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Kenya. La Chiesa ai politici: pensate a unità e sicurezza

Kenya: il Presidente Kenyatta - AP

Unità e sicurezza in Kenya siano garantite da una leadership responsabile: lo scrive la Commissione Giustizia e pace dei vescovi di Nairobi, in una nota a firma del suo presidente, mons. Zacchaeus Okoth. Il documento è stato diffuso in questi giorni, al termine della Plenaria della Commissione, svoltasi a Mombasa. “In quanto membri della Commissione per la giustizia e la pace – si legge – siamo molto preoccupati per il sistematico rifornimento di armi dei diversi gruppi di miliziani e per la radicalizzazione dei conflitti che provoca uccisioni di massa, sfollati e distruzione delle proprietà in molte zone del Paese”.

In particolare, i vescovi fanno riferimento agli scontri etnici avvenuti recentemente nella contea di Mandera, nel nord del Paese. “Questa continua insicurezza e questi atti odiosi sono totalmente inaccettabili – sottolinea la Commissione – Quante altre vite devono andare perdute prima che il Kenya dica basta? Ogni vita è preziosa e per questo chiediamo a tutte le parti in causa di porre fine a questa cultura di morte, perché la violenza può portare solo violenza”.

Quindi, i presuli di Nairobi guardano alle tensioni politiche in atto a causa della proposta di un referendum avanzata dalla Cord, la Coalizione per la riforma e della democrazia. Da diverso tempo, infatti, questo schieramento chiede l’indizione di una consultazione popolare ad ampio spettro che delinei quelle che sono le sfide principali e più urgenti del Paese. L’iniziativa, tuttavia, non ha ricevuto un consenso unanime, finendo per accrescere le divisioni tra i partiti. Per questo, i vescovi chiedono alle istituzioni di lavorare per “l’interesse della nazione e non solo dei singoli gruppi politici”, mirando al “bene comune della popolazione”.

E ancora, insistendo sul tema della sicurezza, la Commissione episcopale Giustizia e pace evidenzia che “storicamente, il settore della sicurezza nazionale ha sempre ricevuto la maggior parte delle risorse pubbliche” e che, quindi, spetta al governo “garantire che tali risorse siano effettivamente usate per mantenere i kenioti lontani dall’insicurezza che minaccia il Paese”. “Basta con la retorica! – chiedono quindi i presuli al governo – Piuttosto, bisogna agire rapidamente e con decisione per mantenere la nazione al sicuro”.

Ulteriori appelli vengono rivolti alla cittadinanza, perché “la sicurezza è responsabilità del singolo”; ai leader di partito, affinché “servano il Kenya secondo il ruolo loro assegnato costituzionalmente e desistano dalle lotte per il potere politico”; ai giovani, la cui disoccupazione “continua ad essere una minaccia” per la stabilità nazionale. Sottolineando, infine, la necessità di una maggiore partecipazione della cittadinanza allo sviluppo della nazione, i vescovi concludono il loro messaggio ricordando che “il Kenya è di tutti, così come le sue risorse. Impariamo a condividerle ed a proteggerle”. (I.P.)