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Benedetto XVI in Francia
Dossier Speciale

 

PELLEGRINAGGI MARIANI DI BENEDETTO XVI

 

IN ITALIA

Tra i dieci viaggi apostolici compiuti da Benedetto XVI in Italia dalla sua elezione alla Cattedra di Pietro sino ad oggi, tre hanno avuto un forte contenuto mariano: la visita pastorale a Santa Maria di Leuca e Brindisi (Puglia, 14-15 giugno 2008), la visita pastorale a Savona e Genova (17-18 maggio 2008) e la visita pastorale a Loreto in occasione dell'Agorà dei giovani italiani (1-2 settembre 2007).

SANTUARIO MARIANO DI POMPEI. Il 26 luglio scorso l’arcivescovo prelato di Pompei, mons. Carlo Liberati, ha annunciato che il Papa sarà in visita pastorale al Santuario della Beata Vergine Maria del S. Rosario di Pompei domenica 19 ottobre, dove celebrerà la Messa e reciterà la celebre “Supplica” alla Vergine scritta dal Beato Bartolo Longo[9]. “Il Santo Padre - scrive ancora mons. Liberati - affiderà all’intercessione della Madre del Signore e nostra le riflessioni e le conclusioni del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano nel prossimo mese mariano di ottobre”. Inoltre - prosegue - Benedetto XVI “raccomanderà ai vescovi di tutta la Chiesa le famiglie di tutto il mondo e chiederà alla SS.ma Vergine, insieme con la Chiesa che è in Pompei, e con i milioni e milioni di fedeli che recitano il S. Rosario, l’unità nelle famiglie, la fedeltà tra i coniugi, il coraggio di educare i figli alla fede”.

 

ALL’ESTERO

Tra i 10 viaggi apostolici internazionali realizzati dal Papa fino ad oggi, compreso quest’ultimo (a Lourdes), sette possono essere indicati anche come visite papali con forti accenti e richiami mariani che spesso si sono espressi in altrettanti pellegrinaggi di Benedetto XVI a famosi santuari consacrati a Maria Vergine.

In ordine di tempo, dal primo all’ultimo, ricordiamo: Polonia (25-28 maggio 2006) e la visita al Santuario di Jasna Góra (26 maggio 2006); a Valencia (Spagna) in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie (8-9 luglio 2006) e la visita alla Basilica della "Virgen de los Desamparados" e la preghiera per le vittime dell’incidente della metropolitana avvenuto a Valencia il 3 luglio 2006 (8 luglio 2006); Germania - München, Altötting e Regensburg (9-14 settembre 2006) e la Preghiera alla Mariensäule (Colonna della Madonna) nella Marienplatz (9 settembre 2006) e poi la Santa Messa nella piazza del Santuario di Altötting (11 settembre 2006); Turchia (28 novembre - 1° dicembre 2006) e la Celebrazione Eucaristica presso il Santuario Mariano nazionale di Meryen Aria Evì ad Efeso - (29 novembre 2006); Brasile in occasione della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi (9-14 maggio 2007) e la Santa Messa di Inaugurazione della V Conferenza nel piazzale di fronte al Santuario dell’Aparecida (13 maggio 2007); Austria in occasione dell’850° anniversario della fondazione del Santuario di Mariazell (7-9 settembre 2007) e la Santa Messa per la fondazione del Santuario di Mariazell (8 settembre 2007).

 

Madre di Dio, Madre della Chiesa[10]

« Il Vangelo di Giovanni che invita a contemplare il momento della Redenzione, quando Maria, unita al Figlio nell’offerta del Sacrificio, estese la sua maternità a tutti gli uomini e, in particolare, ai discepoli di Gesù. Testimone privilegiato di tale evento è lo stesso autore del quarto Vangelo, Giovanni, unico degli Apostoli a restare sul Golgota insieme alla Madre di Gesù e alle altre donne. La maternità di Maria, iniziata col fiat di Nazaret, si compie sotto la Croce. Se è vero – come osserva sant’Anselmo – che “dal momento del fiat Maria cominciò a portarci tutti nel suo seno”, la vocazione e missione materna della Vergine nei confronti dei credenti in Cristo iniziò effettivamente quando Gesù le disse: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19,26). Vedendo dall’alto della croce la Madre e lì accanto il discepolo amato, il Cristo morente riconobbe la primizia della nuova Famiglia che era venuto a formare nel mondo, il germe della Chiesa e della nuova umanità. Per questo si rivolse a Maria chiamandola “donna” e non “madre”; termine che invece utilizzò affidandola al discepolo: “Ecco la tua madre!” (Gv 19,27). Il Figlio di Dio compì così la sua missione: nato dalla Vergine per condividere in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana, al momento del ritorno al Padre lasciò nel mondo il sacramento dell’unità del genere umano (cfr Cost. Lumen gentium, 1): la Famiglia “adunata dall’unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (San Cipriano, De Orat. Dom. 23: PL 4, 536), il cui nucleo primordiale è proprio questo vincolo nuovo tra la Madre e il discepolo. In tal modo rimangono saldate in maniera indissolubile la maternità divina e la maternità ecclesiale ».







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