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Maria Luisa Spaziani, occhi curiosi sul mondo

Spaziani

01/07/2014

"Il tratto del mio carattere che mi piace di più è il senso dell'avventura. Quando inizio una cosa non mi chiedo mai come va a finire". 

Maria Luisa Spaziani, signora della poesia, è morta all'età di 91 anni. Vitalità e creatività inesauribili, tenacia, ironia. Nella sua abitazione romana ci raccontava quanto la poesia fosse importante per dare un senso alla vita e - citando la poetessa latinoamericana Gabriela Mistral - che "il segreto della nascita di un verso è tra me e Dio". Alle soglie dei novant'anni diceva di vedersi allo specchio esattamente come si vedeva a trenta "perché - spiegava - i progetti sono sempre molti ed io non sono come quei vecchi che guardano soltanto al passato. Certo, resta il fatto che il corpo non è più una metafora di noi stessi". Da qui a raccontare la sua passione grande per il tennis e le scalate che fino a pochi anni fa continuava a fare sulle montagne di Cortina. "Mi faceva bene sentire il mio corpo respirare e inglobare tanto azzurro e tanta aria e i muscoli che si muovono. Purtroppo inciampai in una vecchia radice, senza volere le diedi un calcio e lei giustamente si arrabbiò e mi ruppe due dita dei piedi". 

Il ricordo di Rosario Tronnolone, che una quindicina di anni fa ebbe l'onore di cominciare il suo lavoro alla Radio Vaticana proprio con una intervista alla Spaziani: "Sempre con grande generosità condivideva il processo creativo, l'amore per la parola, il dovere di essere una grandissima scrittrice. Per lei era considerata una missione, che riusciva a esercitare con una preziosità luminosa, una pulizia e una eleganza ineguagliabili". 

Nicola Bultrini, poeta e saggista romano, amico da antica data della Spaziani, riprende sulla carica empatica che Maria Luisa aveva con il mondo e sottolinea il suo impegno per la promozione dei giovani poeti: "Era consapevole del caos che governa la vita ed era molto curiosa. Senza paure si immergeva in questa confusione e se inebriava. Non ha mai desiderato un esilio dorato, incarnava appieno la vocazione di poeta nella società tanto che il suo pregio grande è anche di aver agito come ottima operatrice e divulgatrice culturale". 

Quale la sua eredità? "Credo che uno dei più importanti insegnamenti - spiega Tronnolone - è la forza di accettare le cose, anche le più dure e dolorose, perché è attraversando la vita, non evitandola, ma vivendola fino in fondo, che la si comprende e la si può persino domare con assoluta regalità come ha fatto lei". 


(Antonella Palermo)

01/07/2014