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Società \ Bioetica

I vescovi del Québec: sì alle cure palliative, no all’eutanasia

Appello dei vescovi del Québec contro l'eutanasia

17/05/2014

“Far morire non è una cura”: è chiara l’affermazione di mons. Pierre-André Fournier, presidente dell’Assemblea dei vescovi cattolici del Québec, in relazione al progetto di legge 52, denominato “Sostegno alla morte” che permetterebbe di praticare un’iniezione letale su un adulto “in fin di vita” e provato da “sofferenze insopportabili”. Una proposta di normativa che il governo è intenzionato ad inserire nell’ordine del giorno della prossima Assemblea nazionale, ma che la Chiesa locale giudica “nefasto per il futuro del Paese”. “Le espressioni ‘morire con dignità’ e ‘aiuto medico a morire’ usate per qualificare un’iniezione letale – afferma mons. Fournier – creano confusione ed inducono in errore”, perché in realtà “si tratta di eutanasia, pura e semplice”.

Quindi, il presule ribadisce di comprendere bene “l’angoscia e la pena di tutti coloro che hanno chiesto la morte nel corso di una difficile agonia”. “Nessuno – sottolinea mons. Fournier – può restare insensibile di fronte a tale sofferenza”; tuttavia, “la vera risposta della medicina e della società davanti a tale situazione sono le cure palliative” che, continua il presule, “rappresentano il modo migliore di alleviare la sofferenza della persona in fin di vita e che l’aiutano a vivere quest’ultima tappa con umanità e dignità”.

Per questo, la Chiesa cattolica del Québec chiede che il Paese “si doti di una politica sulle cure palliative e sulla loro accessibilità universale”, tanto più che tali metodi “hanno dato riscontri positivi”. Ribadendo, infine, che “l’eutanasia è il contrario delle cure palliative”, mons. Fournier prega i deputati locali di “aprire il cuore e la coscienza all’azione dello Spirito Santo” affinché i moribondi possano “beneficiare, in punto di morte, di un vero aiuto”. (I.P.)

17/05/2014