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Centrafrica: dalla società civile le linee per uscire dalla crisi

Centrafrica: linee della società civile per superare la crisi

Disarmo delle milizie; invio di forze di pace formate da militari non appartenenti agli Stati confinanti; istituzione di un Tribunale Speciale per il Centrafrica; creazione di una Commissione “Verità e Riconciliazione”; rimpasto dell’attuale governo; organizzazione di elezione locali e nazionali. Sono questi i punti dello Schema per far uscire dalla crisi la Repubblica Centrafricana, elaborato dalle associazioni della società civile e dalle “forze vive” della nazione, i cui delegati si erano riuniti a Bangui nei giorni scorsi. Tra questi vi erano anche rappresentanti delle religioni del Paese.

Secondo lo Schema - riferisce l'agenzia Fides - la priorità immediata deve essere il disarmo degli ex ribelli Seleka, delle milizie Anti balaka e di tutti gli altri gruppi armati presenti nel Paese. Un altro punto importante è l’invio di una forza dell’ONU composta da soldati non appartenenti agli eserciti dei Paesi confinanti che attualmente sono presenti in Centrafrica con alcuni contingenti militari. Secondo diversi commentatori centrafricani gli Stati limitrofi agiscono soprattutto per difendere i propri interessi, come proteggere i loro confini con il Centrafrica, e non sempre sono in grado di apportare un contributo decisivo per stabilizzare il Paese.

Lo Schema prevede inoltre di punire i responsabili dei crimini commessi durante la guerra civile, che dovranno essere giudicati da un apposito Tribunale Internazionale che dovrà avere sede in Centrafrica. Ad esso si affiancherà una Commissione “Verità e Riconciliazione” incaricata di riconciliare gli animi della popolazione. Si prevede infine l’istituzione di un fondo per rifondere le vittime delle violenze. (R.P.)