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La sonda Rosetta svela i segreti delle comete

Sonda Rosetta verso la cometa

Dopo dieci anni di viaggio e oltre 6 mila milioni di chilometri percorsi nello spazio, la sonda "Rosetta" ha raggiunto il suo straordinario obiettivo: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in avvicinamento verso il Sole. Scopo di questa missione, alla quale hanno contribuito in modo determinante numerosi scienziati italiani, sarà quello di studiare la natura e la composizione della cometa, grazie anche ad un robot che verrà sganciato sulla superficie del corpo celeste. Federico Piana ne ha parlato con Enrico Flamini, responsabile scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, e uno dei padri del progetto:

R. – L’idea di andare ad esplorare da vicino una cometa per cercare di capire – per esempio – come e da dove viene l’acqua sulla terra e se effettivamente viene dalle comete, come si pensa attualmente. Nasce già nel 1986 a valle della Missione Giotto, che passò vicino alla Cometa di Halley, e da allora si incominciò a pensare – fin dall’epoca – a questa missione che avrebbe dovuto cercare addirittura di portare dei campioni di cometa sulla Terra. Poi l’abbiamo un po’ semplificata e ci siamo accontentati di osservarla da vicino, carpirne i segreti, come sta succedendo adesso, con orbite ravvicinate fino ad atterrarci ed a fare delle analisi in situ a novembre.

D. – Cosa accadrà? “Rosetta” ha percorso seimila milioni di chilometri, un’enormità, ovviamente, in dieci anni; adesso è arrivata lì e dovrà mandare su questa cometa un lander. Ci racconta un po’ come sta avvenendo la cosa, se è già partita oppure no?

R. – No, no: il lander non è ancora partito. Per adesso, è incominciata la fase fondamentale di ricerca scientifica sulla cometa, ovvero: immagini, dati spettrali, dati dell’ambiente di polveri intorno alla cometa, dati magnetici e quant’altro la cometa ci possa dire. Nel frattempo, si incomincia a studiare il terreno, la superficie della cometa per cercar il miglior sito possibile per l’atterraggio, che avverrà con tre passaggi successivi. Il primo passaggio: tra una decina di giorni si scelgono i primi cinque siti, poi se nel sceglieranno due e alla fine ne certificheremo uno come primario, e questo avverrà più o meno a metà ottobre; e uno come secondario, per le emergenze.

D. – I dati stanno già arrivando: ci sono già in Internet immagini bellissime di questa cometa … E già questo è un dato importante, per voi, per capire com’è fatta …

R. – Infatti. Questa è la parte fondamentale, di scienza, che si chiama “remote sensing”, con strumenti da "remoto", sta avvenendo adesso e avverrà nei prossimi mesi e continuerà anche dopo l’atterraggio della sonda “Philae” e anche dopo che la cometa sia passata vicina al sole. Così potremo vedere la cometa dal momento in cui è una palla di ghiaccio scura, senza coda e senza chioma, quando man mano incomincerà a formare la coda e ad avvicinarla, ad accompagnarla attorno al sole e dopo che sia passata accanto al sole. Quindi, vedere tutto il ciclo di evoluzione di una cometa.

D. – L’obiettivo finale qual è? Una volta che il lander “Philae” si poserà sulla cometa, che cosa farà? So che farà dei carotaggi … per prendere un po’ di cose …

R. – Farà dei carotaggi perché un conto è quello che sono i primi millimetri della superficie, che è quello che si vede da remoto, e un conto è quello che sta sotto alla crosta molto scura della cometa e che dovrebbe essere formato da ghiaccio primordiale, il ghiaccio che si è formato e consolidato quando si è formato tutto il sistema solare. Quindi vorremmo prendere con una trivella – italiana, peraltro – dei campioni che sono sotto la superficie della cometa, portarli all’interno del lander “Philae” e lì ci sono strumenti che analizzeranno la composizione anche isotopica dell’acqua. E così, da lì riusciremo finalmente a capire se effettivamente la teoria secondo cui l’acqua che è sulla Terra viene dalle comete sia vera o meno, e anche a capire quale sia la natura della composizione chimica, la granulometria, la densità della superficie, di questa crosta scurissima che caratterizza le comete.