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Il Papa a Conferenza su mine antipersona: ricorso alle armi è sconfitta per tutti

Messaggio di Papa Francesco alla Conferenza sulle mine antipersona

01/07/2014

Nessun bambino deve “vivere nella paura delle mine”. E’ quanto si legge in un messaggio inviato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a nome di Papa Francesco alla Conferenza di revisione della Convenzione sul divieto d’impiego delle mine antipersona, svoltasi in questi giorni a Maputo, in Mozambico. Il messaggio sottolinea con forza che il ricorso alle armi è una sconfitta per tutti. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Il ricorso alle armi in generale e alle mine in particolare rappresenta una sconfitta di tutti”. E’ la forte denuncia levata da Papa Francesco in un messaggio a firma del cardinale Parolin alla Conferenza sulle mine antipersona svoltasi a Maputo. Il messaggio sottolinea che le mine sono “un’arma irresponsabile”, da “vigliacchi” che “prolungano la guerra e alimentano la paura anche dopo la fine dei conflitti”. Queste armi, viene evidenziato, aggiungono “al fallimento umano provocato dalla guerra un sentimento di paura che prevale nello stile di vita e altera la costruzione della pace”.

Se veramente vogliamo “la sicurezza, la stabilità e la pace”, prosegue il documento, “allora riduciamo i nostri stoccaggi di armi” e “bandiamo le armi che non hanno ragion d’essere in una società umana" e piuttosto "investiamo nell’educazione, nella salute, nella salvaguardia del nostro pianeta”. Papa Francesco esorta dunque i Paesi ad impegnarsi nell’ambito della Convenzione, “affinché non ci siano più vittime di mine” e “nessun bambino debba vivere nella paura” di questi ordigni. Le Convenzioni, come quella sulle mine, si legge ancora nel messaggio, non sono “freddi quadri giuridici”, ma “una sfida per tutti coloro che cercano di salvaguardare e di costruire la pace” e di “tutelare i più deboli”.

Questa Convenzione, auspica dunque il Papa, possa essere “un modello per altri processi, in particolare per le armi nucleari e per altre armi che non dovrebbero esistere”. Poniamo la persona umana, esorta infine il messaggio, “al centro dei nostri sforzi per il disarmo”.

01/07/2014