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Assisi, Happening nazionale degli oratori: realtà che rifiorisce

Ad Assisi l'Happening nazionale degli oratori dal 4 al 7 settembre

Dal  4 al 7settembre si svolge ad Assisi l’Happening nazionale degli oratori. Vi partecipano 65 diocesi provenienti da 15 regioni. Una occasione di dialogo e confronto nonché la sede per programmare le iniziative future. Presentando l'evento, il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e vice presidente della Cei, ha parlato di una “nuova primavera degli oratori”. Sulla importanza degli oratori nella società del nostro tempo e sull'incontro umbro Antonio Elia Migliozzi ha intervistato don Marco Mori, presidente del Forum degli oratori italiani:

R. - L’oratorio è sempre un luogo affascinante perché è abitato dai ragazzi e dalla loro comunità di riferimento. Il fatto che in Italia abbiamo settemila oratori sparsi sul territorio nazionale che, come dice il cardinale, stanno rifiorendo con esperienze e proposte, è un segno che la concretezza dell’educare e dello stare con i ragazzi ha tutto il suo fascino, perché unire insieme più esperienze – dalla catechesi, al giocare insieme, allo stare insieme – diventa molto significativo, bello, importante anche per gli stessi ragazzi. I ragazzi vivono in questo momento di comunicazione virtuale; l’oratorio ha un fascino ancora più particolare oggi per i nostri ragazzi. Se questo rifiorisce è perché si gioca bene la sua formula che non è una formula magica, ma una formula molto concreta del voler bene ai ragazzi secondo le loro esigenze.

D. - Il vostro incontro avviene in vista del bicentenario della nascita di Don Bosco. Perché avete scelto Assisi?

R. - C’è stata dimostrata una grande ospitalità da parte della Chiesa umbra in genere che appunto in questi anni ha puntato molto sul far rifiorire gli oratori all’interno della propria diocesi, della propria regione. Poi c'è tutto il fascino di Francesco e di Chiara, di ritornare in qualche modo alle radici, all’essenzialità dell’oratorio. Il tema del nostro incontro è “Laboratori di comunità”: vogliamo vedere come un oratorio nasce da una comunità e costruisce una comunità. San Giovanni Bosco, di cui celebriamo il bicentenario della nascita, ha voluto che costruisse la comunità, non solo ecclesiale, ma anche quella sociale. Tutta l’opera di Don Bosco è incentrata sul tema della scuola, del lavoro, del dare dignità ai ragazzi, per costruire buoni cristiani e onesti cittadini, secondo la sua espressione. Così, il legame tra Francesco, Chiara e San Giovanni Bosco sul tema della comunità diventa anche molto affascinante.

D. - Animatori ed operatori vivranno un importante confronto con le sette diocesi umbre che li ospiteranno all’insegna di una forte dimensione comunitaria. Perché questo evento si chiama "Happening"?

R. - Si chiama Happening perché è un ritrovarsi che è fatto da tanti elementi, un po’ come la vita dell’oratorio. Quindi l’elemento del fare comunità di oratori è importante. Le diocesi che ci ospitano fanno vedere a tutti gli altri ragazzi d’Italia come sono i loro oratori. Questo scambio è interessante; abbiamo visto che in questi anni far incontrare gli oratori tra di loro permette di portare avanti una sorta di gemellaggio, per continuare ad incontrasi, scambiarsi gli animatori ad esempio, ma nello stesso tempo, questo scambio tra oratori è anche l’anima dell’Happening. Quindi io ringrazio di cuore le diocesi umbre che ci ospitano, ma penso che anche per loro sarà un’esperienza, una scoperta molto interessante.