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     Home > Carità e Solidarietà > notizia del 2011-12-06 13:57:49
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Myanmar: i vescovi chiedono un rinnovato impegno delle parrocchie contro l’Aids



I vescovi del Myanmar chiedono un rinnovato impegno delle parrocchie nella prevenzione dell’Aids, oltre che nell’assistenza alle persone contagiate. In una lettera pastorale diffusa la settimana scorsa in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, i presuli richiamano a una maggiore attenzione verso la pandemia nel Paese che, secondo i dati dell’Unaids, è quello con il più alto tasso di incidenza dell’infezione nel Sud-Est asiatico. Scopo della lettera – ha spiegato all’agenzia Ucan uno dei suoi firmatari, mons. Stephen Tjephe presidente della rete cattolica del Myanmar per l’Hiv/Aids – è appunto di ricordare ai cattolici la gravità del problema e la necessità di lavorare insieme per combatterlo. “Se le nostre parrocchie – si legge nel documento - diventassero un luogo di accoglienza per le persone siero-positive, dove potere avere il parere di un medico, ottenere indicazioni su dove fare i test dell’Hiv e ricevere aiuto, con centri informativi in grado di offrire sostegno morale e spirituale, potremmo contribuire molto a fermare la diffusione del contagio”. I suoi principali fattori sono infatti l’ignoranza e la discriminazione subita dalle persone contagiate: “La nostra gente non sa quando fare i test, molti temono che qualcuno possa venirlo a sapere e quindi decidono di non farlo. Con il risultato - sottolineano i presuli – che non ricevono l’aiuto di cui hanno bisogno e accelerano la diffusione del virus”. I dati ufficiali del governo di Yangon indicano che tra il 2008 e il 2010 in Myanmar sono morte mediamente 68 persone al giorno per malattie connesse all’Aids, mentre i soggetti più esposti sono i giovani tra i 16 e i 30 anni. Secondo quanto riferito all’Ucan dalla suora Maryknoll Mary Grenough, coordinatrice della rete cattolica del Myanmar contro l’Aids, diverse diocesi nel Paese hanno già avviato programmi educativi di prevenzione, mentre altre hanno approntato servizi di assistenza a domicilio ai malati. (L.Z.)

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