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Riforma del Terzo settore: soddisfatte le associazioni

La riforma del Terzo settore favorisce il volontariato

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sul Terzo settore. Tra le novità più importanti ci sono il bond di solidarietà, il servizio civile universale anche all’estero, la stabilizzazione del 5 per mille e l’obbligo di trasparenza per le associazioni. Ora il governo Renzi ha dodici mesi per emanare i decreti attuativi. Soddisfazione è stata espressa dal mondo dell'associazionismo. Maria Gabriella Lanza ne ha parlato con Edoardo Patriarca, presidente del Centro Nazionale del Volontariato:

R. – Era una legge delega attesa da 10 anni. Il governo Renzi ha il merito di aver dato un impulso decisivo. E’ un testo che ha grandi aperture: penso al servizio civile, a tutto il tema della normativa, a quello della revisione della fiscalità.

D. – Nella riforma si parla di servizio civile universale anche all’estero, un’opportunità di crescita per tanti giovani….

R. - Veniamo da una stagione in cui il servizio civile è stato praticamente dismesso. Di fronte a una richiesta potenziale di 80 mila, 100 mila, giovani disponibili a partecipare all’anno di servizio civile, in realtà lo Stato in questi anni non ha fatto altro che dismetterlo,  giungendo  a quote minime: parliamo addirittura, nell’ultimo bando di 12, 15 mila persone. Il servizio civile è una grandissima opportunità per i nostri giovani, soprattutto per quei giovani che non vivono esperienze associative e sono magari in attesa di lavoro, è soprattutto un’esperienza di educazione alla cittadinanza, alla pace.

D. - Altro elemento importante è l’obbligo di trasparenza per le associazioni?

R. - Questo nel testo è molto chiaro. Nel momento in cui il Terzo settore diventa un “soggetto pubblico”, nel senso di un soggetto che pure essendo privato gestisce aspetti di bene comune, è ovvio che la casa debba essere una casa trasparente, che non ha cassetti nascosti, una casa che rendiconta sulle donazioni ricevute e su come questi soldi sono stati spesi. Io credo che sia una questione importantissima.

D. - Il meccanismo del 5 per mille diventerà permanente. Siete soddisfatti di questa novità?

R. - Si parla  di revisione e di stabilizzazione e questo va nella direzione auspicata: da una parte la stabilizzazione,  cioè che il 5 per mille rientrerà come l’8 per mille nella quota di bilancio dello Stato annualmente, senza il bisogno di essere ridiscusso nelle leggi di stabilità. Dall’altra parte, revisione perché cambiando anno per anno i regolamenti di accesso al 5 per mille ne abbiamo visti di tutti i colori, per esempio soggetti che non sono del Terzo settore e hanno potuto accedere al 5 per mille…

D. – Ci sono punti che potevano essere migliorati?

R. – Forse un punto di criticità è quello che riguarda l’impresa sociale. Secondo me il testo andrà migliorato. E’ un testo che non aiuta progetti di impresa sociale perché io credo che l’impresa sociale debba essere organicamente una struttura dentro il Terzo settore e non quindi un soggetto, così, alato, che non si capisce più cosa possa essere o cosa debba diventare. Credo si dovrà dare una maggiore attenzione nel dibattito parlamentare, durante l’approvazione della legge delega.