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Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

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STORIA DELLA RADIO VATICANA

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INTRODUZIONE

Il Nostro messaggio vuole innanzi tutto riconoscere il prodigioso carattere della Radio: si esprime in essa una delle più meravigliose conquiste della scienza, della tecnica e della capacità organizzativa dell'uomo del nostro tempo; a questa conquista diamo il Nostro plauso ed il Nostro incoraggiamento; essa, in fondo, altro non è che un imprevisto e felice incontro dell'ingegno umano con le leggi e le forze della natura, cioè di quell'universo ch'è opera di Dio creatore; è la scoperta d'un pensiero divino nelle cose create; è un dialogo nuovo che l'uomo prosegue col cosmo che risponde misteriosamente e meravigliosamente.

Paolo VI. Messaggio per la seconda Settimana mondiale della Radio. 8 di novembre 1964.
Fratelli! Ministri e Diaconi della Parola trasmessa!
Voi, che traducete e prevenite il messaggio stampato con quello vivo e scandito della vostra voce, profeti eloquenti e messaggeri fulminei della Radio, e che carpendo all'etere le sue silenziose vibrazioni le trasmutate in eco sonante del vostro annuncio personale, strumenti, potremmo quasi dire angelici del dialogante monologo, allargato in cerchi immensi, per ignoti e innumerevoli uditori.
Paolo VI. Omelia nella Messa celebrata in San Pietro nella IX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. 11 di maggio 1975.

Genesi e giustificazione di questa cronistoria.

Questa cronistoria è nata all'interno di uno studio sulla Radio Vaticana dal titolo El servicio público eclesial de Radio Vaticano. (Il servizio pubblico ecclesiale della Radio Vaticana), portato a termine alla fine del 1992.
Come lo stesso titolo indica, non si trattava di uno studio storico, bensì sistematico e concettuale, in cui un "modello di comunicazione", la Radio Vaticana, era sottoposto a esame alla luce di concetti, tanto importanti quanto controversi, come "servizio", "pubblico", "servizio pubblico". E poi lo studio tentava di affrontare i problemi inerenti all'applicazione di questi concetti, sviluppatisi piuttosto in un ambito politico e profano, alla singolare società che è la Chiesa, la Chiesa Cattolica, apostolica e romana. Fare uno studio storico avrebbe allungato il lavoro, correndo il rischio di sviare l'attenzione dal suo vero oggetto, e persino provocando la sua sostituzione.
Allo stesso tempo bisognava riconoscere che non si poteva realizzare lo studio sistematico e concettuale di una realtà storica senza un attento esame della sua nascita, del suo sviluppo, delle sue vicende. Ogni mezzo di comunicazione è, sì, un sistema, ma è pure una realtà che, per quanto funzioni sistematicamente, si realizza nel tempo e si sviluppa in stretto rapporto col tempo. E perciò il suo studio sistematico non può fare astrazione dalla storia.
Per questo motivo, lo studio originale includeva una cronistoria, che si fermava nell'anno 1992. Sono passati altri 19 anni, e la Radio Vaticana, allora già sessantenne, sta celebrando il suo ottantesimo compleanno. Vale quindi la pena di aggiornare la sua cronistoria, di mettere in evidenza come, lungo questo ventennio, questa Radio, personalmente montata dall'inventore della Radio Guglielmo Marconi, e nata quindi nell'epoca eroica della radiodiffusione, si conservi viva e vegeta, anzi, stia entrando risolutamente nell'era della convergenza dei mezzi di comunicazione, nell'era della multimedialità.

Lo sviluppo interno di questa cronistoria.

Presto scoprirà l'utente (una cronistoria ha "utenti" piuttosto che "lettori") che man mano che il tempo passa, le annate di questa Cronistoria si rendono più dense, più ricche di avvenimenti sia interni (relativi alla Chiesa e alla Radio) sia contestuali (relativi alle vicende storiche del mondo in cui ogni mezzo di comunicazione sviluppa la sua azione, anzi ne fa l'oggetto).
Ciò significa fortunatamente che la realtà sottoposta ad esame ha sperimentato un triplice sviluppo:
Prima, uno sviluppo oggettivo ed interno, in quanto la realtà oggetto di questa cronistoria è diventata una realtà più ricca, meglio articolata, migliore produttrice di una comunicazione ogni giorno più abbondante.
In secondo luogo perché si tratta di un mezzo che, come la stessa Chiesa, si sente in continuazione interpellato dalla realtà storica, religiosa e profana, all'interno della quale deve produrre la propria comunicazione.
In terzo luogo, perché l'arricchimento del proprio lavoro e del suo inserimento nella realtà l'ha portata a produrre una maggiore e migliore documentazione sul proprio lavoro, sul proprio sviluppo. Ne faccio un esempio: lo sviluppo del "Servizio di previsioni" della Radio Vaticana ha reso possibili riunioni del Consiglio di programmazione redazionale ogni giorni più ricche di contenuti e più illuminate, riunioni il cui contenuto richiamava ed otteneva di essere rispecchiato in verbali che progressivamente hanno costituito un'importante documentazione sulla vita dell'emit-tente.
In questo sviluppo sono da sottolineare alcuni aspetti fondamentali, intimamente legati con lo sviluppo tecnico, proprio dell'era della digitalizzazione.

