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Ucraina, i militari di Kiev riconquistano la città di Mariupol

In Ucraina, la città di Mariupol conquistata dai militari di Kiev - EPA

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Piu' di 250 miliziani separatisti sono stati "eliminati" nelle ultime 24 ore nell'Ucraina dell'est e molti di loro erano cittadini russi. Lo ha detto il ministro
della Difesa di Kiev, Mikhailo Koval, in un incontro col presidente Petro Poroshenko. Intanto le truppe di Kiev hanno riconquistato l'importante città portuale di Mariupol, nella regione separatista di Donetsk. Le tensioni hanno riflessi sul fronte del gas. Russia e Ucraina, infatti, non riescono a trovare un compromesso sul prezzo. Alessandro Guarasci

Continua lo scambio di accuse nella crisi ucraina. Kiev lamenta l’ingresso sul suo territorio di alcuni mezzi militari dei 'separatisti', tra cui tre carri armati 'residuati' dell'Urss, e il Cremlino imputa alle truppe di Kiev di aver sconfinato nella regione di Rostov sul Don con due blindati che sarebbero stati fermati dalle guardie di frontiera russe. Insomma in questo scenario la trattativa diplomatica non decolla e la parola viene lasciata alle armi. L'esercito ucraino ha riconquistato la città di Mariupol, nella regione orientale di Donetsk e il ministero della Difesa di Kiev ha rivendicato l'uccisione di 40 filo-russi in altri combattimenti, sempre nella regione. Nella notte, i filorussi avrebbero abbattuto un cargo aereo che trasportava truppe ucriane, uccidendo almeo 49 soldati. Gli Usa nel frattempo hanno accusato i russi di aver rifornito i separatisti ucraini di carri armati e lanciarazzi negli ultimi giorni. La crisi continua a bloccare la trattativa tra Kiev e Mosca sul mercato del gas, dove Russia e Ucraina non riescono a trovare un compromesso sul prezzo. Kiev ha tempo fino a lunedi' mattina per pagare 1,9 miliardi di dollari, parte del debito con la Russia, altrimenti Mosca introdurrà un regime di pagamento anticipato e chiuderà i rubinetti del metano se non le saranno pagate le forniture.