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Partita di calcio, in onore del Papa. Zanetti: forte messaggio di pace

Il primo settembre allo stadio olimpico partita per la pace ispirata dal Papa

Una partita interreligiosa per la pace, per l’integrazione religiosa e razziale in onore di Papa Francesco. E’ l’iniziativa presentata questa mattina nella sede della nostra emittente. Alla conferenza stampa, hanno partecipato, tra gli altri, mons. Guillermo Karcher, officiale della Segreteria di Stato e cerimoniere pontificio, l’ex calciatore Javier Zanetti, i giocatori della Lazio, Cristian Ledesma, e della Roma Juan Iturbe. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Primo settembre 20.45. Stadio Olimpico di Roma. A scendere in campo saranno due squadre ricche di campioni, non una contro l’altra, ma insieme per la pace. All’iniziativa aderiscono noti giocatori di varie nazionalità. Il ricavato verrà destinato al progetto “Un’alternativa di vita”, promosso da “Scholas Occurentes”, ente educativo fortemente voluto da Papa Francesco e dalla associazione “Pupi” fondata dall’ex calciatore argentino Javier Zanetti e da sua moglie Paula. Per sostenere l’iniziativa “Un’alternativa di vita” si può inviare un sms solidale al numero 45593. Durante la conferenza stampa, mons. Guillermo Javier Karcher, officiale e della Segreteria di Stato e cerimoniere pontificio, ha portato il saluto di Papa Francesco:

“Stamani, mentre parlavo con il Santo Padre di questo incontro con voi mi ha chiesto di ringraziarvi per aver voluto aderire a questa sua iniziativa che vuol essere un’ulteriore scommessa per la pace. Come si sa, è stato lo stesso Papa Francesco a lanciare questa proposta: organizzare una partita interreligiosa, una partita amichevole tra giocatori di ogni squadra e di ogni religione e confessione cristiana. "Scholas" (Scholas Ocurrentes) mira alla costruzione di una rete di interscambio di progetti educativi e di valori per favorire la cultura dell’incontro e la cultura della pace. Ecco perché il Papa ha voluto che prima di ogni partita si piantasse, anche in modo simbolico, un ulivo; come quello che lui - quando era arcivescovo di Buenos Aires nell’Anno Santo, nell’anno 2000 - piantò in Plaza de Mayo insieme a sette mila alunni di diverse scuole - statali e non - e alla presenza dei rappresentati di altre religioni”.

Ezequiel Lavezzi, Andrea Pirlo, Lionel Messi… Sono solo alcuni dei calciatori che il primo settembre scenderanno in campo in occasione della partita per la pace, ispirata dal Santo Padre ed organizzata dal suo connazionale Javier Zanetti. Ma come è nata questa idea? Ascoltiamo proprio il giocatore argentino:

R. - Ho avuto la possibilità di incontrare Papa Francesco insieme con la mia famiglia in maniera privata. Abbiamo parlato di tante cose, di tanti argomenti ed è nata questa idea: poter organizzare questa partita soprattutto per dare un messaggio forte di pace. Credo che la cosa che conta di più sia che questa partita è proprio per la pace nel mondo.

D. - La pace è un valore fondamentale in un mondo spesso scosso oggi da varie guerre come in Ucraina, in Medio Oriente, in Siria… Dove può arrivare un’iniziativa di questo tipo? Molto più lontano di quanto si possa credere, forse…

R. - Speriamo di sì. E’ la prima partita interreligiosa. Speriamo che sia il punto di partenza per poter diffondere attraverso lo sport il messaggio che Papa Francesco ci ha incaricato di poter esprimere.

D. - Lo sport sicuramente è uno strumento forse ideale per parlare di pace. Però, c’è bisogno forse anche di pace nello sport: il calcio, in particolare, vive forse momenti di tensione che si dovrebbero superare…

R. - Sì, perché si cerca sempre la polemica prima di godersi una partita di calcio o qualsiasi tipo di sport. Allora, bisogna lasciare le polemiche da parte, che non portano a niente e dedicarsi soltanto a godere di quello che lo sport ti può dare e che è magnifico.

D. - Quanto è stata importante la fede nella tua carriera?

R. - Moltissimo. La fede mi accompagna da quando ho l’uso della “ragione”. Fa parte della mia vita e la porto avanti con la mia famiglia.

D. - Come vedi adesso il calcio italiano?

R. - Il calcio italiano deve superare questa crisi avuta nell’ultimo periodo. Però, credo che procede a momenti: magari prima le difficoltà erano in altri campionati, adesso tocca a noi. Io però ho grande fiducia che si possa risalire.

D. - Un saluto per gli ascoltatori della Radio Vaticana…

R. - Un grande saluto a tutti, un forte a braccio e grazie per appoggiare questa iniziativa molto importante per tutti.