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Gemelli, prof. Antonelli: "La desistenza terapeutica non è eutanasia"

Esterno dell'ospedale

L'intervista sul tema del fine vita, divulgata in modo strumentale, ha suscitato polemiche. Il professor Sabatelli esercita la sua professione in accordo con i princìpi della Chiesa e titoli giornalistici come “Al Gemelli hanno staccato la spina a mio marito”, sono solo espedienti mediatici lontani dalla verità. E' il prof. Massimo Antonelli, direttore del Centro di Rianimazione e Terapia Intensiva del Policlinico Gemelli e direttore del Centro di Ateneo per la vita della Cattolica a chiarire il significato di eutanasia. Sono un anestesista rianimatore, persona che, quotidianamente, affronta il problema difficile e complesso del fine vita e, in questo senso, la delicatezza e la difficoltà di un tema del genere porta ad un grande prudenza e al rispetto della dignità della persona.

"Per sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento, spiega il prof. Antonelli, cito la definizione di eutanasia data dal Consiglio direttivo dell’Associazione Europea per le Cure Palliative: l’eutanasia è l’uccisione su richiesta e si definisce come l’azione di uccidere intenzionalmente una persona, effettuata da un medico per mezzo di somministrazione di farmaci assecondando la richiesta volontaria e consapevole della persona stessa". "Ecco, commenta il professor Antonelli, questo non solo non si fa al Policlinico Gemelli, ma non si fa in Italia. Non è consentito e non avviene mai".  (E.A.)