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Sinodo. Coniugi Friso: sofferenza di tante famiglie può essere sanata

Sinodo sulla famiglia. I coniugi Friso: ferite possono essere comprese e sanate

27/06/2014

Interpellare le famiglie con il questionario preparatorio al Sinodo ha coinvolto e fatto emergere le problematiche più sentite. I coniugi Anna e Alberto Friso, consultori del dicastero della Famiglia, commentano la presentazione ai media, avvenuta ieri, dell’Instrumentum laboris dell’assise episcopale di ottobre. Le loro voci al microfono di Fabio Colagrande:

R. – La famiglia è diventata ormai il simbolo delle difficoltà e della sofferenza, cioè è il contenitore di quello che società porta. Per cui, sapere che la Chiesa ha questo atteggiamento di accoglienza, di volere essere vicina lì dove c’è bisogno, questo è veramente magnifico.

D. – Come avete considerato questa novità, cioè che l’Instrumentum Laboris è stato redatto soprattutto, per la maggior parte proprio sulla base delle risposte pervenute al questionario diffuso nel novembre scorso?

R. – Tutto è partito da Papa Francesco che ha detto: “Voglio sapere cosa pensa la gente”, per cui la gente si è sentita interpellata. Io credo che sia il metodo giusto, quello di partire dalla gente, di partire dal dato concreto di come si vive. Ecco che allora, anche le risposte che verranno date, tutte le riflessioni che ne conseguono sono proprio inerenti e coerenti con quello che la gente si aspetta.

D. – Signor Alberto, un suo parere su questa novità… Anche perché c’è chi dice: ma così si rischia di adeguare la dottrina della Chiesa alla realtà, invece di portare avanti la verità del Vangelo…

R. – Direi che c’è stato uno scatto di consapevolezza da parte del popolo cristiano che ha visto anche in questa attenzione da parte della Chiesa alle situazioni così diverse e così complesse di tante famiglie in difficoltà, una valorizzazione di queste sofferenze e l’offerta di un primo spunto per trarre luce da queste sofferenze. E’ anche questa la circostanza in cui non solo si illumineranno tante situazioni difficili, ma sarà anche tutto il contesto generale della famiglia che acquisterà luce. Infatti, la famiglia praticamente nasce dall’immenso amore che Dio ha avuto per l’umanità e in questo amore di Dio possiamo veramente trovare un nuovo senso che spiega al mondo che oggi ci sfida su tanti fronti, il senso della famiglia.

D. – Signora Anna, secondo la vostra esperienza ci sono dunque molte situazioni di irregolarità, situazioni difficili, di sofferenza verso cui la Chiesa dovrebbe mostrare una maggiore vicinanza?

R. – Le situazioni ci sono e sono sotto gli occhi di tutti, e non solo qui, nel nostro contesto occidentale, ma in giro per il mondo e il nostro osservatorio può testimoniarlo. Intanto, ci è piaciuto sentire parlare di questa sofferenza, che è un valore e se questa sofferenza viene illuminata, se viene capito anche dalla Chiesa che siamo in sofferenza, certamente le famiglie trovano anche una risorsa interiore per trovare pure una strada di riconciliazione. E noi dobbiamo guardare a tutte queste situazioni con questa visione ampia che ci dà Papa Francesco. Ecco che allora si tratta subito di incominciare con l’accoglienza: è semplicemente aiutare a crescere nel credere all’annuncio che Dio ti ama immensamente.

27/06/2014