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Indonesia. Tensione Widodo-Subianto: la Chiesa richiama all’unità

La Chiesa indonesiana interviene nel contrasto tra i due candidati presidenziali

I leader cristiani indonesiani - cattolici e protestanti - intervengono nella polemica politica innescata dai risultati, finora parziali, delle elezioni presidenziali che si sono tenute il 9 luglio scorso. A sfidarsi il governatore uscente di Jakarta Joko "Jokowi" Widodo, 53 anni, che sarebbe in vantaggio sul proprio rivale, l'ex generale Prabowo Subianto (62), sebbene anche quest'ultimo rivendichi a più riprese la vittoria.

I dati definitivi - riferisce l'agenzia AsiaNews - dovrebbero essere diffusi entro il prossimo 22 luglio e c'è grande attesa sul nome del prossimo capo dello Stato della nazione - e Repubblica - musulmana più popolosa al mondo. I due sfidanti, assieme ai vice Jusuf Kalla e Hatta Radjasa, hanno chiesto ai propri sostenitori ai seggi di controllare con attenzione il conteggio delle schede elettorali estratte dalle urne, per evitare brogli o manomissioni.

In un clima di tensioni, annunci di vittoria e reciproci scambi di accusa fra i due fronti, la Chiesa indonesiana interviene con una lettera ufficiale sottoscritta dalla Conferenza episcopale indonesiana (Kwi) e dal Sinodo delle chiese protestanti indonesiane (Pgi). Primi firmatari il presidente Kwi Ignatius Suharyo, attuale arcivescovo di Jakarta, e l'omologo Pgi, il pastore Andreas Yewangoe. I leader cristiani sono preoccupati per una possibile escalation di tensione e per un potenziale conflitto sociale tra la gente.

Per questo i vertici cattolici e protestanti lanciano un appello congiunto, in cui invitano la popolazione a "rimanere calma" e a non farsi prendere "dall'euforia" per possibili annunci di "vittoria" seguiti da "celebrazioni di piazza". Al momento, ricordano, "non vi è ancora un candidato vincitore" e non è tempo di festeggiamenti, perché bisogna aspettare "i risultati ufficiali della Commissione elettorale"; al contempo essi invitano i "fratelli cristiani e cattolici" di entrambi gli schieramenti a non cadere nelle provocazioni o rendersi responsabili di violenze.

Vescovi e pastori invitano la comunità a "preservare i valori dell'amore e della democrazia", evitando di scambiarli per interessi politici o per mero tornaconto personale. Da ultimo, essi rinnovano l'appello a scongiurare brogli e manomissioni ai seggi, perché il prossimo presidente e il suo vice possano davvero essere frutto del volere espresso dal popolo. (R.P.)