitano gode di pochissima tutela. In Spagna, l'occitano è una lingua ufficiale regionale dell’Val d'Aran dal 1990, in Catalogna dal 2006. A parlare l'occitano sarebbero circa due milioni di persone, mentre si stima in circa sette milioni il numero di persone che ne avrebbero una conoscenza passiva. La denominazione “occitano” deriva dalla parola occitana "òc" che significa "sì". Questo criterio distintivo venne usato da Dante Alighieri, che descrisse le lingue occitana, francese e italiana in base alle loro rispettive particelle affermative: "òc", "oïl" (antenato del moderno "oui") e "sì". Mentre la parola "òc" deriva dal latino "hoc", la parola "oïl" deve la sua origine al latino "hoc ille". Il termine lingua occitana deriva da "òc" e apparve nei testi amministrativi latini verso il 1300. Eppure, fino al secolo XX, la lingua occitana non era nota frequentemente con questo nome e veniva chiamata per lo più lingua "d'oc" (da cui Linguadoca) o provenzale. Dagli anni 1960-1970, la parola “occitano” è diventata usuale e implica una definizione linguistico-geografica estesa, mentre il termine provenzale oggi designa il provenzale in senso stretto, ossia la parlata occitana in uso nella sola Provenza.

 

«ACHERÒ»

Fin quando la Madonna non dice a Bernadette il suo nome (Immacolata Concezione) nella XVI apparizione, la ragazza, la chiama in vernacolo lourdese “Acherò” (con accento sulla “o”). Tra l’altro, come la stessa Bernadette dichiara più volte la “Signora” parla con lei in “bigourdan” lourdese (dialetto della Bigorre).”Achero” ha due significati a seconda l’accento. “Achéro”, significa “quella là” (celle-là), e dunque ha un significato preciso, di solito riferito ad una persona. “Acherò” (quella – cela) ha invece un significato impreciso, indeterminato, per lo più riferito a una cosa. Tutte le persone che parleranno con Bernadette ricordano che lei diceva “Acherò” con un senso di grande riverenza, quasi fosse consapevole di essere davanti all’ineffabile di cui ignora il significato e l’identità.

 







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