  • - Lo sviluppo dell'alimentazione interna delle redazioni della Radio, alimentazione centrale resa possibile da un'Intranet che introduce nel computer di ogni redattore un materiale abbondante e selezionato, ed alimentazione pure individuale, frutto del personale accesso alle Rete delle Reti, Internet.
  • - La pluralità di espressioni (sonora, scritta, visuale) che l'attuale Radio Vaticana può dare, e di fatto dà, ai contenuti che elabora.
  • - La pluralità delle vie (onde elettromagnetiche, satelliti, reti informatiche) tramite le quali la Radio Vaticana può far arrivare la propria produzione, e questa può essere raggiunta da parte dei suoi destinatari.

Non si tratta di piccoli aneddoti o ritocchi di un lavoro che si appresta a diventare secolare, bensì di una sua profonda trasformazione, di una rivoluzione epocale i cui sviluppi sono ancora difficili da prevedere.

Fonti documentali e bibliografiche.

In questa cronistoria ho tentato di sintetizzare molteplici fonti. Sono partito da alcuni elenchi che mi erano stati offerti (uno fatto da Fernando Bea nel 1985 per il Manuale Agenda che allora ho realizzato per la Radio; un altro elaborato dalla Segreteria della Direzione generale della Radio Vaticana; un altro pubblicato in un libretto edito per il 40º anniversario dell'emittente...).
Ma ho potuto inoltre integrare dati provenienti da diversi documenti conservati nell'Archivio della Direzione Generale, sia nel fascicolo "Regolamenti, Organizzazioni, Direttive", sia nel fascicolo "Discorsi".
Per il periodo 1934-1953 ho potuto utilizzare, grazie all'Ingegnere Giorgio Caravani, un documento conclusivo di servizio, redatto dal P. Filippo Soccorsi, che in quegli anni è stato Direttore della Radio Vaticana (documento che mi sembra non sia stato utilizzato da altre pubblicazioni) e che considero straordinariamente illuminante per quel periodo determinante della storia e dalla dinamica dell'emittente.
Altri documenti sintetici, interessanti ed inediti, sono il riassunto dell'attività della Radio Vaticana durante il breve e quasi sperimentale mandato del P.Gianfranceschi, e quelli scritti dal P.Soccorsi in occasione del 10º anniversario dell'inaugurazione dell'emittente, e dal P. Stefanizzi per il 40º anniversario della stessa. Sono testi che mi hanno fornito molteplici punti di riferimento cronologico, perfettamente affidabili.
Abbiamo potuto utilizzare diversi Archivi dell'emittente. Alcuni dei documenti che abbiamo adoperato, oltre a quelli provenienti dalla Direzione Generale, provengono dal Servizio Radiotelegrafico, dalla Direzione dei Programmi, dalla Direzione Tecnica...
Abbiamo fatto pure ricorso a fonti istituzionali, come i volumi "L'attività della Santa Sede", (regolarmente pubblicati dal 1938); come è ovvio, abbiamo anche puntualmente e sistematicamente consultato in continuazione la collezione de "L'Osservatore Romano", etc..
Naturalmente, per epoche più recenti, ho accluso i miei ricordi e annotazioni personali, accumulati in 14 anni di lavoro nell'emittente (1874-1987), e in particolare negli ultimi dieci anni (1978-1987), in cui, da Redattore Capo e Responsabile della sua Redazione Centrale, ho organizzato l'alimentazione redazionale centrale delle sue 40 redazioni. Ricordi che, per sfuggire ai tranelli della memoria, sono stati dovutamente documentati nelle comunicazioni, ordini di servizio, ecc. di quell'epoca.

Una cronistoria della Radio Vaticana contestualizzata.

