2015-01-10 14:16:00

Samir: maggioranza musulmani moderati, ma non osano criticare


Gli attacchi islamisti di Parigi ripropongono con forza la questione del rapporto tra cultura occidentale e mondo musulmano, che appare sempre più diviso tra moderati e fondamentalisti. Cecilia Seppia ne ha parlato con padre Samir Khalil Samir, docente di Storia della cultura araba e islamologia all’Università Saint Joseph di Beirut:

Maggioranza musulmani sono moderati
R. – Esistono certamente i musulmani moderati e sono la maggioranza. E la maggioranza dei musulmani vorrebbe vivere in pace con tutti. Ma c’è un problema, perché l’islam in se stesso è diviso in gruppi opposti, e spesso in tutta la storia islamica, e ancora oggigiorno, i musulmani, quando non sono d’accordo, reagiscono con la guerra. Infatti l’Isis usa la violenza contro gli sciiti, contro altri gruppi musulmani senza distinzione, senza pietà. Allora, dire che quello che è accaduto in Francia non c’entra con l’islam, non è vero. Ma dire che questi sono estremisti, è vero. E gran parte, la maggioranza – penso – dei musulmani non è favorevole, ma non osa criticare. Si dice spesso: la violenza non fa parte dell’islam e dunque questi musulmani violenti non sono autentici musulmani. Devo dire: purtroppo non è la realtà, perché nel Corano stesso abbiamo dei versetti che dicono: “Uccideteli ovunque li troverete, trattandosi degli infedeli”, cioè di chi non ha accettato di diventare musulmano. Quando i musulmani dicono e ripetono – e lo fanno sempre, ogni volta che c’è un attacco – “questo non c’entra con l’islam”, è un gioco di parole inaccettabile. Perché? Perché chi lo fa non lo fa in quanto individuo qualunque, ma lo fa in nome dell’islam.

Fondamentalisti lottano contro Occidente neo-pagano
D. – L’Occidente è un obiettivo del fondamentalismo islamico, ma c’è anche chi sostiene che sia più che altro un attacco alla civiltà: in particolare, con l’attentato a “Charlie Hebdo” abbiamo visto violata la libertà d’espressione o la libertà di stampa, di pensiero. Questo perché?

R. – Fino a uno/due secoli fa, l’Occidente era visto positivamente, perché portava la tecnologia, la modernità eccetera, ed era credente, considerato dai musulmani come cristiano. Oggigiorno, è ovvio che l’Occidente non si considera, anzi rifiuta di considerarsi cristiano – anche l’Unione Europea ha rifiutato di mettere nella sua premessa perfino che è di origine cristiana – e allora nei fatti, i musulmani – a ragione – dicono: l’Occidente è un neopaganesimo e non ha le regole del credente. E così hanno identificato sempre di più l’Occidente con il nemico: nemico di Dio, nemico della religione … E questo è molto diffuso tra i gruppi fondamentalisti. Dunque, la lotta contro l’Occidente è una lotta contro il nuovo paganesimo, mentre la maggioranza dei musulmani dice: “No, facciamo la distinzione. Certi aspetti della vita moderna, come l’uguaglianza tra uomo e donna, la distinzione tra la religione e la politica, sono cose buone. Invece, l’uso delle armi è una cosa moderna ma cattiva”. Ma i fondamentalisti mettono tutto in un sacco: Occidente = ex-cristiani = pagani = modernità, dunque la modernità è pagana, dobbiamo lottare contro i nemici di Dio.

Musulmani devono introdurre interpretazione Corano
D. – Come si vince il terrorismo? Quale può essere la soluzione?

R. – C’è un problema di educazione, di riflessione che manca, oggigiorno, nel mondo musulmano. Ci vuole, il dialogo! L’altro aspetto è di aiutare i musulmani a fare autocritica, a rivedere il loro modo di agire e di pensare. Infine, in fondo in fondo, si tratta di ripensare il testo del Corano. Il testo non si può toccare, come per la Bibbia. Ma l’interpretazione del testo è una necessità, cioè situare questo testo nel suo contesto storico.








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