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Home > Politica > notizia del 2013-11-16 16:28:13
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Cile al voto per le presidenziali. Favorita Michelle Bachelet



Domenica di voto in Cile, dove i cittadini sono chiamati a scegliere il nuovo presidente della Repubblica. La grande favorita è Michelle Bachelet, alla guida della coalizione di centro-sinistra e già presidente fra il 2006 e il 2010. Staccata di diversi punti nei sondaggi Evelyn Matthei, candidata del fronte conservatore e ministro del lavoro del governo uscente del presidente Sebastian Pinera. Per il quadro della situazione politica Marco Guerra ha intervistato il collega cileno Luis Badilla:RealAudioMP3

R. - È molto probabile che la Bachelet torni alla presidenza della Repubblica, però non lo possiamo dare per scontato del tutto, perché sicuramente occorrerà il secondo turno. È vero che la distanza fra la Bachelet e la candidata più vicina a lei la concorrente più pericolosa, la signora Matthei, è di dieci punti, però è anche vero che la Bachelet si ferma al 32-33 per cento. È chiarissimo, naturalmente, che nel secondo turno la Bachelet – appunto - vincerà le elezioni; però tra una trentina di giorni.

D. - Chi è Michelle Bachelet? Perché il popolo ripone così tanta fiducia in lei?

R. – La prima volta le era stata chiesta una modifica alla Carta costituzionale, perché potesse ricandidarsi subito. Inoltre, ha lasciato un bel ricordo per quanto riguarda la sua politica sociale, tanto che nella sua campagna è tornata ad insistere molto sulle diseguaglianze sociali in Cile. Occorre più giustizia sociale, occorre abbattere l’iniquità, che è il dramma del Cile, anche perché il Paese si presenta con le carte in regola: una crescita del 4,9 per cento, un tasso di disoccupazione intorno al 5-6 per cento, e fra i tre Paesi dell’America Latina è quello che cresce di più. È molto stabile dal punto di vista della politica macro economica, i conti fiscali sono in regola … Il secondo punto che lei ha messo al centro è quello di fare una nuova Carta costituzionale per affrontare i problemi gravi che riguardano il funzionamento del Parlamento, il costo della politica, l’elezione dei parlamentari.

D. - Quali sono le sfide principali che dovrà affrontare la nuova squadra di governo che sarà designata dal presidente?

R. - Politiche sociali capaci di raddrizzare la deriva dell’ingiustizia sociale che in Cile ha creato molti danni soprattutto tra i giovani, in particolare tra gli studenti. In Cile studia chi ha denaro e chi se lo può permettere può avere accesso all’educazione. D’altra parte dovrà essere migliorato il sistema sanitario e, inoltre, come sfida interna, dovrà affrontare i problemi istituzionali, costituzionali del Paese e rivedere le regole del gioco perché ormai quelle che esistono sono anacronistiche.

D. - E sullo scacchiere regionale cosa comporterà questa vittoria annunciata della Bachelet? Cambierà qualcosa?

R. – Dovrebbe essere rinforzato quel polo che si è creato negli ultimi 18 mesi, al quale partecipano il Messico, la Colombia e il Perù che insieme al Cile sono i Paesi che registrano una crescita economica maggiore, dove la crisi internazionale, economica e finanziaria ha colpito in modo più “soft”. All’interno di questo gruppo al Cile spetta una leadership molto rilevante per il prestigio del governo della Bachelet e per la posizione economica - visti gli indici macroeconomici che registra - che il Paese ha in questo momento.

D. - Qual è la posizione della Chiesa cattolica in questo quadro politico?

R. - Pochi giorni fa, a conclusione della plenaria, i vescovi hanno redatto un documento nel quale tornano su queste elezioni e dicono sostanzialmente che per prima cosa bisogna andare a votare, perché – come aggiungono - votare è una questione etica. In secondo luogo, parlano della vita e dell’importanza che ricopre nel discernimento che devono fare i cattolici nel votare la difesa integrale della vita, dal concepimento fino al suo termine naturale; in terzo luogo, c’è la famiglia: occorre mettere al centro di tutte le politiche, in particolare quelle che vogliono correggere l’iniquità sociale, la centralità della famiglia. I vescovi cileni dicono: “La nazione è come ogni singolo abitante, ogni singolo abitante è come la famiglia”.




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