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Papa Francesco \ Viaggi e Visite

Terra Santa. Card. Tauran: la forza del Papa è il potere del cuore

L'abbraccio di Papa Francesco al rabbino Skorka e all'imam Abboud al Muro del Pianto di Gerusalemme

Amare è molto più che tollerare ed è ciò che Papa Francesco ha fatto in Terra Santa incontrando i rappresentanti delle altre religioni, così come i presidenti palestinese e israeliano. Lo sostiene il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, che parla del “potere del cuore” esercitato dal Papa durante tutto il suo recente pellegrinaggio. L’intervista al porporato è di Antonino Galofaro:

R. – Ce qui résume le mieux ce voyage, ce sont la photo du Pape avec son ami…

Quello che riassume al meglio questo viaggio è la foto che ritrae il Papa davanti al Muro del Pianto, assieme al suo amico rabbino e al musulmano. Questa è l’immagine che meglio riassume il pellegrinaggio: l’importanza del dialogo interreligioso. Perché tutto può accadere dove le persone si conoscono, si parlano, si guardano in faccia, si ascoltano, accettano di riconoscere nell’altro aspetti positivi. Questi sono valori di santità e di verità che a modo proprio ciascuna religione ha, anche se noi sappiamo che Gesù è la Verità. Poi, sottolineerei la proposta fatta dal Papa ai due presidenti, israeliano e palestinese – “venite da me, a casa mia” – in maniera molto semplice, con parole che venivano dal cuore. Credo che questo sia un appello rivolto a tutti i cristiani, in particolare ai cattolici: se nella società di oggi e di domani esiste un potere che possiamo esercitare, quello è il “potere del cuore”. E io ho visto nel Papa che parlava con i suoi interlocutori questa forza del potere del cuore e cioè amare e vedere nell’altro veramente un fratello. Non semplicemente tollerare: in una famiglia non ci si tollera, ci si ama. Ha usato parole molto semplici, che non hanno nulla a che vedere con il diritto internazionale o la prassi diplomatica. Il Papa ha aperto un capitolo nuovo. Io credo che il Medio Oriente, il dialogo interreligioso e gli sforzi per la pace non possano rimanere nello stato nel quale sono oggi: inizierà qualcosa di nuovo, grazie a questo potere del cuore.

D. – Questo viaggio è stato presentato come un pellegrinaggio in Terra Santa, ma è andato molto al di là di questo, come lei ha indicato, in particolare sul fronte politico…

R. – Tout est politique, ma la politique n’est pas tout de l’homme, évidemment…

Tutto è politica, ma la politica non è tutto per l’uomo ovviamente. Credo che in una regione come quella del Medio Oriente religione e politica siano molto legate per la semplice ragione che, ad esempio, l’islam non fa distinzione tra religione e politica. Ma bisogna comunque sempre insistere, ne sono convinto, su questo fatto: che le guerre in corso non sono state provocate dalle religioni, mentre la religione fa parte della soluzione. Oggi non si può spiegare il mondo, volendo guardare all’avvenire, senza fare riferimento alla religione, al sacro, alla dimensione trascendente che ciascuno porta in sé.

D. – In che modo il Papa ha vissuto queste tre giornate così intense?

R. – Avec beaucoup de courage, de détermination et dans la prière…

Con molto coraggio, determinazione e nella preghiera. Io credo che la preghiera sia la chiave di tutto perché è la preghiera che gli da quella serenità. Ma ciò che è meraviglioso è vedere la semplicità con la quale egli accoglie le persone, anche quelle con le più alte responsabilità: per lui, veramente ogni uomo è un fratello…

D. – All’udienza generale di ieri, Francesco ha detto di avere ricevuto una parola di speranza…

R. – Vous savez, quand on voit à la foi personnes qui ont subi depuis des années…

Vede, quando si incontrano persone che hanno subito per anni e anni la guerra, le lotte intestine, ci si chiede come si sentano: sperano in un avvenire? Noi sappiamo che abbiamo un futuro… Io sono stato molto colpito, per esempio, dal re di Giordania che ha detto: “I cristiani, qui, sono a casa loro, c’erano prima di noi”: non è la prima volta che l’ho sentito dire e penso sia vero.

D. – Lei stesso ha ne ha ricavato un messaggio di speranza per i cristiani e per tutta la popolazione locale…

R. – Bien sur. Je pense que le Pape, enfin, a conquis le monde entier…

Sicuramente. Credo che il Papa abbia conquistato tutti. Il Papa non propone né soluzioni, né negoziati: semplicemente, apre la sua casa perché chiunque venga da lui si senta a casa propria, possa guardarsi in faccia e ascoltarsi. E’ formidabile, è magnifico!