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Home > Politica > notizia del 2013-12-02 14:32:59
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Approvata la bozza della nuova Costituzione in Egitto



Il Comitato dei 50 "saggi" egiziani incaricati dai militari di rivedere il testo della Costituzione ha approvato domenica la bozza della carta fondamentale che sarà sottoposta a referendum entro la fine dell’anno, prima tappa fissata dalle Forze armate per il ritorno alla democrazia dopo la destituzione del presidente Morsi. La nuova Costituzione conferisce ai militari nuovi poteri, fra i quali quello di giudicare i civili. La bozza prevede inoltre che né il Parlamento né il governo abbiano poteri di controllo sul budget dell'esercito. Come si può definire il nuovo testo? Salvatore Sabatino lo ha chiesto a Francesca Paci, inviata del quotidiano La Stampa:RealAudioMP3

R. - Definire questo testo è molto complicato, nel senso che gli egiziani ne stanno già discutendo. Ci sono chiaramente i religiosi che si riconoscono nei Fratelli Musulmani che non sono contenti, e questo è ovvio. Infatti Piazza Tahrir è di nuovo blindata. Neanche i salafiti sono contentissimi; tra l’altro uno di loro era all’interno della Costituente. Questo ci fa pensare che qualche cosa rispetto alle pesanti concessioni islamiste che erano state fatte lo scorso anno dai Fratelli Musulmani siano state tolte. Il vero dubbio dei Liberal è quale sarà il peso delle Forze armate in questa nuova Carta costituzionale.

D. - Che tipo di peso ci sarà?

R. - Anche qui è abbastanza difficile dirlo. Chiaramente c’è un articolo, quello più controverso e comunque più contestato dai Liberal; è quello che prevede la competenza dei tribunali militari anche per i civili che attacchino postazioni militari, basi militari o militari in generale. Allora dov’è il problema? Il problema è che se fosse scritto soltanto, questo significherebbe che confrontarsi con l’esercito porterebbe il cittadino ad essere giudicato dal tribunale militare. In realtà la definizione è molto ambigua, perché si dice che non possono essere attaccati, pena il tribunale militare, tutte le postazioni dell’esercito, anche i territori messi sotto controllo dall’esercito. Che cosa significa? Se domani l’esercito decide che Piazza Tahrir è sotto il controllo dell’esercito, uno scontro in Piazza Tahrir può finire al tribunale militare. E questo è veramente l’articolo che preoccupa più di tutti.

D. - E' la strada giusta questa per "normalizzare" il Paese?

R. - Un po’ tutto il Medio Oriente, ma l’Egitto più di tutti gli altri Paesi, ci ha insegnato che non si possono fare previsioni; il massimo che si può fare è cercare di leggere la cronaca e ascoltare più voci possibili. Gli egiziani hanno fatto due rivoluzioni - loro dicono tre –, in due anni hanno cambiato tre Costituzioni, e si preparano nuovamente ad andare al referendum. Certamente il Paese da una parte è molto spaccato, ma la spaccatura non riguarda più Fratelli Musulmani contro esercito, perché i Fratelli sono veramente solo i Fratelli in questo momento. La maggior parte del Paese vuole sicurezza, anche a costo di perdere un po’ di libertà. La vera spaccatura riguarda il tipo di futuro che avrà il Paese: se i militari decideranno di fare un passo indietro, se ancora considerano che l’Egitto sia una specie di Paese all’infanzia della coscienza che ha bisogno del padre padrone, o se i Liberal – e quando diciamo Liberal non è come da noi: ci sono anche religiosi, musulmani osservanti, ma non sono integralisti e sono per un equilibrio dei poteri dello Stato – saranno in grado di organizzarsi, di presentare partiti politici. Un altro grande nodo è la presentazione delle liste: quando ci si candida alle elezioni si va per lista o si va per uninominale. Il problema è che si va due terzi per uninominale e un terzo per lista; questo chiaramente è a svantaggio dei nuovi partiti, le nuove formazioni, mentre è a vantaggio delle vecchie famiglie, delle vecchie oligarchie. Quindi il vero scontro non è tanto con i Fratelli Musulmani che ormai, è triste dirlo, stanno combattendo una battaglia di retroguardia, ma è sul futuro “sotto tutela dell’esercito del Paese”.

Ultimo aggiornamento: 3 dicembre




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