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Mons. Milito: provvedimenti energici su processione a Oppido

La processione di Oppido Mamertina

06/07/2014

Preoccupazione nella Chiesa calabrese dopo che la processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico di Oppido Mamertina si è fermata davanti all'abitazione del presunto boss della ‘ndrangheta, Peppe Mazzagatti, ai domiciliari per motivi di salute. Solo due settimane fa - nella sua visita pastorale in Calabria - Papa Francesco aveva sottolineato con forza che i mafiosi "sono scomunicati". Il maresciallo dei carabinieri Andrea Marino si è allontanato dalla processione per identificare i responsabili dell’accaduto. Per il ministro dell'Interno Alfano si tratta di un rituale ributtante. Il segretario general della Cei, mons. Galantino, dice che la Madonna non si inchina ai mafiosi. Prende le distanze anche il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito, che promette un’indagine. Sentiamolo intervistato da Alessandro Guarasci:

R. – Ho preso le distanze in modo immediato e quindi c’è la più grave riprovazione per quanto successo. Mi sono riproposto di approfondire la cosa, adesso sono in partenza per alcuni impegni pastorali, e quindi prendere poi provvedimenti molto energici, una volta che la valutazione di tutti gli elementi sia ancora più completa.

D. – Se fosse confermato quanto avvenuto, vuol dire che ancora alcuni, in Calabria, non capiscono il disvalore della ‘ndrangheta …

R. – Non c’è bisogno di comprovare, perché c’è il fatto, e basta! C’è soltanto necessità di avere elementi di comprensione maggiore. Al di là di questo, le mie posizioni saranno molto energiche sull’argomento. Saranno tali da far capire che bisogna nel modo più assoluto ricordarsi sempre che non ci possono essere alleanze di alcun genere che siano contro la fede. Questo è un punto fermo, quali che siano le tradizioni ataviche, i collegamenti che possono esserci, le interpretazioni che si possano dare.

D. – Lei ha visto in questi ultimi anni una crescita della coscienza civile in Calabria contro la ‘ndrangheta?

R. – Io noto che c’è, da parte di tanta gente, intanto un rifiuto netto, anche perché qualcuno paga di persona. Si fa opera di educazione delle coscienze; in tante parrocchie su questo punto non si concede un attimo di tregua: in positivo, per favorire la formazione delle coscienze, in negativo per contrastare tutto ciò che potrebbe essere di ostacolo, più di una volta pagando anche in termini economici e finanziari. Quindi, certamente c’è. Ma non si può negare che attorno e accanto a questa posizione ferma di tante persone, sopravviva ancora, per tanti motivi, questa forma di omertà, di paura, di non avere il coraggio, o di volere comunque imporre stili che, comunque, con la fede nulla hanno a che fare.

06/07/2014