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"Scholas Occurrentes" lancia piattaforma digitale per rete mondiale

Papa Francesco con i membri delle Scholas Occurrentes - AP

Presentata oggi in Vaticano una piattaforma digitale per collegare le scuole di tutto il mondo. A mettere in campo l’iniziativa, “Scholas Occurrentes”, l’ente educativo fortemente voluto da Papa Francesco, che ha anche organizzato la Partita Interreligiosa per la Pace di lunedì scorso. Si tratta di creare una piattaforma online per connettere istituzioni educative e promuovere l’incontro e la pace. Presenti alla conferenza stampa i due direttori mondiali di Scholas, José Maria del Corra e Enrique Palmeyro. Per maggiori particolari, Debora Donnini ha sentito il responsabile del programma spagnolo della nostra emittente, padre Guillermo Ortiz:

R. – Questo è molto interessante, perché viene da un’iniziativa di Bergoglio - come arcivescovo di Buenos Aires - che stava già facendo un tentativo di creare una rete di scuole che basate sulla tecnologia, lo sport e l’arte. Adesso, questo è molto importante, perché già da l’anno scorso, come Papa, Francesco ha chiesto alla gente di Buenos Aires di sviluppare questo progetto a livello mondiale. Il 19 marzo scorso, c’è già stato un raduno con il Papa qui in Vaticano e dopo la partita interreligiosa per la pace – organizzata per Scholas e per la Fondazione argentina P.U.P.I. Onlus – ce ne sarà un altro nell’Aula del Sinodo. Domani, inoltre, ci sarà l’udienza con Papa Francesco che dall’Aula del Sinodo parlerà in videoconferenza con cinque Scuole del mondo: un modo per iniziare questa piattaforma che tenta di unire gli sforzi di diverse scuole e – tramite lo sport, l’arte e la tecnologia nelle scuole – formare ai valori umani.

D. – Due sono le parole chiave dell’iniziativa: incontro e pace. Perché?

R. – Certamente, così come ha spiegato il Papa nel videomessaggio in occasione della partita: lo sport, l’arte e specialmente la tecnologia devono aiutare la cultura dell’incontro e in queste occasioni anziché farsi la guerra devono crescere come fratelli, senza perdere le proprie identità. Certamente, c’è molta violenza non solo in America Latina, o a Buenos Aires. Ci sono guerre terribili che distruggono l’umanità: questo allora vuole essere un tentativo per radunare le scuole in questo sforzo e generare la cultura dell’incontro per ottenere la pace.

D. – Si tratta di scuole, di Paesi ricchi e poveri, quindi di una piattaforma che spazia davvero a tutte le latitudini…

R. – E’ un’iniziativa in cui si offre la possibilità di condividere e collegarsi con tutti: non bisogna essere cattolici o di una particolare religione, popolo, o nazione. Questa piattaforma viene offerta a tutti: dipende anche da coloro intendono integrarsi in essa.