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Papa Francesco \ Udienza Generale e Angelus

Francesco al Regina Coeli prega per l’incontro di pace in Vaticano

- ANSA

Il Papa al Regina Coeli chiede preghiere per l’incontro di questo pomeriggio in Vaticano con i presidenti di Israele Peres e di Palestina Abbas, cui parteciperà anche il patriarca ecumenico Bartolomeo I. Nella domenica di Pentecoste, Francesco, dopo aver celebrato la Messa nella Basilica vaticana, si è rivolto ai fedeli - raccolti in piazza San Pietro - per sottolineare la missione di sorprendere e scompigliare affidata agli apostoli e a tutti i cristiani. Il servizio di Roberta Gisotti:

Un incontro storico voluto – ha rimarcato il Papa - “per invocare da Dio il dono della pace nella Terra Santa, in Medio Oriente e nel mondo intero”.

“Desidero ringraziare tutti coloro che, personalmente e in comunità, hanno pregato e stanno pregando per questo incontro, e si uniranno spiritualmente alla nostra supplica. Grazie!”

Prima della recita mariana, Francesco, nella Festa di Pentecoste - che “commemora l’effusione dello Spirito Santo sugli apostoli” - ha ricordato che “dove arriva lo Spirito di Dio, tutto rinasce si trasfigura”

“L’evento della Pentecoste segna la nascita della Chiesa e la sua manifestazione pubblica; e ci colpiscono due tratti: è una Chiesa che sorprende e scompiglia”.

Infatti  dopo la morte di Gesù nessuno si aspettava più nulla dai discepoli”: “erano un gruppetto insignificante, degli sconfitti orfani del loro Maestro. Invece si verifica un evento inatteso….”

“I discepoli sono rivestiti di potenza dall’alto e parlano con coraggio - pochi minuti prima erano tutti codardi, ma adesso parlano con coraggio e franchezza, con la libertà dello Spirito Santo”.

E’ vero , ha osservato il Papa, che “qualcuno a Gerusalemme, avrebbe preferito che i discepoli di Gesù, bloccati dalla paura, rimanessero chiusi in casa per non creare scompiglio. Invece il Signore li spinge nel mondo

“La Chiesa di Pentecoste è una Chiesa che non si rassegna ad essere innocua, troppo ‘distillata’. No, non si rassegna a questo! Non vuole essere un elemento decorativo. È una Chiesa che non esita ad uscire fuori, incontro alla gente, per annunciare il messaggio che le è stato affidato, anche se quel messaggio disturba o inquieta le coscienze, anche se quel messaggio porta, forse, problemi e anche, a volte, ci porta al martirio".

Chiesa che “nasce una e universale”:

“con un’identità precisa, ma aperta, una Chiesa che abbraccia il mondo ma non lo cattura; lo lascia libero, ma lo abbraccia come il colonnato di questa Piazza: due braccia che si aprono ad accogliere, ma non si richiudono per trattenere”.