Ho sentito inoltre il bisogno di trarre le dovute conseguenze dal fatto che un mezzo di comunicazione di massa, com'è per propria natura la Radio, vive in un ampio contesto storico, che si stende progressivamente su cerchi ogni volta più ampi (nel nostro caso vaticani, italiani, mondiali) che inevitabilmente e fortunatamente lo determinano, e senza la cui considerazione risulta, in fin dei conti, incomprensibile.
Sembra impossibile, per esempio, fare una cronistoria della Radio Vaticana senza minimamente far allusione al ventennio fascista italiano, o alle grandi alternative di guerra e pace che si sono sviluppate simultaneamente nel mondo, o alle grandi aggregazioni (piani, patti, alleanze...) che sono apparse lungo la vita dell'emittente. Per porre soltanto un esempio concreto, la paradossale affermazione di P. Gianfranceschi, pubblicata il 25 luglio 1931, che "la Radio Vaticana non fa ne farà radiotrasmissioni" (vale a dire, radiodiffusione) non è comprensibile fuori dal contesto della pubblicazione un mese prima (il 29 giugno 1931) dell'Enciclica "Non abbiamo bisogno", con cui Pío XI sfidava il fascismo imperante in Italia, così come l'Enciclica non può essere capita prescindendo dal ventennio fascista italiano. (Cfr. AAS, XXIII, 1931, pag. 177).
In queste realtà di sfondo, sono stato costretto a distinguere due piani. In primo luogo, quello della vita della stessa Santa Sede, i cui avvenimenti segnano logicamente quelli della sua emittente, con speciale attenzione alla riflessione che la Santa Sede ha dispensato da un'epoca molto remota ai mezzi di comunicazione sociale e ai loro problemi. E poi agli avvenimenti mondiali che ugualmente la riguardano, come riguardano tutti i mezzi di comunicazione di massa, tutti i mezzi d'informazione.
Ho tentato di fare una selezione minima di avvenimenti "esterni", quelli che mi sono sembrati pressoché indispensabili per una minima contestualizzazione.
Per evitare il rischio di diluire in essi i piccoli e grandi avvenimenti che riguardano direttamente la Radio Vaticana, avevo progettato di offrire questi avvenimenti esterni e contestuali in una colonna parallela, ma finalmente ho deciso di includerli secondo la loro posizione cronologica in un'unica tabella, quella della Cronistoria della Radio Vaticana, distinguendoli dagli avvenimenti che riguardano direttamente l'emittente per mezzo di una collocazione più "defilata" nella tabella della successione cronologica. Sono avvenimenti di ordine politico, sociale, economico, tecnico, comunicazionale, che si intrecciano con le alternative della storia dell'emittente, arricchendo il suo senso.
Per la selezione di questi avvenimenti "esterni" mi sono servito di certi strumenti di sintesi, che cito nella bibliografia particolare di questa sezione. Trattandosi di date che sono alla portata di chiunque, non mi sono preoccupato di documentarle adducendo per ognuna di esse la relativa fonte. In ogni caso, per gli avvenimenti dal 1958 fino al 2009 mi sono servito prevalentemente dell'eccellente "Chronology of events" che la Enciclopedia Britanica include ogni anno nelle sue appendici.
Questa distinzione –tra avvenimenti propri dell'emittente e avvenimenti contestuali- non è affatto semplice. Ci é sembrato ovvio che le nomine vaticane che riguardano direttamente l'emittente, per trattarsi di organismi da cui essa dipende o é dipesa gerarchicamente (la Segreteria di Stato, il Governatorato della Città del Vaticano), o di organismi con i quali essa per propria natura collabora (L'Osservatore Romano, la Sala Stampa della Santa Sede, il Centro Televisivo Vaticano) siano da assimilarsi ad avvenimenti dell'emittente. E lo stesso si dica sui grandi avvenimenti pontifici (elezione dei Papi, pubblicazione dei grandi documenti, riforme della Curia, viaggi internazionali...) che suppongono sempre per l'emittente vaticana una sfida e un impegno, e sui riferimenti dottrinali o teorici alla comunicazione sociale che hanno origine nella Santa Sede. Se un Pontefice si riferisce all'importanza dell'informazione o dell'opinione pubblica, agli obiettivi del giornalismo cattolico o alle difficoltà proprie del mestiere giornalistico, ciò costituisce un riferimento necessario, un avvenimento determinante, per l'emittente pontificia. Invece, meno attenzione abbiamo attribuito a quanto la Santa Sede ha detto sul cinema o sulla televisione, purché non facesse nei riguardi di questi mezzi delle osservazioni generiche che li accomunassero con la problematica radiofonica.
Ci sono sembrati pure avvenimenti della Radio Vaticana quelli relativi alle tecnologie da cui essa dipende direttamente: registrazione sonora nelle sue diverse forme, satelliti di comunicazione, nuove tecnologie della radiofonia, etc., realtà tutte che finiscono per incorporarsi al lavoro quotidiano dell'emittente.
Quando questa Cronistoria ha avuto la sua prima redazione (1992), abbiamo preso la discutibile decisione di non includere come avvenimenti interni della Radio quelli relativi all'evoluzione e allo sviluppo dell'Informatica. Non è che li abbiamo omessi, ma abbiamo preferito offrirli come "fatti contestuali". L'attuale invasione, l'onnipresenza del fatto informatico, che ha penetrato profondamente tutto il lavoro radiofonico, ci ha consigliato adesso di includere le alternative ed i principali sviluppi dell'Informatica come fatti che riguardano direttamente la produzione radiofonica.

