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Somalia: allarme carestia, 50 mila bambini in pericolo di vita

Un ospedale di Mogadiscio

Appello internazionale per la Somalia, dove si prospetta una grave carestia. L’Onu ha già chiesto un miliardo di dollari per soccorrere 850 mila somali affamati, 2 milioni di malnutriti e 50 mila bambini a rischio della vita. Ma dalla comunità internazionale sono arrivati solo 150 milioni di dollari. A lanciare un grido d’allarme è l’Associazione Migrare che stamane ha convocato i giornalisti nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana, a Roma. Roberta Gisotti ha intervistato la portavoce Shukri Said, giornalista somala:

La Somalia non ancora pacificata, un Paese instabile e insicuro, percorso dal terrorismo del gruppo qaedista Al Shabab, dove le istituzioni statali sono fragili e il governo fatica ad affermarsi. Shukri Said:

R. – La situazione è davvero drammatica, perché c’è questo Stato che praticamente non c’è, e la popolazione che è da 22-23 anni in balia della sopravvivenza … In questo momento c’è una forte carestia, non meno grave di quella del 2011, ma che non viene denunciata con forza. L’Onu recentemente ha denunciato, ma non ha avuto eco, perché né la comunità internazionale né – forse – i governanti di questo esecutivo fragile, sorretto ed aiutato dalla comunità internazionale, vogliono mettersi in cattiva luce. Nel frattempo, la popolazione vive in condizioni drammatiche!

D. – Chi opera in campo umanitario, in questo momento, in Somalia?

R. – In realtà, dovrebbero operare quasi tutte le organizzazioni internazionali, comprese quelle delle Nazioni Unite, appunto, perché in Somalia ci sono istituzioni fragili, federali, non più transitorie, sorrette ed aiutate dalla comunità internazionale, in primis anche dall’Onu. Quindi, la comunità internazionale è consapevole del problema che sta attraversando la Somalia, però i media non danno sufficiente risalto a questo dramma umanitario: lo mettono in secondo piano. E quando le notizie non appaiono sui giornali e sui telegiornali, non sono considerate emergenze. Invece l’emergenza c’è, eccome!

D. – In realtà, la Somalia è un Paese in guerra: sappiamo della presenza del gruppo terrorista qaedista di Al Shabaab, che anche negli ultimi giorni sta facendo sentire le sue armi …

R. – La Somalia è un Paese in guerra: è in guerra con i terroristi affiliati ad Al Qaeda, che stanno insidiando la Somalia, stanno distruggendo il popolo somalo e impediscono sia agli aiuti umanitari di arrivare in determinate zone, dove si trovano loro, sia di giungere al governo: il governo, con le forze dell’Amisom, è in guerra con gli Al Shabaab. Però, mentre si fanno la guerra tra di loro, chi ci va di mezzo è la popolazione civile!