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Giornata mondiale dei donatori di sangue: la gioia di un semplice gesto

Donare il sangue riempie di gioia. È questo il messaggio lanciato dalle diverse associazioni che operano sul territorio, nel corso della Giornata Mondiale del Donatore di sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dal 2004, il numero delle donazioni è salito del 25% e il 65% delle trasfusioni nel mondo riguarda bambini sotto i cinque anni d’età. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è “Sangue sicuro per salvare le madri” e si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo all’importanza della donazione per tutelare un momento così delicato come il parto. Gianmichele Laino ha intervistato Luigi Cardini, presidente nazionale della Fratres:

R. – E’ la festa di tutti i donatori di sangue. La giornata voluta dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) è proprio l’omaggio e la festa di tutti coloro che nel mondo donano il sangue per la vita altrui. Quest’anno la giornata sociale è nello Sri Lanka ma noi siamo qui con Papa Francesco a festeggiare la nostra giornata, quella dei gruppi dei donatori di sangue fratres.

D. – Qual è la sfida del donatore di sangue cristiano?

R. – La sfida, oltre che un atto di solidarietà, è un impegno sociale ma è anche una garanzia per il ricevente perché il nostro tenore di vita fa sì che non possiamo nuocere a coloro che già soffrono.

D. – Il numero dei donatori nel mondo è cresciuto del 25% dal 2004, ma questi sono concentrati nelle aree più sviluppate del pianeta. Cosa si dovrebbe fare per incentivare le donazioni anche nelle regioni più povere?

R. – Incentivare e far capire la necessità che il sangue rappresenta un livello essenziale di assistenza e questo lo dice anche la legge sanitaria italiana. Mentre da noi è abbastanza facile e riusciamo a farlo con i migranti che arrivano in Italia, nei Paesi cosiddetti “sottosviluppati” c’è ancora da lavorare molto.

In questa Giornata Mondiale del Donatore, diverse sono state le iniziative nelle maggiori città italiane organizzate dall’AVIS, l’associazione volontari italiani sangue. La vicepresidente nazionale, Rina Latu, le ha illustrate ai nostri microfoni:

R. – Il messaggio è la mobilitazione per tutte le persone di buona volontà, che godono di buona salute perché vengano a donare il sangue. Come Avis nazionale, durante questa Giornata ci saranno eventi in tutte le grandi stazioni d’Italia e in moltissime piazze. Con un flash mob lanceremo la nostra campagna nazionale di sensibilizzazione. La campagna sarà lanciata oggi, ma è valida per 365 giorni l’anno. Questi eventi sono importanti e ci danno una bella vetrina, però il nostro operare è anonimo silenzioso, gratuito, responsabile, volontario e associato, per permettere appunto che l’approvvigionamento del sangue possa essere garantito per i malati tutto l’anno. In contemporanea a questo evento, stiamo lanciando anche la nostra nuova campagna che si intitola “La prima volta”. Siccome nella vita ci sono molte “prime volte” di azioni positive, cerchiamo di potenziarle, sperando che non siano assolutamente le ultime, anzi, l’inizio di un grande percorso.

D. – Chi sono i soggetti che beneficiano maggiormente di donazioni di sangue?

R. – Ci sono delle patologie particolari che sono legate a trasfusioni continue come le leucemie, le talassemie, gli emofilici. Poi, naturalmente gli interventi, la traumatologia per quanto riguarda tutti gli incidenti, gli interventi chirurgici che oggi più che mai richiedono sangue e poi soprattutto c’è il discorso dei trapianti.

D. – Qual è l’identikit del donatore di sangue?

R. – Il donatore è un portatore di salute: stili di vita sani, forti, giusta alimentazione, età tra i 18 e i 75 anni – a seconda che sia maschio o femmina – un minimo di peso di 50 kg. Le donne possono donare due volte l’anno, ma sempre a distanza di 90 giorni da una donazione all’altra, i maschi potrebbero donare ogni 90 giorni, quindi quattro volte l’anno. Abbiamo bisogno quindi di nuove leve, di nuove sensibilità e di nuovo spirito di solidarietà a 360 gradi. I donatori non sono eroi sono persone responsabili, nessuno si privi del piacere del dono: io do qualcosa, ma in cambio ricevo tantissimo.