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Tifone nelle Filippine: oltre 30 morti, milioni di persone senza acqua e luce

Tifone nelle Filippine: oltre 30 morti - EPA

È di oltre 30 morti il bilancio del passaggio di un tifone nelle Filippine, che ha colpito la capitale Manila e altre zone al nord del Paese, mentre milioni di persone sono da due giorni senza corrente elettrica e acqua. Le autorità hanno iniziato le operazioni di rimozione dei detriti e di ricostruzione delle case danneggiate. Intanto, altre otto persone risultano tuttora disperse e diminuiscono col passare delle ore le possibilità di ritrovarle in vita. Dopo aver attraversato l'isola di Luzon, ora il tifone ha abbandonato l'arcipelago filippino e punta verso la Cina. Ma sulle attuali situazioni del Paese, Marina Tomarro ha intervistato padre Sebastiano D’Ambra, missionario del Pime, da 35 anni nelle Filippine del Sud:

R. - Questo tifone nelle Filippine si chiama Glenda e ha colpito la parte nord del Paese e quindi la zona di Luzon, compresa Manila. La gente si è purtroppo abituata anche a queste cose. Quello che posso dire è che il governo si sta preparando sempre più a venire incontro a questi disagi: ci sono state diverse attività in quella zona perché avevano anticipato questo disastro e diverse città si sono organizzate. Quando il tifone è arrivato ha comunque provocato danni. La gente nei giorni precedenti non voleva lasciare le case, ma c’è stata pressione anche da parte del governo e questo è stato provvidenziale perché migliaia di persone sono state forzate ad uscire da certe zone. In questo modo i morti sono stati limitati.

D. - In questo momento come sta la popolazione che ha subito questo terribile tifone?

R. - Il popolo filippino è abituato a questi disastri e c’è un certo senso di fatalismo. Logicamente, in questo caso, i più colpiti sono stati i poveri. La popolazione reagisce ed abbiamo anche segni di solidarietà: è nello spirito e nella cultura dei filippini aiutarsi l’un l’altro, ma in questa situazione è molto più visibile. Questa è un’occasione per noi, ma anche per la Chiesa e per i gruppi di solidarietà, di sviluppare di più il senso di aiuto vicendevole. Anche il governo sta facendo sforzi maggiori a livello nazionale, spendendo capitale, formando la gente per essere un po’ più pronti. In questa particolare situazione ho sentito alcuni commenti tristi, perché il tifone è pur sempre una calamità, però anche commenti positivi e grazie a Dio con la precedente preparazione sono stati ridotti i disagi ed i problemi.