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Società \ Bioetica

A settembre tavolo sull'eterologa, l'opinione del prof. Gambino

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a settembre proporra' un nuovo tavolo sulla fecondazione eterologa per un 'approfondimento giuridico', se possibile anche con la partecipazione della Corte Costituzionale. Intanto molte regioni chiedono di avere  al riguardo norme omogenee. Alessandro Guarasci ha sentito Alberto Maria Gambino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane presso l’Università Europea di Roma

 

R. – Attualmente, i centri sono organizzati soltanto sulle modalità della fecondazione omologa, cioè con i gameti della coppia. Questo significa che in termini di screening, di test genetici, sono molto circoscritti perché la coppia vivendo insieme non ha la necessità di effettuare tutta una serie di verifiche. Invece, nel caso dell’eterologa abbiamo a che fare con un donatore sconosciuto, esterno, estraneo alla coppia e quindi, certamente, i centri devono definire nuovi protocolli con riferimento a tutti gli esami e le indagini di screening che riguardano un soggetto sconosciuto che non vive insieme alla coppia che vuole ricevere questo gamete che sarà fecondato in un embrione.

D. – Dunque, ribadiamo che la Legge 40 non interviene sull’eterologa?

R. – Dire che oggi già c’è la possibilità di attuarla, in base semplicemente a principi della Corte Costituzionale, mi sembra piuttosto azzardato; anche perché la Corte ragiona su principi, mentre qui abbiamo a che fare con la carne viva degli esseri umani, con la loro emotività e salute.

D. – Lei, da giurista, se dovesse scrivere una legge sull’eterologa, o quanto meno delle linee guida quale punto terrebbe fermo?

R. – Terrei fermo il fatto che bisogna garantire a chi nasce di risalire alle origini biologiche.

D. – Secondo lei, in tutto questo dibattito, quanto incide il grosso giro d’affari che c’è intorno alla fecondazione medicalmente assistita?

R. – Incide moltissimo: non è un caso che sono i centri privati con i loro avvocati che, un giorno sì e un giorno no, escono sui quotidiani dicendo che quella sentenza della Corte è auto-applicativa, cioè che si può applicare immediatamente senza bisogno di una legge. Sono però soggetti di parte, avvocati di parte. Quindi che ci siano interessi è sotto gli occhi di tutti.