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Società \ Salute e Ambiente

A Stoccolma, la Settimana mondiale dell'acqua

Un momento del corteo indetto dal Comitato per l'Acqua bene comune, per manifestare contro il ritorno al nucleare e la cosiddetta privatizzazione dell'acqua

E' in corso a Stoccolma la “Settimana Mondiale dell’Acqua”. Tema di questa edizione “Acqua ed Energia”. Sull'importanza di questa risorsa e sulla necessità di un suo utilizzo consapevole, Antonio Elia Migliozzi ha intervistato Rosario Lembo presidente della “Associazione italiana Contratto Mondiale per l’acqua”.

R. - Questa settimana è dedicata a questa importante risorsa: l’acqua. Il tema di quest’anno è: “Acqua ed Energia”. È opportuno ricordare che senza acqua non è possibile produrre cibo, quindi non c’è sicurezza alimentare e senz’acqua si riduce anche la possibilità di produrre energia, fonte indispensabile sia per la sicurezza alimentare, sia per soddisfare i nostri bisogni. Senza energia, infatti, non è possibile soddisfare molti importanti diritti come l’accesso all’acqua, al cibo, alla casa, alla salute, al lavoro, all’istruzione e alla stessa mobilità sociale. L’acqua è utilizzata per importanti processi di produzione dell’energia; ad esempio, è noto che il raffreddamento delle centrali nucleari necessita di acqua. Un rapporto della Commissione europea ricorda che il 44% dell’acqua estratta in Europa è destinata proprio al raffreddamento della produzione energetica, attraverso centrali nucleari. L’altra grande fonte di utilizzo dell’acqua per produrre energia, in termini di alimentazione, di cibo, quindi di energia per il nostro corpo, è l’agricoltura e anche questa non soltanto in Europa.

D. - Come evitare la mercificazione di una risorsa importante come l’acqua?

R. - La competenza e la responsabilità, che devono esser messe in gioco, non ricadono in primo luogo su noi cittadini. Oggi l’attenzione si concentra sempre di più sull’acqua: acqua non destinata a dissetare ma, al contrario, ad essere trasformata in merce. Il futuro dell’acqua è proprio questo: tentare di farne una merce come un’altra e, in questo senso, anche l’Unione Europea classifica l’acqua come una merce, non come le altre ma pur sempre una merce e l’orientamento prevalente è quello di far diventare l’acqua petrolio, "l’oro blu" del XXI secolo. La domanda di acqua cresce, nonostante le Nazioni Unite abbiano riconosciuto nel 2010 che l’acqua è un diritto umano. Ancora oggi, questo obiettivo non viene garantito dalla comunità internazionale.

D. - Quali gli strumenti per educare il cittadino ad un utilizzo consapevole dell’acqua?

R. - Bisogna accogliere questa sfida: l’acqua non è una merce; l’acqua è vita, rappresenta la sacralità della vita umana e quindi è un diritto. È il primo dei diritti. Senz’acqua non c’è vita, non può esserci pacifica convivenza tra le popolazioni. Poi, ci sono i conflitti che esplodono per l’acqua, tutte le guerre anche nel Mediterraneo hanno, di fondo, molto spesso l’accesso ad importanti risorse, per conquistare subito le grandi dighe presso importanti fiumi che attraversano diversi Paesi. Quindi, la consapevolezza come cittadino che l’acqua non è una merce, che l’acqua va risparmiata, conservata, va preservata soprattutto per le future generazioni. In secondo luogo, la responsabilità come cittadinanza quella, appunto, di non delegare ai governi, ai mercati la gestione di queste regole. Le regole devono essere condivise e soprattutto promosse dai cittadini. In questo senso, le iniziative di cittadinanza assumono importanza non soltanto sul piano della riduzione dei consumi, ma soprattutto sul piano della rivendicazione di una legislazione diversa rispetto all’acqua: rivendicando l’uso che ne fa l’Unione Europea, che considera l’acqua ancora una merce; rivendicando il tentativo di affidare la mercificazione dell’acqua - cioè la gestione dell’acqua come merce - alla tecnologia, ovvero, chi vuole molto spesso sostituirsi al ciclo naturale dell’acqua, quindi l’uomo che pensa di poter sostituire il ciclo naturale dell’acqua con un ciclo tecnologico. Sono questi i comportamenti ai quali dobbiamo ribellarci come cittadini italiani, come cittadini europei ma soprattutto come cittadini del mondo. Dobbiamo capire che senza acqua non c’è benessere individuale, non c’è benessere collettivo ma soprattutto non c’è vita, perché l’acqua rappresenta la serialità della vita umana e di ogni essere vivente del pianeta.