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Il commento di don Ezechiele Pasotti al Vangelo della Domenica

Domenica della SS. Trinità

14/06/2014

Nella Solennità della Santissima Trinità, la liturgia ci propone il Vangelo in cui Gesù dice ai discepoli:

 “Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui”.

Su questo brano evangelico ascoltiamo il commento di don Ezechiele Pasotti, prefetto agli studi nel Collegio Diocesano missionario “Redemptoris Mater” di Roma:

Celebriamo oggi la Solennità della SS.ma Trinità, la rivelazione al centro della fede cristiana. Prima di essere un mistero che supera la nostra mente, esso è “il Luogo” – nella Scrittura, soprattutto nella tradizione targumica, “il Luogo” [hammaqom], è un Nome divino (cf Gen 28,11): Dio è chiamato “il Luogo”, “il Luogo” dove si concentra in modo indicibile tutto l’amore, tutta la capacità di donazione, tutta la bellezza, la santità, la gloria, la misericordia, l’amicizia, il riposo... Il luogo che contiene tutto, senza essere contenuto da nulla (Filone). Nel Vangelo di oggi Gesù ci rivela che da questo “Luogo”, da questa “comunità di amore”, il Padre ci invia il suo Figlio, “perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. E nel Figlio ci fa dono dello Spirito, primo frutto della Pasqua appena celebrata, Pentecoste che sempre si rinnova nella Chiesa. Per chi crede, ora è possibile ricevere il “dono di Dio” che ci fa una cosa sola con Cristo, ma se siamo in Cristo non c’è più nessuna condanna per noi (cfr. Rom 8:1), perché “chi crede in Lui non è condannato”. Ora, uniti a Cristo, abbiamo accesso al “Luogo” dell’intimità divina, della festa, della benedizione. L’assemblea eucaristica, radunata dalla grazia del Signore Gesù, dall’amore di Dio, nostro Padre, nella comunione dello Spirito Santo, può oggi strapparci dai dubbi, dalle paure dell’esistenza, e innalzarci alla gioiosa chiamata alla vita eterna, al “Luogo” di ogni consolazione, di tutta quella Bellezza che ci sazierà per l’eternità.

14/06/2014