Criteri per la selezione degli avvenimenti.

Ovviamente questa distinzione non si riferisce all'importanza obiettiva degli avvenimenti, bensì alla loro attinenza nei riguardi dell'oggetto diretto del nostro studio, che è la Radio Vaticana. Il più piccolo degli avvenimenti che scandiscono la vita dell'emittente (l'inaugurazione di un nuovo piccolo trasmettitore o di un servizio interno secondario) appartengono alla sua storia; mentre il più importante degli avvenimenti esterni (la firma di un'importante alleanza militare, la presa del potere da parte di un personaggio decisivo) hanno nei riguardi dell'emittente un carattere piuttosto contestuale. Il che non vuol dire che non siano importantissimi anche per l'emittente. Per porre soltanto un esempio, poche cose possono essere più importanti per la Radio Vaticana dell'erezione o del crollo del muro di Berlino.
Con ciò non si intende né stabilire un nesso immediato di causalità tra gli avvenimenti politici e la vita della Radio Vaticana, né dare ai piccoli avvenimenti che segnano la vita dell'emittente (i nuovi apparecchi che inaugura, i piccoli cambiamenti che stabilisce nei propri metodi di lavoro...) un'importanza paragonabile con quella dei fatti storici che fanno loro da contesto, il che rischierebbe di sconfinare nel ridicolo. Vogliamo semplicemente collocare la cronologia dell'emittente sullo sfondo del paesaggio che, di fatto, ha avuto, per toglierle non so quale carattere lunare che acquisterebbe senza di essi. La Radio Vaticana viveva e si sviluppava in un mondo in cui inoltre accadevano queste cose, delle quali molte volte si doveva occupare, e che in ogni caso le servivano da cornice. Alle volte, influenzando pure decisivamente l'attività della Santa Sede e pertanto il lavoro della sua emittente. Non si può dire di meno, né vorremmo dire di più.
L'ubicazione dello Stato della Città del Vaticano e delle stesse sedi della Radio Vaticana come enclavi all'interno dell'Italia ci ha portato a prestare una particolare attenzione sia agli avvenimenti della storia italiana, sia a quelli che hanno riguardato lo sviluppo in essa di un sistema radio-televisivo. Per le prime epoche di questi abbiamo contato sulle opere di Antonio Papa, Storia politica della Radio in Italia (2 vol.) Napoli 1978, e di Franco Monteleone Storia della RAI, dagli Alleati alla DC. Bari, 1980.
Credo che tutti questi dati, relativi o riferibili alla storia della Radio Vaticana, non siano stati mai messi insieme, in forma leggibile e facilmente consultabile, in una cronologia della Radio Vaticana. Devo confessare che la mia riflessione sistematica sulla Radio Vaticana, il mio studio comunicazionale della stessa, è stato influenzato in modo decisivo da questo lavoro di esplorazione, portato a termine per stabilire la Cronistoria dell'emittente.
E questo è quanto ci basta per giustificare la loro inclusione come un capitolo in più in uno studio che, diciamolo un'altra volta, non voleva essere storico bensì comunicazionale.

Annotazione bibliografica su questa Cronistoria della Radio Vaticana.

Offriamo qui di seguito alcuni riferimenti documentali e bibliografici che sono alla base del nostro lavoro, debitamente classificati.

