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Il Papa: la Corea è un'unica famiglia. Francesco atterra a Roma e va a S. Maria Maggiore

Seoul. Il Papa celebra la Messa per la riconciliazione in Corea - EPA

Papa Francesco si è congedato oggi dalla Corea, decollando dalla Base Aerea di Seoul alle 13, ora locale, quando in Italia erano le 6 del mattino. Poco prima delle 18 il volo papale è atterrato all’aeroporto romano di Ciampino. Il Pontefice ha lasciato lo scalo di Ciampino a bordo della sua Ford Focus diretto a Santa Maria Maggiore, portando un mazzolino di fiori che gli e' stato donato da una bambina coreana, prima della sua partenza.

 Il terzo viaggio apostolico si è concluso a Seoul con uno degli eventi più attesi, la Messa per la pace e la riconciliazione in Corea, celebrata in uno dei luoghi più antichi della fede coreana, la Cattedrale di Myeong-dong. Durante la liturgia, Francesco ha ribadito: i coreani sono “membri di un’unica famiglia”, il dialogo potrà superare le differenze. La cronaca del nostro inviato, Davide Dionisi:

“Preghiamo dunque per il sorgere di nuove opportunità di dialogo, di incontro e di superamento delle differenze, per una continua generosità nel fornire assistenza umanitaria a quanti sono nel bisogno e per un riconoscimento sempre più ampio della realtà che tutti i coreani sono fratelli e sorelle, membri di un’unica famiglia e di un unico popolo. Parlano la stessa lingua”.

Nella Cattedrale di Myeong-dong, il Papa ha presieduto la Messa per la pace e la riconciliazione in Corea, ultimo appuntamento del suo intenso viaggio, certamente tra i più attesi. Davanti ai leader religiosi e alla presidente della Repubblica, Park Geun-hye, il Pontefice ha ribadito che il dono divino della riconciliazione, dell’unità e della pace è inseparabilmente legato alla grazia della conversione e che la forza profetica della croce di Cristo colma ogni divisione, sana ogni ferita e ristabilisce gli originali legami di amore fraterno.

Nella divisione del popolo coreano, le due parti si sono rispecchiate come figli di un’unica terra, che le vicende politiche hanno separato, parte al nord e parte al sud. E questa esperienza umana ha aiutato la gente a comprendere meglio il dramma della divisione. Solo mediante un generoso impegno a favore del bene comune sarà possibile superare le difficoltà e giungere a un risultato positivo, che sarebbe motivo di gioiosa speranza per l'umanità.

Impegno che Papa Francesco ha chiesto ai cristiani, ai seguaci di altre religioni e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, che hanno a cuore il futuro della società. Il Pontefice ha inoltre espresso la sua “personale” riconoscenza nei confronti dei sacerdoti coreani per il loro impegno caritatevole che contribuisce alla costruzione della in Corea:

“Il vostro esempio di amore senza riserve per il Signore, la vostra fedeltà e dedizione al ministero, come pure il vostro impegno caritatevole per quanti si trovano nel bisogno, contribuiscono grandemente all’opera di riconciliazione e di pace in questo Paese”.

Infine, la sua preghiera affinché il dialogo e gli scambi possano contribuire alla riconciliazione delle due popolazioni, alla riunione di famiglie separate ormai da oltre mezzo secolo e alla rinnovata stabilità e prosperità dell'intera Penisola coreana:

“Possano i seguaci di Cristo in Corea preparare l’alba di quel nuovo giorno, quando questa terra del calmo mattino godrà le più ricche benedizioni divine di armonia e di pace!”.

Prima della Messa, il Pontefice ha incontrato i leader religiosi e salutato le “donne di conforto”. Con la croce donatagli dal Metropolita Ortodosso di Corea ha impartito la benedizione finale. Segni e testimonianze di un viaggio apostolico che, in questo suo ultimo atto, invocano nuova unità e chiedono una pace comprovata da gesti coraggiosi di riconciliazione.