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Caritas: le crisi umanitarie azzerano le risorse degli organismi di aiuto

Emergenza umanitaria in Iraq - REUTERS

“L'estate dei disastri umanitari” sta prosciugando i fondi degli organismi assistenziali internazionali, che presto non potranno più farsi carico delle popolazioni colpite in tutto il mondo dalle conseguenze di conflitti sanguinosi. L'allarme, lanciato da Cordaid (sezione olandese partner della Caritas) e subito ripreso da Caritas Internationalis, fa riferimento a “milioni di persone che in Siria, a Gaza, in Sud Sudan e in altre aree di conflitto stanno aspettando interventi di soccorso”, in un momento in cui anche le grandi reti di intervento umanitario come la Croce Rossa, Mèdecins sans Frontières e le agenzie assistenziali dell'Onu non riescono più a far fronte alle richieste di aiuto.

“In aggiunta alle crisi in Siria, Gaza e Iraq” si legge nell'appello, “ci sono le guerre civili dimenticate in Africa Centrale e Sud Sudan”. La stessa sezione olandese della Caritas negli ultimi tempi è stata costretta a modificare la destinazione dei fondi per farsi carico di nuove emergenze, dirottando verso i campi profughi sparsi in Siria e Libano risorse originariamente destinate alla Repubblica centro-africana.

Il responsabile della Caritas Internationalis per le emergenze umanitarie Albert de Haan conferma le crescenti difficoltà trovate nella raccolta fondi, soprattutto quelli da destinare a situazioni conflittuali ormai oscurate dalle dinamiche del media system globale: “Stiamo ricevendo meno risorse” spiega de Haan nel breve resoconto consultato dall'agenzia Fides “per fornire aiuti in Mali, Niger e in altri Paesi africani segnati da conflitti. Siamo anche attivi sul fronte di disastri 'dimenticati' verso i quali i media hanno perduto interesse, come quelli del Myanmar e della siccità nel Sahel. Anche in queste regioni, le risorse disponibili sono insufficienti a coprire quello che vorremmo fare”.

Secondo il responsabile di Caritas Internationalis “i tagli drastici operati dai governi negli ultimi anni per le risorse destinate allo sviluppo e alle emergenze, stanno ora provocando una situazione di grande difficoltà”. (R.P.)