1) Archivi della Radio Vaticana

  • 1) Archivio della Direzione Generale.
    • 1.1 Plico: Norme, criteri, organizzazione.
    • 1.2 Plico: Discorsi.
    • 1.3 Collezione delle Comunicazioni di Servizio.
  • 2) Archivio della Direzione dei Programmi.
    • 2.1 Collezione delle Comunicazioni di Servizio.
    • 2.2 Verbali dei Consiglii di Programmazione Redazionale (CPR).
  • 3) Archivio della Redazione Centrale – Servizio di Documentazione (SEDOC).
    • 3.1 Collezione delle Comunicazioni della Redazione Centrale, poi Comunicazioni del SEDOC. La collezione inizia il 16 aprile 1977.
    • 3.2 Collezione dei Programmi dei viaggi papali. Copre tutti i viaggi extra-italiani di Gio- vanni Paolo II, e di Benedetto XVI, e molti dei loro viaggi italiani
  • 4) Archivio del servizio Radiotelegrafico della Radio Vaticana. I documenti che ci ha forniti sono denominati SRT 1,2,3, etc.
  • 5) Archivio della Direzione amministrativa.
  • 6) Archivio della Direzione Tecnica.
  • 7) Archivio dei Servizi Informatici.

2) Alcuni documenti sintetici e inediti particolarmente importanti che abbiamo incorporato in questa Cronistoria della Radio Vaticana.

Fra questi documenti complessivi che abbiamo integrato nella Cronistoria ci interessa sottolineare cinque:

  • 1) "Attività della Stazione Radio Vaticano dal 12 febbraio 1931 al 2 ottobre 1934". 3 pagine.

    Anche se il documento è datato il 2 ottobre del 1934, considerando che il mandato di P. Gianfranceschi è durato fino alla sua morte, avvenuta il 9 luglio 1934, e non essendoci nel documento nessun riferimento posteriore a questa data, nonostante il titolo supponga che sia stato pubblicato dopo la morte del Primo Direttore della Radio Vaticana, abbiamo deciso di chiamarlo "Documento Gianfranceschi", ed abbreviarlo per le citazioni: "Gian".

  • 2) "Note sul primo decennio della Radio Vaticana. 1931-1941". 54 pagine.

    Anche se non è firmato, risulta evidente che si tratta di un documento redatto dal secondo Direttore della Radio Vaticana, P. Filippo Soccorsi, o diretto da lui. É diviso in 5 capitoli (I. Gli inizi. II. Attività. III. Posizione della Stazione Vaticana nel mondo della Radiodiffusione. Congressi Internazionali. IV. Successivi sviluppi degli impianti. V. Attuali limitazioni). Offre inoltre 4 annessi (I. Convenzione tra la Santa Sede e il Regno d'Italia. Accordo addizionale. II. Unioni e Congressi Internazionali. III. Gli impianti. IV. Emissioni speciali). Dal titolo, e per distinguerlo dal successivo, chiamiamo questo documento Soccorsi 41, e lo abbreviamo per le citazioni "Socc.41".

  • 3) Lavori alla Radio tra il 1934 e il 1953. 21 pagine.

    È importante per il periodo 1934 – 1953. Il documento fu redatto da P. Filippo Soccorsi alla fine del suo mandato. Lo sappiamo dalla testimonianza dell'Ingegnere Giorgio Caravani, che è colui che ce lo ha fornito, avendolo ricevuto personalmente dalle mani dello stesso autore. Padre Soccorsi è stato Direttore della Radio Vaticana dal 13 agosto 1934 al 29 marzo 1953. Dallo spazio che copre, il documento potrebbe intitolarsi: "Lavori alla Radio Vaticana sotto la Direzione di P. Filippo Soccorsi". Per le citazioni lo abbreviamo come Socc.53.´

  • 4) Trentennio della Radio Vaticana (Appunti storici).1931. 12 febbraio 1961. 14 pagine.

    Documento redatto da colui che era allora Direttore dell'emittente, P. Antonio Stefanizzi, in occasione del 30º anniversario della Radio Vaticana. Si tratta di un documento dattilografato, inedito, ma non è un documento di mero lavoro, bensì divulgativo e pubblico, destinato ad essere utilizzato in occasione del 30º anniversario dell'emittente. Documento quindi più celebrativo, come suggerisce il titolo, ma molto preciso ed interessante. Il documento Stefanizzi offre un quadro valido dell'evoluzione dell'emittente e della sua situazione nel 1961, fatto da uno che la conosceva perfettamente, e perciò con molto piacere abbiamo introdotto nella nostra crono-storia i dati che da esso provengono. Lo citiamo con l'abbreviazione Stef., accompagnata dalla pagina del manoscritto in cui si trova il riferimento all'avvenimento raccolto nella cronologia.

  • 5) Storia della Radio Vaticana. Nascita della Radio Vaticana nei Giardini Vaticani e servizi iniziali. 8 pagine più due allegati.

