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Sud Sudan: appello di pace dei leader cristiani ai capi tradizionali

Sud Sudan: la firma di uno dei tanti accordi di pace

“I capi tradizionali sono ispirati da Dio per lavorare per la pace nelle nostre comunità. Risolvono le dispute sorte tra gli individui e tra i gruppi” ha affermato il vescovo pentecostale Michael Taban, presidente del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan (organismo composto da 6 confessioni cristiane presenti in Sud Sudan: la Chiesa cattolica, l’Episcopal Church of the Sudan, la Presbyterian Church of Sudan, l’African Inland Church, la Sudan Pentecostal Church, la Sudan Interior Church), nel rivolgere un appello ai capi tradizionali e agli anziani perché contribuiscano a riportare la pace nel Sud Sudan. Il giovane Stato (indipendente dal luglio 2011), dallo scorso dicembre è in preda alla guerra civile, tra la fazione del Presidente Salva Kiir e quella dell’ex vice Presidente Riek Machar.

Il Consiglio delle Chiese del Sud Sudan, intende impegnarsi a fondo per pacificare il Paese, visto che gli accordi di pace siglati lo scorso giugno non sono stati ancora applicati dalle parti. In particolare tarda la costituzione del governo di unità nazionale.

Il presidente del South Sudan Council of Churches ha detto che i leader religiosi e i capi tradizionali condividono la missione di lavorare per la riconciliazione, per la costruzione della pace, poiché i capi locali hanno un ruolo particolarmente importante da svolgere a livello di base, tanto più che il conflitto ha preso una dimensione etnica, con lo scontro tra i Dinka (l’etnia del Presidente) e i Nuer (l’etnia di Machar). (R.P.)