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Giornata mondiale contro la violenza sui bambini innocenti

Dare voce al silenzio dei bambini che soffrono: ricorre oggi la Giornata internazionale per i minori innocenti, vittime di violenza. Si tratta di una data istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1982, pensando soprattutto ai giovani colpiti dai conflitti in Libano e Palestina. Dai teatri internazionali di guerra alle singole famiglie in difficoltà sono ancora troppi i casi di violazione dei diritti fondamentali dei bambini. Gianmichele Laino ne ha parlato con Elena Cranchi, responsabile della comunicazione di “SOS Villaggi dei bambini”, organizzazione internazionale impegnata nell’accoglienza di minori privi di cure familiari:

R. - Lo scopo di questa Giornata è ricordare, porre l’attenzione su quelle che sono effettivamente le prime vittime nel mondo, in ogni Paese del mondo, della violenza: i bambini. Violenza che ha mille forme: la violenza della guerra, la violenza della natura... Pensiamo alla Siria che viene ricordata, purtroppo, solo qualche volta; pensiamo al Sud Sudan, dove noi tra l’altro abbiamo delle testimonianze incredibili di bambini, che sono dovuti fuggire da un villaggio Sos nel quale erano accolti per salvarsi la vita. Se penso alla violenza della natura, penso a quello che sta capitando ai bambini in Bosnia Erzegovina, in Croazia, in Serbia. E’ un momento, forse, per capire quale sia la loro vulnerabilità e quale sia l’emergenza in cui vivono.

D. – Lei ha parlato di scenari internazionali, dove essere bambino è particolarmente difficile. Perché si parla di generazioni perdute?

R. – E’ più comodo utilizzare una definizione, invece di pensare a quali possano essere le risposte. Io credo che ogni scenario internazionale possa porre, effettivamente, le persone responsabili delle violenze perpetrate all’infanzia nella posizione di poter decidere. Per me, l’infanzia non è una generazione perduta: l’infanzia non è solo il futuro del nostro mondo, l’infanzia è il presente.

D. – Quali sono le iniziative che "Sos Villaggi dei Bambini" porta avanti per tutelare i minori colpiti da violenze?

R. – "Sos Villaggi dei Bambini" intanto garantisce da 60 anni ai bambini privi di cure familiari di vivere in una casa amorevole. Noi, dal 1949, abbiamo in 133 Paesi nel mondo dei Villaggi Sos, all’interno dei quali vengono accolti i bambini, che in un momento della loro vita non possono più vivere all’interno delle proprie famiglie. Noi abbiamo ogni giorno 82.300 bambini accolti e 2 milioni di persone sostenute, perché il nostro obiettivo è quello di sostenere le famiglie vulnerabili e i loro figli. In ogni Paese, secondo il tipo di emergenza, noi proteggiamo il bambino dando appunto accoglienza e tutti quei servizi che sono fondamentali per recuperare il loro presente e il loro futuro.

D. – Molto spesso le violenze sui bambini avvengono anche al di fuori dei teatri di guerra. Quali sono i casi più frequenti?

R. – La violenza può andare dall’indifferenza a una violenza fisica, al non essere ascoltati. La si vede ogni qual volta la serenità di un bambino viene compromessa, perché il bambino non ha la possibilità di difendersi e non ha la possibilità di difendersi anche a livello mediatico. Invece il problema sono le storie. Ogni silenzio quindi – perché il bambino non ha voce – è una violenza aggiuntiva.