    Documento diviso in due parti:
    1ª Parte: il Trattato del 1929.
    2ª Parte: Marconi e la Radio Vaticana.
    Il documento è opera dell'Ing. Pier Vincenzo Giudici, che ha lavorato nella Radio Vaticana dal 1959 al 2000, essendo a lungo il Vice Direttore Tecnico dell'Emittente. Il documento è stato redatto il 3 marzo 2009, su richiesta della Direzione della Radio e in occasione dell'80º anniversario dei Patti Lateranensi e della nascita dello Stato della Città del Vaticano (1929-2009), e si specializza soprattutto nei servizi radiotelegrafici e radiotelefonici. Prolunga le sue notizie fino all'anno 1992, in cui fu chiusa la Stazione Radiotelegrafica della Radio Vaticana.
    Per le citazioni lo abbreviamo: Giu 09.

Speciale menzione merita la storia della Radio Vaticana redatta in occasione delle nozze d'oro dell'emittente dal nostro collega ed amico Fernando Bea, opera di cui ci siamo serviti sia per estrarre avvenimenti, sia per leggerli convenientemente. Cfr. BEA, Fernando. Qui, Radio Vaticana. Mezzo secolo della Radio del Papa. (Città del Vaticano. Edizioni Radio Vaticana. 1981).

3) Collaborazioni personali.

Un aiuto prezioso l´ho ricevuto dalla memoria viva della Radio Vaticana, vale a dire da molti degli uomini e delle donne che in essa hanno lavorato o lavorano, con i quali mi uniscono legami di collaborazione e di amicizia, e che hanno collaborato con me, mettendomi sulla pista giusta, ricordandomi delle cose, aiutandomi a fissare delle date, fornendomi copie di documenti che magari non si conservavano se non tra i loro ricordi personali. Alcuni di questi generosi collaboratori non appartengono alla Radio Vaticana, bensì agli organismi da cui essa dipende, o agli organismi che con essa collaborano e lavorano accanto ad essa.
La Radio Vaticana ha vissuto la sua storia senza grandi preoccupazioni né archivistiche né storiche. Perciò è interessante, e in un certo modo urgente, che questi ricordi si raccolgano nella mente e nel cuore di coloro che li hanno vissuti, relitti che conviene salvare almeno nella modesta spiaggia di una cronistoria, prima che si perdano definitivamente per noi.
Ecco alcuni nomi. Purtroppo tra questi collaboratori parecchi non si trovano più tra di noi.

  • Arregui, P. Ignacio.
  • Bea, Dott. Fernando.
  • Barbaglia, Dott. Walter.
  • Badilla Morales, Dott. Luis Armando.
  • Berardi, Sig. Sergio.
  • Bodjoko, P. Jean Pierre.
  • Borgomeo, P. Pasquale.
  • Bosca, Dott. Giovanni.
  • Brigini, Sig.ra Maria.
  • Campisi, Dott. Pietra Tiziana.
  • Caravani, Ing. Giorgio.
  • Carbone, Mons. Vincenzo.
  • Cavazzi, Sig.ra Paola.
  • Ceseri, Sig.ra Cristina.
  • Cherubino, Dott. Antonino.
  • Cheung, P. Georges.
  • Cignitti, Sig. Arrigo.
  • Cocco. Dott. Pietro.
  • De Carolis, Sig. Alessandro
  • De Maillardoz, Sig.ra Solange.
  • De Pinho, Dott. Fernando.
  • Di Bello, Dott. Massimiliano.
  • Di Francesco, Dott. Gianni Ercole.
  • Diadori, Sig. Carlo Michele.
  • Dionisi, Dott. Davide.
  • Dos Santos, P. Cesar Augusto.
  • Farusi, P. Francesco.
  • Galmacci, Sig.ra Angela.
  • Gandolfi, Sig.na Bianca Maria.
  • Gasbarri, Dott. Alberto.
  • Gerard. P. Pierre.
  • Ghisani, Dott. Giacomo Renato.
  • Ghostine, Sig. Salim.
  • Giorgianni, P. Giovanni.
  • Giovanrossa, Sig.ra Valeria.
  • Giudici, Sig. Alessia.
  • Giudici, Dott. Ing. Piervincenzo.
  • Iacometti, Sig. Costantino.
  • Kekis, Sr. Terezinha.
  • Koprowski, P. Andrzej.
  • Lalia, Sig. Massimo.
  • Lazzarini, Dott. Ing. Paolo.
  • Lombardi, P. Federico.
  • Mancinelli, Sig. Pietro.
  • Matis, P. Eugenio.
  • Menicucci, Sig. Rolando.
  • Mifsud, Sig.ra Henriette.
  • Milita, Dott. Ing. Mauro.
  • Moreau, P. Pierre.
  • Morelli, Sig. M. Arnaldo.
  • Muri, Sig.ra Flavia.
  • Nogas Sobrinho, Sig. Basilio.
  • Pacifici, Dott. Ing. Costantino.
  • Paglialunga, Sig. Arcangelo.
  • Papi, Sig. Giuseppe.
  • Pastore, Mons. Pierfranco.
  • Petitta, Sig. Fiorenzo.
  • Piervenanzi, Dott. Ing. Sandro.
  • Piro, Dott. Isabella.
  • Rohrmann, Sig.ra Eva.
  • Rosati, Sig. Bruno.
  • Rynkiewicz, P. Lech.
  • Schuppanz, Sig.ra Therese.
  • Tolaini, Sig. Umberto.
  • Tucci, P. Roberto. S.R.E. Card.
  • Valeri, Sig.ra Elide.
  • Vian, Dott Gian Maria.
  • Vitalini Sacconi, Dott. Marina.
  • Zengarini, Dott. Lisa.

