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Renzi sulla scuola: patto educativo. La Cisl: valuteremo

Il premier Renzi con le linee guida sulla scuola - ANSA

Non l'ennesima riforma ma un nuovo patto educativo. Lo ha affermato il premier Renzi parlando delle linee guida sulla scuola, che saranno presentate domani alle 10 sul sito passodopopasso.italia.it. L’esecutivo vuole mettere un argine alle supplenze e legare gli scatti di anzianità degli insegnati al merito. Renzi ha poi promesso che con gli investimenti Ue e le riforme l’Italia tornerà ad essere una locomotiva. Alessandro Guarasci

Renzi pensa a una scuola “strumento di crescita per il giovane cittadino, e il Paese. Proposte, non un  diktat prendere o lasciare. Sarà proposto agli insegnanti di superare il precariati permanente, “supplentite”, la chiama il premier. Ma sarò chiesto loro anche di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull'anzianità”. Dal 15 settembre al 15 novembre ci sarà un confronto con tutti, a cominciare dagli studenti, poi i primi interventi nella legge di stabilità. I sindacati intanto attendono. Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola

“Io non mi sento orfano della consultazione prima della proposta del governo: il governo faccia la sua proposta, noi verificheremo, valuteremo e ci confronteremo”.

Sulla necessità di rivedere il meccanismo delle supplenze aveva già parlato il ministro dell’Istruzione Giannini. Ancora Scrima

“Le supplenze che vuole eliminare il ministro sono le supplenze brevi. Per eliminare le supplenze brevi ci vuole l’organico funzionale. Questo significa un 10 per cento, un 15 per cento di organico in più assegnato alle istituzioni scolastiche, alle reti di scuola che servono non solo per fare le supplenze, ma servono per fare interventi di sostegno, interventi di recupero, in progetti finalizzati al miglioramento dell’offerta formativa dei ragazzi. Quindi quando si parla di eliminare le supplenze, bisogna stare attenti. Un conto è se si dice si eliminano le supplenze annuali: abbiamo 120 mila supplenze in organico di fatto, eliminiamo le supplenze che nella maggior parte - per quanto riguarda i docenti – riguardano i cosiddetti ‘spezzoni’, e più di 30 mila nomine di supplenze annuali per quanto riguarda il personale di sostegno.  Allora, in quel caso, si eliminano le supplenze annuali, ma non si eliminano le altre supplenze, le cosiddette supplenze brevi, perché quello si può fare soltanto con un organico funzionale, che è aggiuntivo all’organico della scuola”.

Le associazioni dei genitori chiedono piena attenzione alle famiglie e una maggiore integrazione statale – paritarie. Roberto Gontero, segretario dell’associazione Agesc

"Più libertà di scelta delle famiglie, più libertà di insegnamento perché le scuole paritarie configurano il 12 per cento degli allievi in Italia: sono più di un milione gli allievi che frequentano le scuole pubbliche paritarie. I docenti di queste scuole sono professionisti formati perfettamente, che dedicano molto più tempo che le sole ore che devono da curriculum e molto spesso sono meno retribuiti. Più parità scolastica in Italia, significa più professionalità per i docenti, più garanzie: come si fa nel resto di Europa, dove ci sono nazioni che hanno oltre il 40 per cento di famiglie che scelgono la scuola paritaria, mentre in Italia – appunto – siamo solo al 12. Più libertà di scelta significa che le famiglie debbano poter scegliere liberamente - senza dover guardare a tutti i costi al loro portafoglio, alle loro retribuzioni - la scuola che preferiscono per i loro famiglia in base al progetto educativo e che sono progetti educativi approvati dal Ministero e quindi rispettano pienamente tutte le regole che il Ministero impone loro per essere scuole pubbliche"