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Le Galassie al centro della Scuola estiva della Specola Vaticana

La Galassia di Andromeda

01/06/2014

Prende il via questa domenica nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo la 14.ma Scuola estiva della Specola Vaticana, che quest’anno si svolge sul tema “Galassie vicine e lontane, nuove e antiche”.  Vi partecipano 25 studenti e laureati in astronomia (13 uomini e 12 donne) da 22 nazioni, e due seminaristi astronomi, uno italiano e uno canadese. A condurre il corso sono quattro esperti nell’osservazione e nelle teorie sulle galassie, guidati dal prof. John Stokes del Centro di Astrofisica e Astronomia spaziale dell’Università del Colorado. Insieme a lui Christopher Carilli, dell’Osservatorio Radioastronomico Very Large Array di Socorro, in New Mexico; il prof Michele Trenti, dell’Università di Cambridge e la prof.ssa Jaqueline van Gorkom, della Columbia University di New York. L'attività estiva della Specola Vaticana è iniziata nel 1986 con lo scopo di offrire ai giovani, giunti al termine dei loro corsi universitari, un'importante occasione per approfondire alcuni argomenti dei loro studi. Sul tema delle Galassie, Isabella Piro ha sentito il direttore della Specola Vaticana, il padre gesuita José Gabriel Funes:

R. – L’universo è fatto di circa 100 miliardi di galassie. Se noi dividiamo il numero delle galassie nell’universo per la popolazione mondiale, che è circa 7 miliardi, a ciascuno di noi toccano 14 galassie! Ci sono tante galassie nell’universo quanti sono i neuroni nel nostro cervello! E’ molto importante capire la formazione e l’evoluzione delle galassie. Galassie vicine a noi vuol dire galassie vecchie, perché l’età dell’universo è di circa 14 miliardi anni, invece noi vediamo quelle più lontane come erano quando erano più giovani. Questo argomento è molto interessante per gli astronomi.

D. – All’udienza generale del 21 maggio Papa Francesco ha parlato del dono della scienza, ha detto: “La scienza che viene dallo Spirito Santo è un dono speciale che ci porta a cogliere attraverso il Creato la grandezza e l’amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura”…

R. – La creazione è un dono di Dio, è un dono di Dio anche la nostra intelligenza, la nostra capacità di capire, di trovare quelle leggi della fisica che ci permettono di capire l’universo. Questo è molto bello: pensare che Dio dà a noi questa capacità di scoprire le leggi della fisica, come funziona l’universo. Talvolta una visione superficiale dell’uomo e della scienza fa pensare che Dio chiude le porte e le finestre all’uomo per capire meglio. All’udienza generale e nella sua Esortazione apostolica Evangelii gaudium Papa Francesco dice chiaramente che la fede non ha paura della scienza o delle scoperte scientifiche.

D. – Padre Funes, come far crescere, soprattutto nei giovani, l’amore, l’attenzione e la curiosità per la scienza?

R. – Penso che dobbiamo provare a sensibilizzare i ragazzi durante la scuola. Molte volte, i corsi di scienze, di fisica, di matematica, sono presentanti come una cosa molto astratta,  molto difficile, solo per un gruppo ridotto. La Specola Vaticana scommette sui giovani. Noi crediamo nei giovani e vogliamo dare nuove possibilità: diamo borse di studio a questi giovani di tutti i Paesi, perché possano venire qui, perché possano avere questa possibilità anche di interagire con professori esperti in questo campo. Questo apre loro molte porte che sono molto importanti per questi giovani e le loro carriere scientifiche ma anche per i loro Paesi. Questo è un gruppo internazionale: per quattro settimane, che è il periodo della scuola, si crea una comunità veramente internazionale, interreligiosa, interculturale. L’esperienza per noi, per gli studenti, per i professori che vengono, è molto ricca, perché si tratta di un contesto molto particolare, che è quello delle Ville Pontificie, di lavorare in Vaticano, e c’è questo scambio non solamente scientifico ma anche umano. Si creano amicizie che, come vediamo negli ex-alunni, durano per tanti anni.

01/06/2014