Vada a tutti loro il mio più cordiale ringraziamento. Particolari ringraziamenti vanno rivolti alla Dottoressa Marina Vitalini Sacconi, che si è presa il lavoro di correggere i molteplici errori del nostro originale.

4) Documentazione Pontificia.

In una cronistoria della Radio Vaticana diventano particolarmente importanti i riferimenti bibliografici agli avvenimenti della Santa Sede e agli interventi dei diversi Papi. Questi riferimenti saranno fatti, se non viene detto altrimenti, nei riguardi delle seguenti collezioni. : Prima di tutto, la collezione Acta Apostolicae Sedis, che dalla sua apparizione nel 1909 (sotto il Pontificato di S. Pio X, 1903-1914) costituisce l'unico organo ufficiale della Santa Sede, ed è, tra l'altro, lo strumento giuridico per la promulgazione delle decisioni normative. Si tratta di una pubblicazione che si edita in fascicoli mensili, i quali si raccolgono in volumi, uno per ogni anno. Non rare volte trascorre parecchio tempo tra la data di firma, pubblicazione, diffusione, ecc., di un documento, e la sua inclusione nei fascicoli di Acta Apostolicae Sedis, cosa di cui conviene tener conto per ogni ricerca documentale su questa pubblicazione. Ogni volume è dotato di ricchi Indici onomastici ed analitici. Viene citato in abbreviazione: AAS. Ma non tutti gli interventi pontifici sono inclusi in questa pubblicazione. Per i sette Pontefici che per adesso ha avuto la Radio Vaticana ci siamo serviti preferibilmente delle seguenti collezioni, che sono quanto di più completo esista:

  • 1º) Pio XI:

    Discorsi di Pio XI. Edizione italiana a cura di Domenico Bertetto. S.D.B. Torino. Società Editrice Internazionale. 1960. 3 vol. Abbreviazione: DD.

  • 2º) Pio XII:

    Discorsi e radiomessaggi di Sua Santità Pio XII. Città del Vaticano. Tipografia Poliglotta Vaticana. 1940-1959. 20 vol. più un volume di Indici. Abbreviazione: DR.

  • 3º) Giovanni XXIII:

    Discorsi, messaggi, colloqui del Santo Padre Giovanni XXIII. Città del Vaticano. Tipografia Poliglotta Vaticana. 1960-1967. 5 vol. più uno di Indici. Abbreviazione: DMC.

  • 4º) Paolo VI:

    Insegnamenti di Paolo VI. Città del Vaticano. Tipografia Poliglotta Vaticana. 1965-1979. 16 vol. Abbreviazione: IP6º.

  • 5º) Giovanni Paolo I:

    Insegnamenti di Giovanni Paolo I. Città del Vaticano. Tipografia Poliglotta Vaticana. 1979. Abbreviazione: IGP1º.

  • 6º) Giovanni Paolo II:

    Insegnamenti di Giovanni Paolo II. Città del Vaticano. Tipografia Poliglotta Vaticana. 1980-2005. 28 vol. molti di essi divisi in due e persino in tre tomi. Abbreviazione: IGP2º

  • 7º) Benedetto XVI:

    Insegnamenti di Benedetto XVI. Città del Vaticano. Libreria Editrice Vaticana. 2005-....Un volume per ogni anno del pontificato in corso.

