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Libia nel caos. Scontri a Tripoli e Bengasi. L’Onu ritira il personale

Aeroporto di Tripoli dopo i combattimenti

15/07/2014

La Libia ripiomba nel caos dopo una giornata di combattimenti tra fazioni rivali, milizie jihadiste ed esercito nelle due principali città del paese, Bengasi e Tripoli. Il bilancio delle violenze è di 7 morti e 49 feriti.  Intanto Le Nazioni Unite hanno ritirato tutto lo staff internazionale per ragioni di sicurezza dal Paese, mentre il governo libico sta esaminando la possibilità di richiedere l’intervento di forze internazionali per ristabilire la sicurezza. Il servizio di Marco Guerra:

Le milizie armate hanno attaccato l’aeroporto di Tripoli con un fitto lancio di razzi che ha ucciso due soldati e distrutto il 90% degli aerei presenti sulle piste. Nelle stesse ore nell’est del Paese a Bengasi, in Cirenaica, le truppe governative hanno ingaggiato violenti combattimenti per riprendere il controllo dell’ospedale della città occupato nelle settimane scorse del gruppo jihadista Ansar Al Sharia, qui si contano almeno sette vittime. A tre anni dalla caduta Gheddafi, la Libia scivola sempre più nel caos a causa di un governo debole e di un esercito che non è in grado di disarmare le milizie ribelli che hanno preso parte alla guerra civile e che ora combattono per il controllo del territorio. La situazione preoccupa “profondamente” il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, “per il drammatico aumento delle violenze e per le ripercussioni sui civili”. Le Nazioni Unite intanto hanno deciso di ritirare “temporaneamente” lo staff della missione di assistenza Onu in Libia (Unsmil). Dal canto suo, il governo Libico non nasconde le difficoltà del momento, e annuncia che sta prendendo in esame la possibilità di fare appello ad un intervento internazionale sul terreno per ristabilire la sicurezza nel paese.

15/07/2014