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Appello del Wcc per la fine delle violenze a Gaza e Israele

Appello di pace del Consiglio Mondiale delle Chiese - AFP

Una ferma condanna agli attacchi israeliani a Gaza, una eguale condanna dell’offensiva di Gaza verso Israele e una richiesta di intervento alle Nazioni Unite per mettere fine al conflitto. Questo il contenuto della nota rilasciata dal segretario generale del Consiglio Mondiale della Chiese (Wcc), rev. Olav Fykse Tveit.

Il Comitato centrale del Wcc ha più volte chiesto di porre fine all’occupazione illegale e al blocco imposto da Israele alla Striscia di Gaza, inoltre, ha spesso espresso preoccupazione per i crescenti livelli di tensione e violenza nel Paese. Tensioni in aumento, prima in seguito alla morte di giovani israeliani e palestinesi, poi con i bombardamenti israeliani che da lunedì scorso hanno fatto vittime e feriti tra i civili palestinesi, soprattutto anziani, donne e bambini – riporta la nota – sottolineando che “israeliani e palestinesi vogliono benessere e sicurezza, una pace giusta e genuina”.

In questa prospettiva – continua la nota - non aiuta il recente fallimento dei negoziati, che ha portato, da un lato, alla perdita di una comune visione del futuro, della prospettiva della creazione di due Stati, alla fine dell’occupazione. Dall’altro ha accresciuto un nuovo “ciclo insopportabile e infernale della violenza e dell’odio che non si fermerà” – avverte il Wcc – “fintanto che continuerà l’occupazione”. Infatti, “ciò che sta accadendo oggi non è una tragedia isolata ma deve essere vista nel contesto dell’occupazione dei territori palestinesi iniziata nel 1967”, ricorda il documento.

In quest’ottica il rev. Fykse Tveit si appella al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunitosi a New York su richiesta dei delegati arabi, e li ha esortati a richiedere alle parti in conflitto di mettere fine a ogni genere di violenza. Si è appellato anche alle Chiese e ai leader religiosi chiedendo loro di “lavorare insieme per trasformare il discorso di odio e vendetta, che si sta diffondendo sempre più, in un discorso che veda gli altri come vicini, fratelli e sorelle nel Signore”.

La nota conclude con parole di fiducia: “In questa tragica situazione vediamo con grande speranza l’iniziativa presa da molti israeliani nell’esprimere le proprie condoglianze e nel far visita alle famiglie palestinesi vittime della violenza”. (A cura di Caterina Gaeta)