Per molti documenti e per i riferimenti di cronaca si è tenuto conto soprattutto della collezione di L'Osservatore Romano, quotidiano pubblicato ininterrottamente dal 1º luglio 1861, che compie il suo 150º anniversario nello stesso anno i cui la Radio Vaticana ne compie l'ottantesimo.. Di grande utilità sono pure i volumi Attualità della Santa Sede, regolarmente pubblicati a partire dal 1939 (proprio per l'iniziativa dell'allora Sostituto della Segreteria di Stato e futuro Paolo VI, Mons. Giovanni Battista Montini). Questa pubblicazione era costituita dapprima da consistenti fascicoli, e poi, a partire dal 1948, da veri volumi di valida struttura cronologica, dotati dal 1965 di indici analitici ogni volta più sviluppati. La citiamo con l'abbreviazione AttSS, seguita dall'anno e dalla pagina. Per il controllo di documenti della Santa Sede relativi alla comunicazione sociale ci siamo serviti di collezioni documentali, fatte con questo criterio di selezione. Tra di esse segnaliamo: BARAGLI, Enrico. Comunicazione, comunione e Chiesa. Roma. Studio romano della comunicazione sociale. 1973. IRIBARREN, Jesús. El derecho a la verdad. Doctrina de la Iglesia sobre prensa, radio y televisión. (1831-1968). Madrid. Biblioteca de Autores Cristianos. 1968. FIESTAS LE-NGOC, Eulalio. Juan Pablo II y los medios de comunicación social. Pamplona. EUNSA. 1991.

5) Alcuni strumenti di sintesi, adoperati per stabilire le date contestuali dello sviluppo tecnologico e della storia profana contemporanea.

Avendo sentito il bisogno di contestualizzare la Cronistoria della Radio Vaticana, sia per quanto riguarda gli avvenimenti della storia generale, sia per i principali avvenimenti comunicativi o relativi alla tecnologia della comunicazione, abbiamo fatto ricorso a diverse fonti enciclopediche e cronologiche. Trattandosi di avvenimenti di dominio pubblico e accessibili attraverso ogni genere de strumenti bibliografici, non abbiamo giudicato conveniente appoggiarli con concreti riferimenti bibliografici. Abbiamo dato particolare importanza agli avvenimenti relativi allo sviluppo della radiotelevisione in Italia (l'URI, l'EIAR, la RAI Radio, la RAI Televisione), per l'immediatezza geografica del contesto che costituiscono per l'emittente un'enclave in territorio italiano, e per la frequente cordiale collaborazione che la Radio Vaticana ha stabilito con essa. Questi riferimenti, quando appartengono ad un passato più o meno remoto, sono allora giustificati da precisi riferimenti bibliografici. Alcuni degli strumenti sintetici che abbiamo utilizzato per fissare queste date sono i seguenti: - ALBERT, Pierre y TUDESQ, André-Jean. Histoire de la Radio-Télévision. Paris. Presses Universitaires de France. 1981. - Atlante storico Garzanti. Cronologia della Storia Universale. Realizzato a partire dall'opera originale DTV-Atlas zür Weltgeschichte, di Hermann, Kinder, Werner, Hilgemann, pubblicato dalla Deutscher Taschenbuch Verlag. München. 1964, tradotto, coordinato y rielaborato dalla Redazione di grandi opere Garzanti. Milano. Garzanti. 1986. - Cronologia universale. Le grandi date della storia, delle arti, della scienza, della tecnica, dalla preistoria a oggi. Rizzoli. Milano, 1987. - DELORME, Jean. Les grandes dates des temps modernes. Paris. Presses Universitaires de France. 1968. - ENCYCLOPAEDIA BRITANNICA. A new survey of universal knowledge. London. Encyclopaedia britannica Ltd. 1957. Dal 1957, ai 24 volumi di cui consta l'enciclopedia originale, si sono aggiunti delle appendici annuali col titolo: Britannica. Book of the year 1958... In ognuno di questi volumi si registra il "Diary of events" dell'anno precedente, vale a dire, a partire dal 1957. - Cronologia universale. Le grandi date della storia, delle arti, della scienza, della tecnica, dalla preistoria a oggi. Rizzoli. Milano, 1987. - HARTMANN, Johannes. Cronologia della storia universale. Firenze. Sansoni. 1972. - MONTELEONE, Franco. Storia della RAI, dagli Alleati alla DC. (1944-1954). Bari. Laterza. 1980. - PAPA, Antonio. Storia politica della Radio in Italia. 2 vol. (1924-1934) y (1935-1943). Napoli. Guida editori. 1978.