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Roma. Presentato Simposio dei docenti universitari

Favorire un incontro nell’ ambito universitario tra fede e ricerca. Questa l'idea dell' XI Simposio dei docenti universitari, al via il prossimo ottobre. - ANSA

“L’idea di università. Investire per la conoscenza in Europa e per l’Europa” è il tema dell’ XI Simposio Internazionale dei Docenti universitari, promosso dall’Ufficio per la Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma che si svolgerà i primi di ottobre a Roma In preparazione di questo evento, oggi diversi Atenei romani hanno ospitato dei seminari preparatori su questo incontro. Obiettivo del meeting, è quello di favorire un incontro nell’ambito universitario tra la fede, la ricerca e lo studio. Cesare Mirabelli, presidente del Comitato scientifico del Simposio, al microfono di Marina Tomarro:

R. – E’ un po’ tornare alle radici, ai fondamenti dell’università. Qual è il suo ruolo? Qual è la sua finalità? Che idea abbiamo di università? Una istituzione secolare, che affronta i problemi di oggi e non solo problemi di formazione e di conoscenza, ma anche di identità dell’università nel contesto culturale e sociale. Perciò un impegno dei docenti romani, delle università romane, che vuole essere di apertura a un dialogo essenzialmente con i docenti europei.

D. – Tanti saranno i temi affrontati durante le tre giornate del Simposio. C’è un "filo rosso" che lega un po’ tutte queste argomentazioni?

R. – Certamente. Vi è un’unità nella pur complessità dei temi che vengono trattati, nell’individuare quale sia il ruolo e la funzione dell’università nelle diverse aree nelle quali si esprime. Perciò, l’università è caratterizzata da una unità tra formazione didattica, ricerca e questo certamente è un elemento che significa anche un impatto non solamente nella formazione dei giovani, ma anche nella applicazione delle innovazioni, degli approfondimenti culturali che l’università può dare, in una idea di fondo che è la costruzione di un nuovo umanesimo. Speriamo che da questo venga un buon frutto culturale.

D. – Da questo Simposio, come dai precedenti, è possibile anche lo sviluppo di un futuro lavoro di rete tra le università italiane, europee e magari internazionali?

R. – Il lavoro fatto in questi anni ha creato una serie di rapporti all’interno delle diverse università romane e quindi un dialogo che non riguarda solamente il proprio settore di ricerca, ma la curiosità che è alla base del resto della ricerca. E poi, certamente c'è l'impatto europeo e internazionale che il Simposio tende ad accrescere, creando una rete di relazione che potrà poi essere portata a frutto da ciascun docente, da ciascun ricercatore nel proprio ambito disciplinare.