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Svizzera: appello dei vescovi per le minoranze in Iraq e Siria

Rifugiati cristiani ad Erbil - EPA

“Fornire tutto l’aiuto ed il sostegno possibile” alle minoranze cristiane e a tutte le vittime delle violenze perpetrate dalle milizie dello Stato Islamico in Iraq e Siria: a lanciare l’appello è la Conferenza episcopale svizzera (Ces) che dal 1° al 3 settembre si è riunita a Givisiez per la sua 305.ma Assemblea plenaria. Nel documento finale dei lavori, i presuli elvetici definiscono “tragiche” le notizie che arrivano dal Medio Oriente e chiedono a tutti i fedeli di aiutare le popolazioni minacciate, offrendo ogni tipo di aiuto: una preghiera, una donazione agli organismi caritativi, l’accoglienza di rifugiati, interventi istituzionali concordati con la comunità internazionale.

Domenica prossima, 7 settembre, inoltre, i presuli chiedono intenzioni di preghiera affinché “cessino le espulsioni, le torture e gli omicidi e tutti gli uomini possano vivere in libertà e in sicurezza”; prevista anche una celebrazione ecumenica in segno di solidarietà con “le minoranze minacciate e la popolazione sofferente di Siria ed Iraq”. “I vescovi – si legge ancora nel documento finale della Plenaria – sperano che gli avvenimenti del Medio Oriente non portino tensioni tra cristiani e musulmani in Svizzera” ed auspicano che “le comunità musulmane elvetiche condannino le persecuzioni dei cristiani ed altre minoranze religiose”.

Ma l’ordine del giorno dell’Assemblea ha visto in esame anche altri temi: innanzitutto, il Sinodo straordinario sulla famiglia, in programma in Vaticano dal 5 al 19 ottobre, ed al quale prenderà parte mons. Markus Büchel, presidente della Ces. In particolare, i presuli elvetici hanno riflettuto sull’Instrumentum laboris, il documento di lavoro dell’Assemblea sinodale, che contiene le risposte al questionario sulla famiglia inviato alle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

La Ces ha, poi, affrontato la questione dell’iniziativa popolare "Ecopop", ovvero “Ecologia e popolazione”, che verrà sottoposta al voto dei cittadini il prossimo 30 novembre. Con lo slogan “No alla sovrappopolazione, sì alla tutela duratura delle risorse naturali”, tale iniziativa propone di limitare la crescita demografica dovuta all'immigrazione allo 0,2% e chiede che il 10% dell'aiuto svizzero allo sviluppo sia destinato al controllo delle nascite nei Paesi poveri. Ma i vescovi si dicono “convinti che questa iniziativa non permetterà uno sviluppo duraturo che preservi le risorse naturali in maniera adatta all’uomo”. Mirando, infatti, ad una “limitazione rigida dell’immigrazione e ad una pianificazione familiare unilaterale”, spiegano i presuli svizzeri, “l’iniziativa Ecopop prende una cattiva strada”, dando dell’umanità e della società “un’immagine contraria alla visione cristiana dell’uomo ed alla dottrina sociale cattolica”. Perché, sottolinea la Ces, “la base migliore di uno sviluppo degno e duraturo è un ordine sociale rispettoso dei principi di sussidiarietà, solidarietà e partecipazione”.

Altro tema esaminato dalla Plenaria di Givisiez è stato quello riguardante le statistiche sugli abusi sessuali nel contesto ecclesiale: “Il rapporto annuale 2013 – si legge nella nota della Ces – parla di 11 vittime e 14 autori; due delle vittime hanno denunciato abusi commessi nel 2013, mentre tutti gli altri casi riguardano abusi perpetrati tra il 1950 ed il 1980”. Nessuna delle denunce, inoltre, riguarda “stupri o violenze sessuali commesse su persone incapaci di intendere e di volere”, mentre le accuse più frequenti si riferiscono a “proposte equivoche o a sfondo sessuale, atteggiamenti sessisti, approcci indesiderati o molestie sessuali”.

Durante i lavori della Plenaria, inoltre, il patriarca copto ortodosso Teodoro II che si è recato in visita presso l’abbazia di San Maurizio, Santo di origine egiziana e quindi molto venerato tra i copti, in occasione dei 1500 anni di fondazione. Per ricambiare la visita, mons. Büchel e mons. Charles Morerod, vicepresidente della Ces, hanno partecipato, a Ginevra, ad un incontro ecumenico tra diplomatici e leader religiosi. Infine, i presuli elevetici hanno reso noto che l’Anno della vita consacrata, indetto da Papa Francesco per il 2015, in Svizzera sarà inaugurato il 29 novembre prossimo ad Einsiedeln; in quell’occasione, la Ces indirizzerà una Lettera pastorale ai religiosi ed alle religiose. (A cura di Isabella Piro)