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Colletta alimentare straordinaria: 4 milioni i poveri assistiti

Colletta alimentare straordinaria

Si svolge oggi un’edizione straordinaria della popolare “Giornata Nazionale della Colletta Alimentare” resa necessaria per far fronte all’emergenza alimentare che affligge il nostro Paese: sono oltre 4 milioni le persone in Italia che vivono grazie a pacchi alimentari o pasti gratuiti presso le mense, di questi oltre 400 mila sono bambini che hanno meno di 5 anni. Nei supermercati di tutta Italia che aderiscono all’iniziativa, è dunque possibile acquistare e donare alimenti a lunga conservazione, che poi la Rete Banco Alimentare distribuirà alle oltre 8.800 strutture caritative convenzionate. Luca Collodi ha parlato di questa Colletta straordinaria con Giampaolo Scoppa, presidente della Fondazione del Banco Alimentare del Lazio:

R. – La colletta alimentare normalmente si celebra l’ultimo sabato di novembre, da  ormai 17 anni a questa parte.

D. -  Lei ha parlato di novembre, ma siamo a giugno: quindi è una colletta alimentare straordinaria?

R. – Sì! E’ una colletta alimentare d’emergenza: è un’emergenza determinata dall’aumento dei poveri - perché ci sono nuove povertà, come ricorda spesso anche Papa Francesco - e poi dall’atteggiamento quantomeno superficiale da parte delle istituzioni europee e successivamente anche lentezze da parte del governo italiano per cui i fondi Agea, che normalmente arrivavano in misura prevalente per quanto riguarda il nostro funzionamento - il 50 per cento delle nostre derrate alimentari arrivava dalla Agea, che è l’Agenzia del Ministero dell’Agricoltura - quest’anno non sono arrivate! Dal che, a giugno, i nostri magazzini si sono quasi svuotati. In Italia normalmente abbiamo 40 mila tonnellate di cibo da distribuire a questo punto dell’anno, ma quest’anno sono la metà. Abbiamo avuto garanzie dal governo nazionale che a settembre riprenderà questo contributo, ma noi dobbiamo riuscire a superare l’estate e la gente che ha fame – soprattutto in bambini, perché tenga presente che i 4 milioni di poveri in Italia al loro interno hanno il 10 per cento di bambini, quindi 400 mila bambini, al di sotto dei cinque anni – non può aspettare le lentezze burocratiche! Quindi chiediamo al cuore della gente di fare questo ulteriore sforzo per cercare di aiutare questi fratelli disagiati.

D. – La gente cosa può donare per aiutare queste famiglie, che hanno fame e che non ce la fanno a causa della crisi ad andare avanti?

R. – Generi per l’infanzia, per la prima infanzia, latte a lunga conservazione, olio, pasta e conservati in genere, quindi legumi inscatolati, tonno e tutto ciò che si può conservare nei magazzini e che ci permette, attraverso la nostra logistica, di distribuirlo.

D. – Voi ci dite che la crisi non sta affatto terminando?

R. – Assolutamente no! Anzi sta aumentando: i poveri che erano stimati fino all’anno scorso in 4 milioni in Italia, adesso le stime Istat li danno a 4 milioni e mezzo. Mi pare di capire dalle notizie che ci arrivano che non siamo vicini alla fine della crisi… Quindi il cuore della gente deve svolgere questo ruolo di sussidiarietà rispetto alle istituzioni che sono in ritardo, se non disattente, rispetto a questa emergenza.