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Castel Volturno, (Caritas Capua): "Qui serve un esercito di insegnanti"

Castel Volturno

16/07/2014

Antonio Casale, direttore del Centro di accoglienza Immigrati della diocesi di Capua, a Castel Volturno, parla di una "calma relativa, oggi, nel centro campano. Non ci vuole solo l'esercito in divisa - denuncia - qui ci vuole un esercito di insegnanti, di mediatori culturali, di assistenti sociali, di architetti per riqualificare la nostra zona. Sono più di vent'anni che noi della Caritas diciamo queste cose. Se fossimo stati ascoltati per tempo, oggi non saremmo arrivati a questa situazione". Il Centro Fernandes, guidato da Casale, è nato nel 1996 come opera segno con cui si voleva richiamare l'attenzione su un territorio degradato "dove occorreva dare risposte in termini di incontro e solidarietà". Offre un centro di ascolto quotidiano, di orientamento, corsi di lingua italiana, un ambulatorio medico. "Con gli anni si è lasciato che la tensione tra residenti e immigrati crescesse in modo selvaggio", riprende Casale. "Se il nostro lavoro fosse stato supportato dalle istituzioni, oggi il fenomeno non sarebbe diventato così drammatico". Le parole chiave sono, secondo Casale, solidarietà e legalità, "che non deve significare repressione - precisa - ma tutela dei diritti di entrambe le parti".

Intanto Dimitri Russo, sindaco di Castel Volturno, ai nostri microfoni subito dopo l'incontro a cui preso parte al Viminale per discutere degli incidenti avvenuti nei giorni scorsi nel casertano, ha riferito: "Il ministro Alfano ha ascoltato le nostre istanze, assicurando la presenza di una task force di polizia in attesa che si calmino gli animi. Si disporrà di ottanta unità speciali - dichiara il sindaco - e saranno attivati dei canali preferenziali per il nostro Comune e quello di Mondragone, per accedere a finanziamenti dedicati, di cui ancora non si conosce l'ammontare, si sa che si tratterebbe di fondi già esistenti (sicurezza, legalità, Pac...). L'impegno del Prefetto è inoltre di convocare entro pochissimi giorni il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica". 

Dalla Chiesa locale si leva anche la voce di Tonino Palmese, vicario espiscopale per la diocesi di Napoli nel settore Carità e legato all'Associazione Libera: "E' un territorio da bonificare a diversi livelli - afferma - perché è maledettamente presidiato dalla camorra, ma anche provvidenzialmente presidiato da realtà che costituiscono un grande laboratorio antimafia e di welfare, forse tra i migliori in Italia. Ma non basta". 

Suor Rita Giaretta, direttrice di Casa Rut (Caserta), per donne immigrate in difficoltà (molte provengono proprio da Castel Volturno) insiste su quella che dovrebbe essere la parola d'ordine: "La parola è 'insieme'. Ciò che sta succedendo purtroppo non ci sorprende. Speriamo solo che non diventi una guerra tra poveri". 

 


(Antonella Palermo)

16/07/2014