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Società \ Cultura e arte

Arnold Schoenberg tra Erwartung e Moses und Aron

James Levine è tra i protagonisti della puntata del 6 giugno di La voce umana di Paolo Di Nicola

03/06/2014

Il 6 giugno 1924, nel Nuovo Teatro Tedesco di Praga andava in scena «Erwartung», il primo lavoro di teatro musicale di Arnold Schönberg e in assoluto la prima partitura integralmente atonale nella storia dell’opera. Narra il tragitto dentro un bosco di una donna che va alla ricerca del proprio amante, che poi trova morto alla fine del sentiero. Un monodramma in un atto e quattro scene su libretto di Marie Pappenheim, che più che sulla vicenda si concentra principalmente sull’interiorità del personaggio, sull’accavallarsi dei pensieri e delle ansie di una vita preda della disperazione, dell’angoscia e della solitudine. La Voce Umana festeggerà i novant’anni di «Erwartung» presentandola in un’incisione discografica di pregio, interpretata da Jessye Norman con la Metropolitan Opera Orchestra e diretta da James Levine.

La stessa coppia di artisti chiuderà la trasmissione con i «Brettl-Lieder» che Schönberg scrive nel 1901 per il Buntes Theater di Berlino, dove si allestivano spettacoli di varietà e anche atti unici di prosa e pantomime. Queste canzoni da cabaret, ora leggere e caustiche, ora di costume e di critica sociale e politica, solo apparentemente si presentano frivole e scanzonate, la musica che le armonizza si fonda in realtà sulla consapevolezza di una professionalità e di una forma d’arte meritevoli della più alta dignità e considerazione.

Tra «Erwartung» e i «Brettl-Lieder» La Voce Umana darà spazio anche a un breve omaggio a «Moses und Aron» l’ultima opera incompiuta di Arnold Schönberg, rappresentata in forma scenica la prima volta allo Stadttheater di Zurigo il 6 giugno 1957, sei anni dopo la morte del compositore. Si ispira molto liberamente al biblico libro dell’Esodo, ma racconta soprattutto l’incontro-scontro tra il trascendente e l’immanente, l’impossibilità di esprimere l’inesprimibile, come accade poi anche nell’arte: dove ogni realizzazione dell’uomo, poetica, musicale o di pura bellezza che dir si voglia, è immagine sempre inadeguata e imperfetta della concezione originale e originante dell’artista. Di «Moses und Aron» sarà fatto ascoltare l’inizio dell’opera: l’episodio del roveto ardente, che vede Dio incaricare Mosè di liberare gli Ebrei dalla schiavitù egizia. Il profeta sarà interpretato da David Pittman-Jennings, mentre il Signore degli Eserciti israelita da dodici voci del Coro dell’Opera Olandese, dirige Pierre Boulez, l’Orchestra è del Royal Concertgebouw.

La Voce Umana di e con Paolo Di Nicola va in onda ogni venerdì alle 21:30, con replica alle 4:30 del sabato successivo.

03/06/2014