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Il Papa: aborto e eutanasia falsa compassione, figli non si "producono"

Papa Francesco abbraccia un malato durante un incontro in Aula Paolo VI - ANSA

Papa Francesco abbraccia un malato durante un incontro in Aula Paolo VI - ANSA

Papa Francesco ha rivolto stamane un discorso vibrante in difesa della vita umana. Occasione di questo importante intervento l’udienza all’Associazione medici cattolici italiani. Il Pontefice ha avvertito che bisogna respingere la “falsa compassione” che propone l’aborto, l’eutanasia e la “produzione” dei figli. La vita, ha detto, è sempre “sacra” ed ha messo in guardia da chi vuole trattare gli esseri umani come cavie. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Impegnarsi a prendersi cura della persona, ricordando sempre che la vita umana è sacra. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nel suo appassionato discorso ai medici cattolici, tutto incentrato sulla dignità inviolabile dell’essere umano. Il Pontefice ha ribadito che l’attenzione alla vita umana, specie in difficoltà, “coinvolge profondamente la missione della Chiesa”:

“Essa si sente chiamata anche a partecipare al dibattito che ha per oggetto la vita umana, presentando la propria proposta fondata sul Vangelo”.

Da molte parti, ha soggiunto, “la qualità della vita è legata prevalentemente alle possibilità economiche, al ‘benessere’, alla bellezza e al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde – relazionali, spirituali e religiose – dell’esistenza”:

“In realtà, alla luce della fede e della retta ragione, la vita umana è sempre sacra e sempre “di qualità”. Non esiste una vita umana più sacra di un’altra, come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori”.

“La vostra opera – ha aggiunto – vuole testimoniare con la parola e con l’esempio che la vita umana è sempre sacra, valida ed inviolabile, e come tale va amata, difesa e curata”. Di qui l’esortazione “a proseguire con umiltà e fiducia su questa strada”, sforzandosi di “perseguire le vostre finalità statutarie che recepiscono l’insegnamento del Magistero della Chiesa nel campo medico-morale”:

“Il pensiero dominante propone a volte una ‘falsa compassione’: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che ‘vede’, ‘ha compassione’, si avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33)”.

La vostra missione di medici, ha detto ancora, “vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a farvene carico come buoni samaritani”: 

“La fedeltà al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obiezione di coscienza”.

Quindi, a braccio, ha denunciato la deriva di chi vuole "sperimentare con la vita":

“Ma sperimentare è male. Di 'fare' figli invece di accoglierli come dono, come ho detto. Di giocare con la vita, lì. State attenti, eh?, che questo è un peccato contro il Creatore: contro Dio Creatore, che ha creato le cose così”.

Francesco ha rammentato che fin da quando era sacerdote ha sentito tante volte obiezioni sull’aborto di chi lo riteneva un problema religioso. “No – ha detto il Papa – non è un problema religioso” e nemmeno “un problema filosofico”:

“E’ un problema scientifico, perché lì è una vita umana e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. ‘Ma, no, il pensiero moderno …’ – ‘Ma, senti, nel pensiero antico, nel pensiero moderno, la parola uccidere significa lo stesso!’. Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra, no? E questo è dire a Dio: ‘No, la fine della vita la faccio io, come io voglio’. Peccato contro Dio Creatore. Pensate bene a questo”.

Francesco ha così concluso il suo intervento incoraggiando l’associazione dei medici cattolici a proseguire sul cammino, iniziato 70 anni fa, a servizio della vita “nella sua dignità, sacralità e inviolabilità”.