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Papa Francesco \ Omelie

Il Papa: lo Spirito Santo ci fa parlare agli uomini nella profezia con mitezza

Il Papa celebra la Messa nella Solennità di Pentecoste - ANSA

Cristo continua ad inviare sulla Chiesa lo Spirito Santo: “senza di Lui non c’è missione”. Così il Papa che ha presieduto la Messa nella Solennità di Pentecoste celebrata nella Basilica vaticana. Il Papa ricorda tre tratti dello Spirito Santo che “ci insegna la via”, “ci ricorda le parole di Gesù” e “ci fa parlare con Dio nella preghiera” e “agli uomini nel dialogo fraterno e nella profezia”. Il servizio di Debora Donnini:

Vieni Spirito Santo. Sulle labbra dei fedeli, quasi come una voce sola, si diffonde l’invocazione allo Spirito Santo, la cui effusione non si è limitata al giorno di Pentecoste, sui discepoli nel Cenacolo, ma è un evento “che si rinnova ancora”, ricorda Papa Francesco nell’omelia. Cristo, infatti, continua ad inviare “sulla Chiesa lo Spirito vivificante”. Tre sono gli aspetti che il Pontefice sottolinea. Lo Spirito Santo “ci insegna e ci ricorda e ci fa parlare”. E’, infatti, “più che un maestro di dottrina”, “un maestro di vita”: “il Maestro interiore” che “ci guida per il giusto cammino attraverso le situazioni della vita” e insegna a seguire Gesù. Lo Spirito Santo poi “ci ricorda tutto quello che Gesù ha detto”. E questo ricordare non si riduce ad un fatto mnemonico ma significa che “ci fa entrare sempre pienamente nel senso delle sue parole”. Tutto ciò  - sottolinea Francesco – “chiede da noi una risposta” e più questa è generosa, più le parole di Gesù diventano in noi “testimonianza”:

“In sostanza lo Spirito ci ricorda il comandamento dell’amore, e ci chiama a viverlo. Un cristiano senza memoria non è un vero cristiano: è un cristiano a metà strada, è un uomo o una donna prigioniero del momento, che non sa fare tesoro della sua storia, non sa leggerla e viverla come storia di salvezza.”

“Invece – prosegue il Papa – con l’aiuto dello Spirito Santo possiamo interpretare le ispirazioni interiori e gli avvenimenti della vita alla luce delle parole di Gesù”:

“E così cresce in noi la sapienza della memoria, la sapienza del cuore, che è un dono dello Spirito. Che lo Spirito Santo ravvivi in tutti noi la memoria cristiana!”.

Maria è la donna che dall’inizio meditava tutto nel suo cuore. “Che Lei ci aiuti – dice il Papa - in questa strada della memoria”. Ma lo Spirito Santo possiede anche un altro tratto: “ci fa parlare, con Dio e con gli uomini”. Non c’è posto per i cristiani “muti di anima”. Con Dio, lo Spirito Santo fa parlare “nella preghiera” permettendo di chiamarlo “Papà, Abbà”. Con gli altri, “nel dialogo fraterno”, “riconoscendo in loro dei fratelli”, “comprendendo le angosce e le speranze”:

“Lo Spirito Santo ci fa parlare anche agli uomini nella profezia, cioè facendoci 'canali' umili e docili della Parola di Dio. La profezia è fatta con franchezza, per mostrare apertamente le contraddizioni e le ingiustizie, ma sempre con mitezza e intento costruttivo. Penetrati dallo Spirito di amore, possiamo essere segni e strumenti di Dio che ama, che serve, che dona la vita”.

Il giorno di Pentecoste la Chiesa nasce “’in partenza’ per annunciare a tutti la Buona Notizia”. E’ “la Madre Chiesa, che parte per servire” . Il Papa ricorda anche “l’altra Madre, la nostra Madre che partì con prontezza, per servire. La Madre Chiesa e la Madre Maria: tutte e due vergini, tutte e due madri, tutte e due donne”. Papa Francesco conclude sottolineando che Gesù era stato perentorio con gli Apostoli che non dovevano allontanarsi da Gerusalemme senza aver prima ricevuto la forza dello Spirito Santo. “Senza di Lui – afferma Francesco - non c’è missione, non c’è evangelizzazione”.