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Il card. Erdő: rispettare identità popoli europei

Il card. Péter Erdő

Al via a Minsk, in Bielorussia, il quarto Forum Europeo Cattolico-Ortodosso sul tema: “Religione e diversità culturale: sfide per le chiese cristiane in Europa”. Partecipano 12 rappresentanti di Chiese ortodosse e12 delegati della Chiesa cattolica. Presente anche il cardinale Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, che – al microfono di Ágnes Gedő – ha ricordato l’obiettivo del Forum: valorizzare la diversità dei popoli europei, uniti da una comune radice cristiana:

R. – Cerchiamo di capire come rispettare, in modo cristiano, questa ricchezza, che si manifesta anche nella diversità dei popoli, delle culture, delle nazioni, perché l’Europa è un continente speciale, dove ci sono molti Paesi, nazioni, che hanno una propria lingua, una propria storia, una propria cultura, ma che tutti, da mille anni, crescono e si sviluppano in base all’ispirazione del cristianesimo. La nostra religione, quindi, non toglie la specificità delle culture, ma anzi dà un’ispirazione, perché tutti possano sviluppare la propria genialità e creare e sviluppare la propria cultura. La convivenza, quindi, più che riconciliata, anche cooperativa, è un compito molto speciale in Europa. Cerchiamo di compiere questa nostra vocazione.

D. – Quali sono le sfide per la Chiesa cristiana in Europa, in questo momento?

R. – Certamente, la secolarizzazione, che ha diverse forme in Occidente e nei Paesi ex comunisti, dove, dopo il crollo del marxismo-leninismo è rimasto un vuoto culturale, che ha minacciato molte volte la società intera. Per evitare tutto ciò è anche, a livello pratico, molto utile, anzi necessario, risvegliare la fede cristiana, perché possa dare un orientamento nella convivenza umana e sociale, perché possa rinforzare la consapevolezza del valore della vita e del rispetto degli altri.

D. – Dopo il recente pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa e il suo incontro con il Patriarca Bartolomeo I, questo Forum europeo cattolico-ortodosso che importanza assume?

R. – Certamente il Patriarcato ecumenico è stato uno di quelli che ha preparato, appoggiato e avviato questa serie di incontri. Siamo personalmente grati al Patriarca Bartolomeo e certamente anche al metropolita Gennadios di Sassima, presidente della Sezione per i Rapporti Esterni del Patriarcato Ecumenico e che è copresidente dell’Assemblea. I rapporti, quindi, sono di buona e stretta collaborazione.

D. – Durante questo incontro vi occupate anche dei cristiani in Ucraina e nelle zone limitrofe?

R. – L’incontro naturalmente non è un incontro politico. Da cristiani, però, preghiamo per la pace e preghiamo perché la dignità di tutti venga rispettata. Anche la situazione in Ucraina mette in rilievo l’importanza di saper convivere nonostante e nella diversità dei popoli. Ci sono tante culture, tante identità nel nostro continente, che vanno rispettate, ma che vanno anche riconciliate l’una con l’altra, e preghiamo per questo.