Social:

RSS:

App:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Società \ Salute e Ambiente

Smaltimento armi chimiche, Galletti: "Operazione per la pace"

ministro Galletti - AP

E’ arrivata questa mattina nel porto di Gioia Tauro la nave contenente l’arsenale dell’esercito siriano: ottocento tonnellate di armi chimiche che saranno smaltite in acque internazionali su una imbarcazione della marina militare Usa. Al microfono di Maria Gabriella Lanza, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti:

R. - L’operazione è andata secondo il cronoprogramma che ci eravamo dati. Abbiamo rispettato i tempi, non abbiamo avuto nessun imprevisto. Sono molto soddisfatto dell’operazione fino a questo momento.

D. - Sono previste altre operazioni di questo genere?

R. - No, non abbiamo oggi impegni internazionali che ci vedono impegnati. Voglio, però, dire una cosa: questa operazione è importante per il valore che ricopre; noi abbiamo contribuito all’affermazione di un principio assoluto che è quello della sicurezza del mondo e della pace. Io sono orgoglioso che l’Italia abbia partecipato a questa missione e sono orgoglioso anche di come l’ha fatto. L’abbiamo fatto con professionalità, mettendo in campo tecnologie avanzate e soprattutto - come spesso capita nel nostro Paese - l’abbiamo fatto con orgoglio ed entusiasmo ed è quello che io ho costatato in questa giornata che sono stato con coloro che hanno lavorato sul campo: l’orgoglio di partecipare ad una missione importante, di affermare un principio importante e soprattutto di far fare anche una buona figura al nostro Paese.

D. - Però, parte della popolazione locale era contraria a questa operazione. Ci sono state alcune proteste da parte di chi denuncia soprattutto lo scempio ambientale che da qualche anno si sta verificando nella Piana di Gioia Tauro. In particolare, loro temono che con l’arrivo delle armi chimiche, la situazione possa peggiorare…

R. - No, sinceramente io sono stato tutto il giorno in loco e non ho colto questa preoccupazione. Anzi, i sindaci hanno partecipato insieme a noi al controllo delle operazioni, è stata fatta una buona informazione; quindi, l’operazione è stata fatta con trasparenza. Questo ha rassicurato molto le popolazioni. Noi abbiamo costantemente monitorato l’area ed anche l’acqua del porto e lo continueremo a fare anche nei prossimi giorni, ma non abbiamo rilevato nulla di anomalo.

Contrario al trasbordo di armi chimiche era il sindaco di San Ferdinando, dove sorge parte del porto e che ora chiede di investire nella piana di Gioia Tauro.

R. - Per la salute non credo ci siano rischi perché la programmazione è stata fatta in modo serio e responsabile da parte della Prefettura di Reggio Calabria. Il discorso io lo sposto sul piano politico, nel senso che: non si devono ricordare del nostro porto per fatti negativi ma anche per fatti positivi. I calabresi hanno dimostrato di avere molto senso di responsabilità e mi aspetto che da parte del governo ci sia altrettanta responsabilità.

D. - Gran parte della popolazione locale era contraria al trasbordo di armi chimiche…

R. - La nostra posizione è stata contraria dall’inizio, però, nel momento in cui - malgrado tutte le nostre proteste - si è fatta, io come sindaco mi sono adoperato perché l’operazione avvenisse in modo tranquillo e sereno.